Questo blog rappresenta un diario di viaggio. Tenta di donare spunti per entrare in contatto con voi stessi.
E' importante ricordare sempre che le nozioni apprese dall'esterno sono solo un input e che le risposte sono da sempre presenti in voi.

domenica 4 dicembre 2016

Non si aspetta un giorno migliore, lo si crea!


Fare.
L'unico modo per cambiare!




L'opportunità dovrebbe essere una cosa che tutti possono sfiorare almeno una volta. 
L'occasione di poter intraprendente qualcosa di grande, inaspettato. 
Il mondo è così immenso, vasto e dovremmo viverlo a pieno. Meritiamo di vivere la chance della nostra vita ma la vita non è così semplice. O forse sei tu che stai guardando il problema da un punto di vista sbagliato?! 

Ti sfido a ragionare!  

Credi che quelle persone che si lamentano ma non fanno nulla per cambiare le cose otterranno mai dei risultati?! Il mondo è di chi agisce, di chi vuole uscire dalla massa!

Il problema non è lo stato, non sono le tasse, le agevolazioni dei politici, non è la disoccupazione. Stai guardando le cose da una prospettiva sbagliata. Il problema sta in chi aspetta che sia la vita a dargli quello che gli serve, in chi crede che qualcosa gli sia dovuto. 

La sai una cosa?! Nessuno ti deve niente! 

Vuoi davvero quella opportunità di cui parli?! CERCALA! CREALA! 
Devi reinventarti per farlo! Non puoi pensare di essere speciale se cerchi soluzioni semplici! Un lavoro comune non fa per te! Stai limitando le tue potenzialità! La semplicità è qualcosa che non ti appartiene! 

Ti hanno bombardato di informazioni per fartelo credere ma non è cosi! Hai un intelletto che può creare l'inimagginabile! Usalo! 

Le opportunità sono ovunque ma devi attivarti! 

Non puoi raggiungere risultati se non investi sulla tua mente!

Ti sfido ad investire su te stesso. 

Siamo nell'era del progresso non puoi permetterti di stare fermo, ti perdi il mondo. Prova a guardare dove gli altri non guardano, ragiona fuori dagli schemi. 

Ti sfido a cercare l'innovazione, a scoprire quali sono i nuovi mercati. A seguire conferenze, a formarti. Ad essere intraprendente, folle! Quando inizierai a farlo evidenza quel giorno, sarà il giorno in cui inizierai ad allontanarti dalla massa e comincerai a ricordarti di chi sei veramente. 

Ti ricorderai di quel dono che hai sempre avuto, la tua mente! 

Ti ricorderai di quanto è bello sfidare i limiti, di mettersi alla prova. 

Hai la possibilità di raggiungere dei risultati veri perché finalmente sei tu il fautore del tuo destino. 

Hai di nuovo in mano la tua vita. 

Protrai inseguire i tuoi sogni, scegliere la tua strada, ritroverai la passione, la convinzione, giorno dopo giorno continuando a crescere e a ripeterti che se sei riuscito a cambiare la tua vita devi ringraziare solo te stesso! 

Tu puoi!
Comincia!



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Testo rieditato da Michela Marini
Fonte: https://youtu.be/_9RRy9XMefg

venerdì 18 novembre 2016

Diario di una ragazza Indaco: Incastri perfetti










Incastri perfetti



Incastri perfetti definirei così situazioni che la vita ti porta davanti, quelle situazioni che l'uomo inconsapevole definirebbe "caso", fato o destino.






Ignaro della sua forza creatrice, del suo volere che tutto può: è l'essere umano.

È la paura che, spesso, lo porta a non vedere oltre la realtà casuale, dove si cela divertita la verità che lo aspetta lì, poco dopo il velo della sua mente che lesta si prende gioco di lui.

Un gioco. 

Sono certa che gli Angeli la chiamerebbero così l'esistenza terrena, tanto complicata e incomprensibile per la mente, tanto affascinante e semplice per il cuore.


Incastri perfetti saranno le persone che sceglieranno di starti accanto, che in silenzio ti aiuteranno, che incontrerai solo quando sarai pronto a ricevere.

Sono semplici incastri perfetti le situazioni scomode che ti porteranno a scegliere la via più adatta a te per innescare tanti altri incastri perfetti, che ti condurranno nelle vie più alte della tua conoscenza.

