giovedì 10 dicembre 2015

Le persone che sanno volare...



Liberi di Essere, liberi di volare





“Piedi, perché li voglio se ho ali per volare?”

-Frida Kahlo-







Non mi importa se avete gli occhi azzurri o neri, se i vostri capelli sono biondi o bianchi, se avete una chioma folta o se siete calvi, se la vostra pelle è scura o chiara…Non vi perdono il fatto che i vostri piedi non marcino a una certa distanza dalla terra, che non siate in grado di far volare l’immaginazione, che non vi immergiate nei vostri sogni, che non sappiate volare.

Una persona che non sa volare ti ancora al suolo, ti lega, ti cuce le ali e non ti lascia sognare, non ti consente di avere la testa tra le nuvole, nel sole, nella sabbia, nelle onde. Una persona che non sa volare, non vi permette di essere voi stessi.


Una persona capace di volare saprà ispirarvi, vi strapperà l’anima e il cuore, vi farà sognare, vi farà viaggiare con tutti i sensi, ballerà con voi, vi sussurrerà all’orecchio, accarezzerà la vostra pelle e la vostra mente, vi farà volare. Una persona capace di volare…
Si veste di sensibilità


La sensibilità è la protagonista costante della vita di chi sa volare. Una persona capace di volare concentrerà tutti i suoi sensi su ogni dettaglio dell’esistenza. Riuscirà ad annusare le nuvole, ad accarezzare l’odore della terra battuta, ad assaporare parole cadute dalle labbra. Si tratta di osservatori per natura, di elementi della società che generano curiosità negli altri. La loro sensibilità è estrema, ridono, piangono e si emozionano per un fiore o per una raffica di vento.



Se vedete una persona che sembra costantemente distratta, che si lascia trasportare dai suoi sogni, ebbene quella è una persona che sa volare. Molte idee geniali trovano forma in questo stato. Sognare ad occhi aperti richiede una grande concentrazione, coraggio e voglia di imparare. Le persone che volano visualizzano il presente, il passato e il futuro e li intrecciano creando il tessuto dei sogni.
Sta bene nella solitudine


La solitudine è l’occasione per scrutare in ogni angolo della nostra anima, per scoprire chi siamo. La solitudine è la compagna di viaggio ideale quando stiamo male, perché il suo potere curativo verrà in nostro aiuto dandoci l’occasione di riflettere, di riordinare le idee. Se volate, lo saprete.



Se una persona in volo inciampa e cade, si rialza di nuovo. Se inciampa sullo stesso ostacolo e nuovamente cade, sa che non è stato un caso, ma una scelta. Commette migliaia di errori, ma non si scoraggia, anzi impara dai suoi sbagli. Una persona capace di volare considera ogni errore una nuova opportunità.



Una persona che vola si diverte a correre rischi, sa che può uscirne vittoriosa e che solo in questo modo il risultato sarà eccellente. Correrà il rischio di amarvi se la lasciate entrare nelle vostre vite in punta di piedi. Vi regalerà sorrisi, baci e abbracci, accarezzerà i vostri rischi e vi insegnerà a viverli.
Insegue le sue passioni



Una persona che vola è una persona capace di seguire le sue passioni. Lotterà per ciò che le fa battere davvero il cuore, e non smetterà mai di inseguirlo. Quando una persona capace di volare si appassiona per qualcuno, lascerà che tutti i suoi sensi volino, soffrirà, piangerà, riderà e vivrà. Si lascerà guidare dal proprio cuore. Se lo sente battere, si getterà su quelle cose che lo fanno battere più forte e più veloce. Se prova dolore, le lascerà andare, con tristezza, ma con convinzione.


Se anche voi volate, vi accorgerete che quando si sogna, i giorni, le ore, i minuti, i secondi non hanno alcun senso. Un’ora sarà un secondo, una settimana un secolo. Ma in ogni istante sarete consapevoli di tutto quello che avete fatto, saprete che è valso la pena vivere quel momento. Il tempo è relativo quando si vola, l’unica cosa da fare è spiegare le ali e farvi trasportare.