E sarà lì che riuscirai a comprendere che nulla accade per "caso" perché sarai riuscito ad incastrare perfettamente la razionalità della mente con la volontà del cuore, permettendo alla tua anima di giocare libera, finalmente.



Michela Marini



Testo tratto dal libro: Diario di una ragazza Indaco


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lunedì 26 settembre 2016

Tu non hai un'anima, Tu SEI L'ANIMA

C'è una LUCE DENTRO DI TE CHE 
NESSUNO POTRà MAI SPEGNERE
...




Quale è la Tua strada nella Vita?

... lanciarti e vivere le avventure che la Tua Anima ti spinge a sperimentare. La Tua Anima, se la ascolti, ti dirà quello che devi sperimentare.
Segui il Tuo cuore, i Tuoi sogni, i Tuoi desideri. Fa' quello che la Tua Anima ti chiede di fare, non importa di cosa si tratta, fallo fino in fondo; allora continuerai con un'altra avventura. 

La Tua Anima ti ha spinto di Esperienza in Esperienza, di avventura in avventura, per potere realizzarsi a sé stessa con l'intendimento completo di ogni forma di pensiero - ogni atteggiamento, ogni emozione - affinché così possa conoscere e capire la totalità del pensiero che è la totalità di Dio, la totalità dell'Io.
Non sarai mai giudicato a meno che accetti i giudizi di quelli intorno a Te. 
E se accetti il loro giudizio, è unicamente per la Tua volontà di farlo quale Nuova Esperienza. 

La Tua Anima anela tutto quello che non ha sperimentato. Quando la Tua Anima anela un'Esperienza, ciò significa che ha bisogno di informazione emozionale su quell'Esperienza. Per quel motivo, la Tua Anima creerà un sentimento - chiamata desiderio - che attira la totalità del Tuo essere e ti spinge verso un'avvenTura, un'Esperienza. Allora, quando l'Esperienza e’ finita e le emozioni si calmano, hai ottenuto, grazie a quell'Esperienza, un tesoro molto più prezioso di Tutto l'oro di questo piano, Ti ha fatto avanzare fino alla saggezza; la Tua Anima dice che mai più dovrai sperimentare quella Esperienza, perché hai acquisito tutta la comprensione di ciò. Allora, la Tua Anima perseguirà un altro anelito, e sarai spinto a fare altre cose, perché hai bisogno di lui, lo vuoi, perché il fuoco dentro te ti spinge a sperimentare tutta la Vita.

Ogni cosa che fai, nel preciso istante in cui stai realizzandola, sai nella Tua Anima che l'Esperienza è buona per te.

Non desiderare mai sopprimere niente del Tuo passato - non una sola cosa - perché la fusione di Tutte le Tue esperienze, sublimi o disgraziate, ha prodotto dentro la Tua Anima le magnifiche e belle perle di saggezza. Questo vuole dire che non devi mai già tornare a sognare quei sogni, né creare quei giochi, o sperimentare quelle esperienze, perché li hai sperimentate già e sai quello che si sente, hai nella Tua Anima la sua informazione; si chiamano sentimenti, il tesoro più autentico della Vita.

L'unica maniera di conoscere e trasformarsi in Dio è vivere ed abbracciare pienamente la Vita, sperimentare tutte le situazioni, sentire tutte le emozioni, realizzare ogni atto, sia sublimi o miserabile, affinché la Tua Anima possieda la saggezza di Tutta la Vita dentro sé.



Accendi la fiamma della tua Anima, in modo che il potere incandescente del tuo cuore possa divampare ovunque... 

Incendia i tuoi timori, riduci in cenere le tue paure col calore del tuo fuoco interiore ...

Fai ardere queste vampate in tutto il tuo essere

ILLUMINA IL TUO CAMMINO e diventa TU STESSO UN PORTATORE DI LUCE...
(Zewale Rovesta)





Che la luce della libertà, dell'Amore, della Gioia infinita accompagni ovunque la tua ANIMA.




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Rieditato da: Michela Marini
Foto immagine: Dipinto di Michela Marini
Fonte: http://www.animalibera.net/2011/03/aforismi-sullanima.html

lunedì 22 agosto 2016

L'occhio della mente e la vista dell'anima

Vedere con gli occhi dell'Anima:
E' POSSIBILE



La “vista” è il senso che più ci rassicura rispetto alla percezione della realtà in cui viviamo. Il “guardare” è un’azione apparentemente immobile che riempie la coscienza; è accogliere dentro di sé l’intero arco dei colori che si fanno “forma” nella luce, che ne è la sostanza cosmica; ma soprattutto è l’apertura di un “canale” che parte dal cuore e si estende nello Spazio infinito, per poi ritornare alla mente, illuminandola.

Queste facoltà sono proprie anche degli altri sensi: il gusto, il tatto, l’olfatto e l’udito. Tutti insieme ci mostrano infatti la “dimensione” del nostro essere che, per il loro tramite, può sondare con invisibili raggi luminosi, i dettagli della realtà che gli ruota intorno. Ma tutto questo è solo una piccola parte delle nostre potenzialità. Dentro di noi vi è un potere ancora superiore. Vi sono un’infinità di “sensi sottili” che possono moltiplicare, come un gigantesco tele-microscopio, le nostre effettive capacità percettive, sensoriali e intuitive. Come fare per scoprirlo?

Osserviamoci. Non siamo fatti di materia fisica. Il nostro corpo è una fonte di energia in movimento, è “vibrazione”, è “Suono” che invia la propria melodia intorno a sé, come un’astronave azzurra che solca gli spazi del tempo. Ognuno di noi emette quindi una propria “frequenza” sottile, che permea e costruisce la realtà, insieme agli altri esseri viventi. Dobbiamo immaginarci come un “prisma” fatto di innumerevoli canali di cristallo, nei quali fluisce la luce, l’energia vitale che muove la nostra esistenza.

“Non importa quello che stai guardando, ma quello che riesci a vedere.”

Henry David Thoreau

Per quanto a qualcuno possa sembrare paradossale, guardare ha un suo significato, vedere ha tutt’altro significato.
Infatti il ‘guardare’ non presuppone che si riesca anche a ‘vedere’! Vedere deriva dal latino videre e si pone come significato la percezione della realtà attraverso l’uso della vista. Quindi vuol dire capire, scoprire ed interpretare ciò che ci circonda; molte volte chi guarda non vede, perchè guardare è un’azione riflessiva come fare attenzione a qualcosa o qualcuno, ma non si va oltre! Se la gente vedesse e non si limitasse a guardare, probabilmente vivremmo in un mondo migliore.


L’altra via dall’occhio al cervello



Una scoperta notevole nei meccanismi della visione: David Berson e altri ricercatori del dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Brown hanno trovato un’altra via di transito per la trasmissione delle immagini dall’occhio al cervello. I loro studi, pubblicati su Nature, rivelano l’esistenza nella retina di un altro gruppo di cellule che, come coni e bastoncelli, hanno funzione di fotorecettori. Cioè trasformano il segnale luminoso in un linguaggio, l’impulso elettrico, comprensibile al cervello. Queste cellule fanno anche di più: sono responsabili del mantenimento dei ritmi giorno-notte dell’orologio interno dell’organismo. Ciò spiega perché i non vedenti – in cui è compromesso il funzionamento di coni e bastoncelli – sanno distinguere il giorno e la notte. Le immagini camminano dunque su due corsie parallele che, in maniera del tutto indipendente, portano la percezione del mondo al cervello; la scoperta di questa nuova via richiederà, dunque, un riesame globale dei meccanismi di funzionamento della visione nei mammiferi. (p.m.)



L'Occhio Vede Solo Ciò Che la Mente Vuole Vedere?


Non solo l’occhio vede solo ciò che la mente vuole vedere, ma anche le orecchie sono disposte ad intendere solo ciò che bramano sentirsi dire. Ecco perché i filosofi greci insistevano sul motto: 'Conosci te stesso.' Perché è da lì che parte la nostra Weltanschauung (visione del mondo) come la chiamava C. Jung, il quale affermava che possono essere molteplici e le citava nel suo: Il Problema dell’Inconscio nella Psicologia Moderna (1931): filosofiche, idealistiche, estetiche, pratiche, religiose, romantiche, e così via. E le definiva: “un orientamento concettualmente formulato.”

Possiamo quindi razionalmente dedurre che il mondo assume non l’aspetto che vediamo, ma quello che noi gli vogliamo dare. Non è un concetto solo moderno; già gli antichi maestri spirituali indù affermavano che: “La drammaticità della vita è frutto della nostra proiezione mentale.” La qual cosa ci fa veramente pensare. Se il mondo è come lo 'vedo' io e non come è realmente, è opportuno che mi fermi a riflettere e mi chieda il perché. E vada oltre i fatti e tenti di estrarre la morale dal tutto, togliendo il paraocchi dall’alienante conformismo odierno.