Le persone che rendono il nostro mondo più bello sono quelle che restano, ovvero quelle che ci confortano, che ci strappano sorrisi, che ci tranquillizzano e ci aiutano ad essere forti nella vita. Con queste persone i rapporti sono solidi, consistenti e leali.


Le persone buone sono quelle sincere, quelle che stringono la mano e quelle che quando guardano negli occhi, arrivano fino al cuore. La loro sola presenza emoziona perché rispettano, perché non giudicano e perché si assumono sempre le loro responsabilità. Per questo sono le persone che rendono il nostro mondo più bello.



Abbiatene cura e cercate di non perderle, non permettete loro di andarsene, non allontanatele dalla vostra vita. Non fate l’errore di abbandonarle quando qualcosa vi tormenta o quando hanno bisogno di voi. Restate, perdonate e dimenticate.
Tu mi piaci



Ci sono persone che ci piacciono. Non c’è una ragione concreta, magari perché ci ispirano fiducia e piacere. Sono rapporti veri e sinceri che si coltivano attraverso piccoli dettagli. Sono quei rapporti che possiamo alimentare con sguardi di complicità e piccoli gesti, ogni dettaglio, infatti, diventa una grande opera.


Solitamente questi sentimenti sono reciproci e dettati da certe regole non scritte. Tuttavia, molte volte dimentichiamo che i “ti voglio bene” vanno detti e che la riconoscenza è il cibo migliore per l’anima.



Alla fine ti rendi conto che le cose più piccole sono le più importanti. Le chiacchierate alle tre di mattina, i sorrisi spontanei, le foto disastrose che ti fanno ridere a crepapelle, le poesie di dieci versi che ti strappano una lacrima. I libri che nessuno conosce, ma che diventano i tuoi preferiti, un fiore tra i capelli, un caffè bevuto da solo… Tutte cose che valgono davvero la pena, le cose più piccole che scatenano emozioni gigantesche.


Da “Entre letras y cafeína”



Ecco che spesso trascuriamo cose di vitale importanza come la dimostrazione di affetto e l’attenzione alle necessità emotive dei nostri partner o dei nostri cari in questo ballo che è la vita.

Quello che si trascura si perde


Si dice che la durata dell’amore dipenda da come ce ne prendiamo cura e ce ne prendiamo cura tanto quanto lo vogliamo. Quindi, anche se siamo umani e a volte facciamo degli errori che possono portare a degli equivoci nei nostri rapporti, la cosa certa è che non possiamo permetterci di lasciarci scappare le persone che valgono.


Sfortunatamente, spesso ignoriamo persone importanti per pura apatia, per mancanza di tempo o per una nota di disinteresse tinta di egoismo. Di solito facciamo l’errore di non dedicare il tempo necessario a “dimostrare” a quelle persone quanto sono importanti.


Così, è probabile che qualche volta abbiamo avuto la sensazione che qualcuno ci avesse messo da parte e siamo impazziti cercando di capire cose stesse succedendo. Questa sofferenza è inutile e possiamo evitarla in tanti modi. Vediamone qualcuno:
In genere, sono sufficienti alcune parole che ci facciano capire che l’assenza o la distanza non significano necessariamente che ci hanno dimenticati e che nonostante l’abbandono temporaneo, queste persone sono sempre presenti.
Dimostrare di tenere a qualcuno è una cosa che richiede tempo e servono molte attenzioni per costruire una relazione sana lontana da dipendenze e da eccessi emotivi.
Ogni mattone dev’essere preparato e posizionato con assoluta sincerità, senza forme di egoismo né secondi fini. Dobbiamo tenere in considerazione il fatto che non bisogna creare necessità, nemmeno quella della compagnia.
Questo processo avviene attraverso la comunicazione e l’espressione sincera sia dei nostri pensieri sia dei nostri sentimenti. Ovviamente, dobbiamo avere ben chiaro che siamo noi a sentirci così, non la persona che abbiamo davanti ad essere responsabile del nostro malessere o anche del nostro benessere.


Se ci sentiamo a disagio, bisogna farlo presente senza accusare nessuno e cercando di capire che i problemi si risolvono in due. Questo farà sì che la relazione non si raffreddi inutilmente e che si rafforzino la fiducia e la sincerità.
Le relazioni hanno bisogno di tempo e di esperienza per alimentarsi, crescere e stabilizzarsi. Se smettiamo di dedicare del tempo ai nostri rapporti, dimostreremo mancanza di interesse e, di conseguenza, allontaneremo le persone che riteniamo molto importanti per noi.