E’ molto importante rendersi conto di cosa ci gira attorno, e questa 'consapevolezza' non ce la regala nessuno; la dobbiamo conquistare con momenti di riflessione. Troppa gente vive inconsapevole del proprio modo di essere e agire. Per questo i filoni della saggezza orientale indicano come rimedio per tale dissociazione della personalità l’esercizio della 'consapevolezza' e quindi della Meditazione o esame di coscienza che dir si voglia.





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Foto: dipinto di Michela Marini
Rieditato da Michela Marini
fonti: http://www.diventiamopensieri.it/?p=2190
http://www.tragicomico.it/differenza-tra-guardare-e-vedere/
https://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20090921024130AAhMYJw

venerdì 5 agosto 2016

La legge dello specchio




LA LEGGE DELLO SPECCHIO

Quello che non ti piace di me, miglioralo in te. 

(Alejandro Jodorowsky)



I condizionamenti sociali, le aspettative genitoriali, gli obblighi e i divieti a cui siamo sottoposti dalla nascita, plasmano la nostra personalità e creano modelli di pensiero e di comportamento artificiali che ci allontanano da noi stessi, contraendo le nostre emozioni e dominando i nostri desideri.


Veniamo letteralmente deviati, fino a non sapere più chi siamo, vincolati a vivere esistenze insoddisfacenti, permeate dalla paura o dalla brama, segnali della profonda incoerenza che sentiamo dentro.

Finiamo per lottare solo contro noi stessi: paura del giudizio, del fallimento, del rifiuto, dell’abbandono, smania di potere, di sesso, di svago, di controllo, di sostanze, di riconoscimento, di amore…i mostri si generano al nostro interno e ognuno trova fuori i demoni relativi a ciò che sta combattendo.
Se continuano a presentarsi sempre le stesse situazioni che ci arrecano sofferenza e problemi, significa che non abbiamo mai smesso di mettere in atto i medesimi schemi che rispondono agli stessi bisogni interiori.

Se quello che attraggo riflette ciò che sono, arriverà solo quello di cui ho bisogno in quel momento per la mia evoluzione: la maggior parte dei desideri che pensiamo di avere a livello conscio sono ingannevoli, costruiti, frutto della disconnessione con il nostro vero centro.

A livello inconsapevole possiamo avere necessità del tutto diverse, che nemmeno prendiamo in considerazione e nel momento in cui combattiamo per obiettivi idealizzati, i frutti continueranno a non maturare.
D’altro canto, sapere cosa si vuole realmente, essere centrati su di sé, permette di agire in sintonia con l’esterno, comprendere la realtà e attuare le giuste mosse per raggiungere gli obiettivi.

I bisogni derivano da mancanze e con le nostre azioni cerchiamo di ottenere dal mondo ciò che serve per colmarli. Se non accettiamo quello che siamo continueremo a proiettare sugli altri le nostre parti intollerabili, suscitando in loro risposte analoghe alle nostre paure, finendo per realizzare sempre le stesse dinamiche.



Legge dello Specchio. Conosci te stesso mediante le proiezioni della tua mente


In sintesi, attrarremo quello che ancora è irrisolto in noi, fino a quando non cambieremo le nostre convinzioni e i nostri atteggiamenti.
Secondo la Legge dello Specchio, il mondo ci mostra parti di noi stessi nelle persone e negli eventi, che dovremmo trattare come fonti di informazione sulla nostra interiorità.

Da cosa e da chi è popolato il nostro mondo?

Osserviamo ciò che ci disturba e potremo vedere che è proprio quello che rifiutiamo di noi stessi, che le difficoltà e i problemi dipendono dal nostro atteggiamento interiore. In questa ottica è inutile affannarsi per modificare la realtà, è l’interpretazione che deve cambiare.
Cerchiamo di dare senso a quello che ci succede, trattiamo i fatti come messaggi per conoscerci e capire cosa cambiare.
Una volta compresa la Legge dello Specchio così come si manifesta nella nostra vita, possiamo finalmente prendere il mano il timone e iniziare a gestirla con responsabilità.


  • Osservare cosa ci rende insofferenti (rapporti, lavoro, convinzioni, doveri, dipendenze ecc) e abbandonarlo.
  • Tutto ciò che è fonte di dolore e di stress non ha più ragione di esistere nella nostra vita.
  • Valorizzare le persone positive e le condizioni che ci fanno sentire veramente bene, realizzati.
  • Osservare quali reazioni ed emozioni suscitano all’interno.
  • Trasformare il pessimismo in ottimismo e la paura in fiducia, sviluppando impegno e resistenza di fronte alle avversità.Ricordiamo che si verifica solo quello che risuona con il nostro stato emotivo e ciò in cui crediamo.
  • Lavorare su risentimento e senso di colpa: le emozioni negative bloccano l’evoluzione, ci ancorano al passato e non fanno che attribuire importanza a persone e circostanze tossiche.
  • Vivere nel qui e ora, senza ansie e aspettative, accettando ciò che succede e considerando quello che si manifesta nel presente come sufficiente: è inutile essere impazienti, è un atteggiamento che distoglie la focalizzazione su ciò che è necessario affrontare ora per costruire il futuro.
  • Fidarsi del proprio intuito: rendersi conto dei cambiamenti e delle opportunità che la vita offre, stare sempre con gli occhi aperti.

Ogni esperienza si realizza quando la persona è pronta (un nuovo amore, un avanzamento di carriera) o quando urge una svolta (una malattia, un incidente che cambiano la vita); in caso contrario, ogni ricerca non servirà a nulla.






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Foto: dipinto di Michela Marini
Rieditato da Michela Marini
Fonti:
http://psicologia-cambiamento.it/legge-dello-specchio-conosci-te-stesso-proiezioni-mente/


Legge dello Specchio: conoscere se stessi mediante le proiezioni della propria mente | Misteri e Controinformazione - Newsbella - […] FONTE:http://psicologia-cambiamento.it/legge-dello-specchio-conosci-te-stesso-proiezioni-mente/ […]
LA LEGGE DELLO SPECCHIO: CONOSCERE SE STESSI MEDIANTE LE PROIEZIONI DELLA PROPRIA MENTE | Apri la Mente - […] dello Specchio. Conosci te stesso mediante le proiezioni della tua mente” FONTE:http://psicologia-cambiamento.it/legge-dello-specchio-conosci-te-stesso-proiezioni-mente/

mercoledì 3 agosto 2016

Il potere dell'immaginazione



IMMAGINARE: 

"IN ME MAGO AGERE"

LASCIO AGIRE IL MAGO CHE è IN ME





CREARE UN NUOVO MONDO E' POSSIBILE

Semplicemente basta andare oltre tutto ciò che ci hanno imposto, che ci hanno ordinato, obbligato, delegato, che ci hanno fatto credere fosse cosa giusta per noi, per tutti, per le apparenze, da quando siamo nati sino ad oggi. Fin da piccoli ci hanno fatto credere che per vivere felici in questa realtà era necessario seguire le regole, ma la domanda fondamentale e necessaria da  porsi è: Regole di chi? Regole per chi? Queste regole mi hanno reso felice? Tutte queste imposizioni hanno creato un mondo migliore? Vedo intorno a me persone felici? Ed io sono felice? 

Tutto questo può sembrare un atto estremo di ribellione, ma non è così, è semplicemente un bisogno interiore e senza dubbio per porsi queste domande ci vuole molto coraggio. "A volte, la cosa peggiore che può capitare alle domande è la risposta" scrisse Romain Gary, ne "L'angoscia del re Salomone" nel 1979. 
Il nostro intelletto, il nostro spirito ha bisogno di porsi queste domande ed ha un estremo bisogno di darci le risposte. Dentro di noi giace un potenziale inesauribile, una scintilla mai accesa che vuole ardere e scàlpita ed aspetta di essere liberata. Molti di noi stanno iniziando ad affacciarsi sul davanzale della propria coscienza, questa finestra è solo un piccolissimo spazio di essa ed affaccia in un infinito mondo di possibilità, di idee mai pensate, di desideri mai richiesti; ed ogni tanto, quando siamo stufi del mondo in cui viviamo, spostiamo la tenda e sbirciamo oltre. Ma l'altezza ed il vuoto che si cela lì dietro ci spaventa, ci fa venire dei capogiri, non riconosciamo più il mondo fuori di noi, forse, non riconosciamo più neanche noi stessi e subito dopo ritiriamo la testa dentro, ma là fuori, OLTRE quella finestra, possiamo tutto.