Non possiamo lasciarci scappare le persone che rendono il nostro mondo più bello. Con loro possiamo essere noi stessi in tutta la nostra essenza e in totale libertà, una cosa magnifica come insolita. Per questo, cari lettori, vi consigliamo di prendervi cura e di arricchire le vostre relazioni e di farlo sempre in nome della più assoluta sincerità.





Fonte: "La mente è meravigliosa"

lunedì 9 novembre 2015

Più sei, più fai, più hai: Essere creativi nella vita




La creatività vuole coraggio







La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente, diceva Albert Einstein. La creatività, concepita come dono umano, non solo per i suoi mille aspetti facoltosi ma anche come percorso di crescita personale interiore. La creatività è un dono che l'essere umano troppo spesso sottovaluta, essa è in grado di riuscir a oltrepassare le barriere della mente portando la vita di un uomo ad un elevazione proficua per esso. 

Come può accadere questo? Come possiamo vivere la vita in modo creativo ottenendo ciò che può renderci felici? E che importanza ha questa creatività umana nella vita pratica quotidiana di tutti noi?


La Creatività umana è fondamentale per consentirci di vivere con piacere, con serenità ogni istante della nostra vita. È essenziale per vivere pienamente e positivamente ogni nostro rapporto con noi stessi, con la natura e con gli altri. Solo questo tipo di creatività può consentirci di essere dei veri artisti della vita e aiutarci a migliorare la qualità e la durata della nostra esistenza.
Certo, non può trasformarci tutti in un Leonardo o un Michelangelo, ma ci permette di vivere le stesse meravigliose emozioni anche nel vivere banali esperienze, trasformando la nostra vita in un autentico, grande capolavoro.

Questa impostazione del concetto di creatività umana, vista soprattutto nella sua dimensione relazionale, empatica, apre molte prospettive, estendendola a tutto ciò che riguarda il rapporto tra l’individuo e il suo Sé, il mondo circostante e gli altri. E quindi si estende ai rapporti tra l’uomo e l’ambiente, tra la società e la natura, tra insegnanti e alunni, tra genitori e figli, tra marito e moglie, tra amici e tra colleghi. Il campo di interesse si amplia enormemente includendo il mondo del lavoro, il tempo libero, il mondo dell’arte, le istituzioni sanitarie, le associazioni di ogni tipo, la pubblica amministrazione, la formazione, l’aggiornamento e la ricerca, l’ecologia, le problematiche della terza età, ecc., ecc.

Il termine "creatività" è abbastanza recente. Nel passato si parlava di "creazione" e ci si riferiva esclusivamente all’atto di creare qualcosa dal nulla. Ovviamente era una prerogativa esclusiva della Divinità. Anche i più grandi artisti non osavano definirsi "creativi". Soltanto nel secolo scorso si è cominciato a parlare di creatività come di una capacità umana.

All’inizio la creatività è stata considerata una prerogativa dei grandi artisti.
Poi gli psicologi hanno cominciato ad evidenziare che esiste anche una creatività di tutti gli esseri umani.

Successivamente è stato sottolineato che è creativo chiunque sia capace di produrre qualcosa di nuovo e utile: un oggetto o una soluzione di un problema. E si è dimostrato che questa capacità può essere appresa e sviluppata. 

La creatività umana è qualcosa di ancor più profondo e importante.

Esiste una creatività non necessariamente correlata alla produzione di oggetti o alla soluzione di problemi.

"Anch’io, come la maggior parte della gente, pensavo alla creatività collegandola ai suoi prodotti…Ma le mie previsioni furono mandate all’aria da parecchi dei miei soggetti di studio….imparai a riferire il termine "creativo"…non soltanto ai prodotti ma anche alle persone in un senso caratteriologico, nonché alle attività, ai processi e alle attitudini."(Abraham Maslow)

Ma che cos'è la creatività umana? È una dote comune a tutti gli esseri umani, alla nascita. La posseggono i grandi artisti, che sono capaci di trasformare una tela o una pietra in un capolavoro. E la possiede chiunque altro sia capace di "trasformare la banalità in bellezza" (R. Benigni).
Non è un tratto del carattere e non richiede necessariamente un talento, una cultura o un'abilità tecnica. E non comporta sempre la produzione di un oggetto concreto.