L'immaginazione è la voce dello spirito che attraverso l'intuizione vuole connetterci alla nostra coscienza. Questa connessione avviene tutte le volte in cui ci rendiamo conto che il mondo là fuori non ci basta più, non ci piace più e senza accorgercene iniziamo ad immaginare come vorremmo che fosse. La società, le culture hanno sempre fatto in modo di bloccare questo processo, mettendo paletti nella nostra "testa", hanno creato le famose "regole", dando spiegazioni errate sul potere dell'immaginazione, perchè un essere umano che non ha paura di guardare fuori da quella finestra è totalmente libero di immaginare, di interrogarsi, di "ascoltarsi" e quindi di creare nuove realtà. 



L’uomo è nato per creare. La vocazione umana è quella di immaginare, inventare, osare nuove imprese.

(Michael Novak)


Immaginare deriva dal greco “In me mago agere” che significa: faccio agire il mago che è in me.

Roberto Assagioli, psichiatra e teosofo italiano, fondatore della Psicosintesi, ha scritto dieci leggi che descrivono come funziona l’essere umano. La prima, in particolare, ben descrive questo nostro importante potere: “Ogni immagine ha in sé un impulso motore; le immagini o figure mentali e le idee tendono a suscitare le emozioni, a produrre le condizioni fisiche e gli atti esterni ad esse corrispondenti.”

Ogni volta che immagini dai un impulso, dai il via a qualcosa che poi si crea nella realtà.

In verità, ogni movimento richiede una sua immagine che lo preceda. Funzioniamo così: immaginiamo, visualizziamo cosa fare nella nostra mente e agiamo. 

Immaginazione. Una parola che è come uno scrigno in cui sono racchiuse meraviglie. Un contenitore di bellezze sempiterne scolpite nella assenza di cose, oggetti, materia. Nell'immaginazione esistono cose, parole, pensieri, immagini, mai esistite ed il mondo per evolversi ha bisogno di tutto questo. Ad oggi, in questo periodo storico della nostra evoluzione, vediamo nel mondo come se ci fosse un blocco, percepiamo che c'è qualcosa che non va, questo qualcosa è la mancata fiducia nella nostra immaginazione, nella nostra facoltà di creare ed il nostro spirito "piange", si "dispera" e la conseguenza è un malessere collettivo. Le persone che hanno paura di immaginare si sono arrese perchè la società ci ha detto che non basta immaginare per migliorare. Eppure, quando immaginiamo, ci sentiamo liberi e da quella finestra trapela una tiepida luce: la luce della coscienza, la strada che porta verso "casa".

L’immaginazione crea ciò che non esiste, scompone la realtà e la rimescola, evoca immagini indipendentemente dalla presenza dell’oggetto cui si riferiscono. Se ci fermiamo ad osservare la vita in ogni suo aspetto, ci accorgiamo che tutte le realizzazioni umane discendono da una intuizione. E che cos’è l’intuizione, se non un germoglio dell’immaginazione? Essa si colloca, per esempio, alla base di tutte le creazioni artistiche, ne è il fondamento imprescindibile, se non ci fosse stata questa superiore facoltà umana il mondo non sarebbe mai stato quello che conosciamo e quindi l'immaginazione è capace di "creare" un mondo: chi immagina può creare un mondo, un nuovo mondo.

La dimensione sensibile rappresenta il nutrimento dell’immaginazione e attraverso i nostri sensi percepiamo il mondo, comunichiamo con esso.

Nella storia del pensiero occidentale vi sono quattro grandi sistemi filosofici: Platonico, Aristotelico, Kantiano ed Hegeliano. Ebbene, ciascuno è nato da un’immagine, dall’esigenza di cercare la verità e di definire il mondo ordinandolo. Agli albori del Novecento l’immagine divenne l’emblema dei movimenti Avanguardistici, nei campi dell’arte ma anche del pensiero speculativo. La prima volta che sentimmo pronunciare la frase l’immaginazione al potere, era il 1909 e il Futurismo cominciò a farsi largo: si creò cosi un nuovo modo di vedere il mondo.
Negli anni sessanta il filosofo/politologo tedesco Herbert Marcuse, riprese il concetto dell’immaginazione al potere donandolo agli studenti sessantottini. I quali attribuirono a quella locuzione un significato profondamente rivoluzionario. Il piedistallo su cui si erge il monumento dell’arte, in tutte le sue declinazioni, è l’immaginazione. I paesaggi dell’anima hanno preso forma grazie alle intuizioni artistiche.


Ho visto un angelo nel marmo e non l’ho scolpito finché non l’ho liberato.
(Michelangelo)

L’immaginazione nutre l’arte e dall’arte discendono i contorni di ciò che non si vede. Tutto ciò che vi è di superiore nell’uomo, gli invisibili spazi interiori, i panorami della nostra spiritualità, sono il felice esito di tutte le figure/immagini che attraversano la nostra mente. Michelangelo e Raffaello, Leonardo e Leon Battista Alberti devono ringraziare il loro ingegno immaginifico.



Il progresso dell’umanità in campo scientifico è legato a questa facoltà, tutto nasce da un’immagine e intuizione.

L’estrema religiosità che appartiene alla musica. Potrei continuare ricordando che se la pittura ha disegnato l’immagine di Dio, la musica lo ha evocato illuminando la sua essenza. Nella forma musicale del “Requiem” ha raggiunto vette espressive assolute: Mozart, Verdi e Brahms. L’accrescimento perpetuo dello spirito, sostenuto dall’immaginazione, ha trovato un luogo privilegiato anche nel teatro. Nelle opere di W. Shakespeare, del nostro L. Pirandello, A. Checov, H. Ibsen sino ad arrivare, attraversando gli anni, al teatro di Eduardo De Filippo, Carmelo Bene e la coppia Fo/Rame. 


In conclusione, quella che si è soliti definire come la facoltà di elaborare liberamente e con fantasia i dati dell’esperienza e i pensieri, è in realtà una cosa più semplice: 
il motore della vita


Ciò che è oggi dimostrato fu un tempo solo immaginato.

(William Blake)





Michela Marini


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Immagine: Michela Marini
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Immaginazione
http://www.ilquorum.it/limmaginazione-cose/

Rieditato e scritto da Michela Marini

domenica 15 maggio 2016

Il senso del non senso

Le cose che ho capito quando nulla aveva senso




Succede che una mattina ti svegli e ti senti diversa. 

Ti senti cambiata anche nei gesti più semplici: mentre scendi dal letto non poggi più sul pavimento prima un piede dell'altro ma tutte e due insieme; il caffè, ti sembra meno amaro e spendi due minuti in più per ascoltare il tintinnio del cucchiaino sulla tazzina; e i tuoi pensieri mutano e d'un tratto capisci.

Capisci che le cose che non dici rimangono in un cassetto della nostra mente e ogni tanto, a tradimento, riappaiono; che i baci sono più intimi e sensuali di una notte di sesso, che la passione non sempre diventa amore, che l'amore vero esiste ma è raro.

Che la complicità non vuol dire legame, che farsi spettinare i capelli provoca i brividi; che la paura allontana le persone, che l'incomprensione te le fa perdere, che il rispetto equivale a lasciar liberi gli altri, che pensare troppo è perder tempo. 

Capisci che restare in attesa la notte ti fa parlare con le stelle e che il momento più bello per fare l'amore è l'alba.
Che la verità fa paura e che per vivere di emozioni, tal volta, bisogna rischiare di soffrire.

Che Grazie è la parola più importante al mondo e che Scusa è quella più potente, che ubriacarsi non ti rende ribelle e che la vera ribellione è essere semplici, che la dipendenza è insicurezza.

Capisci che quando tieni ad una persona devi dimostrarlo e se nel farlo ti rendi ridicola è lecito, che le persone scelgono di allontanarsi da te e che rincorrerle, a volte, te le fa superare.

Che le mancanze non sono assenze ma momenti mancati.

Capisci che conoscersi è farsi conoscere, che pretendere è egoismo, che le supposizioni sono giudizi, che le aspettative sono illusioni, che non fare domande è ignorare la verità, che i silenzi hanno un eco infinito. 

Che non tutte le parole pronunciate al buio sono promesse, che può capitare il posto giusto al momento sbagliato.

Capisci che la matita ti dona il coraggio di non cancellare nulla e che ogni dono fatto arricchisce te stessa e poi gli altri; che non esistono sbagli ma solo esperienze; che ogni sconfitta ti rende più forte, che scrivere è far parlare la propria anima e che averla in fiamme non è sofferenza ma trasformazione.

Che ogni persona che incontri è un dono meraviglioso, un opportunità di crescita. 

E capisci che ti sta scorrendo dentro la vita quando, oggi, ti senti diversa da ieri.



Michela Marini


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