 È soprattutto "una relazione empatica in cui la percezione e la comunicazione di emozioni umane profonde hanno un ruolo centrale....Senza di esso non può esserci vera creatività, né un prodotto positivo, nè arte"  (V. Cei "Libera la tua Creatività" F. Angeli).

Se la creatività è una dote di tutte le persone alla nascita, come mai molti non riescono ad esprimerla?

Già cinquant’anni fa, Harold Anderson segnalò che la creatività degli adulti è bloccata: «La creatività è in ciascuno di noi. Per meglio dire era in ciascuno di noi, quando eravamo piccoli. Nei bambini la creatività è un elemento universale. Fra gli adulti è pressoché inesistente. Il grande problema è di riuscire a sapere che cos’è accaduto di quest’immensa, universale risorsa umana, un problema attuale, che costituisce l’oggetto della nostra ricerca».
Purtroppo da 50 anni in qua le cose non sono migliorate.
Viviamo una situazione assurda e paradossale. Nonostante sia prodotta una quantità enorme di oggetti, la creatività umana è sempre più repressa.
Nonostante siamo circondati da libri, corsi e prodotti correlati alla creatività, la società contemporanea di fatto inibisce o blocca la creatività umana.
"Quasi certamente continueremo a diventare sempre meno creativi a meno che non facciamo qualcosa deliberatamente al fine di conservare e sviluppare il nostro talento congenito. … perdiamo ciò che non sfruttiamo: questo assioma si riferisce al cervello oltre che ai muscoli" (Osborn)

Che cosa determina il blocco e l'inibizione della creatività umana?

Come dice Maslow, la creatività «nella maggior parte dei casi si smarrisce, o resta seppellita, o viene inibita a mano a mano che l’uomo si lascia assimilare nella civiltà».
Man mano che il bambino viene "educato", scolarizzato e socializzato, la sua creatività umana viene progressivamente bloccata. Proprio la famiglia, la scuola e la società, che dovrebbero essere i luoghi ideali in cui esprimere e sviluppare la propria creatività, ne divengono la tomba per quasi tutti.

Quali sono le più gravi conseguenze del blocco della creatività umana?

Erich Fromm dice: "L’uomo che non può creare vuole distruggere".
E infatti la prima più grave conseguenza del processo di inibizione della creatività attuato dalla famiglia, dalla scuola e dalla società è lo sviluppo della distruttività umana in tutte le sue molteplici forme. Aggressività, vandalismo e violenza diretta verso oggetti animali e persone (le cronache e la vita quotidiana lo confermano drammaticamente). Non basta: l'altra drammatica espressione è la distruttività diretta verso se stessi. E da quel che si vede quotidianamente, ovunque, i modi per auto distruggersi sono tanti. Le statistiche più recenti dicono: ogni 40 secondi una persona si suicida, aumenta vertiginosamente l’uso e l’abuso di droghe e alcol, soprattutto nei giovani. Ogni giorno giornali, radio e TV ci raccontano esempi drammatici.
Un altro tipo di conseguenza gravissima dell'inibizione della creatività è lo sviluppo di un disagio mentale evidente e diffuso: ansia, depressione, crisi di panico, fobie varie, disagio esistenziale (insicurezza, dipendenza psicologica, conformismo, isolamento, indifferenza, intolleranza, difficoltà nella comunicazione, ecc.).


Il coraggio della creatività

“Per vivere una vita creativa dobbiamo perdere la paura di sbagliare.”
(Joseph Chilton Pearce) 

“Per vivere una vita creativa dobbiamo perdere la paura di sbagliare”, così afferma Pearce ed io modificherei la frase dicendo che per vivere una vita creativa dobbiamo avere Fiducia (in noi e nella Vita)!
Cosa vuol dire per voi “essere creativi”? Quanto vi nutrite di creatività nella Vita?
Il libro de “I King”, il libro dei Mutamenti, prevede come primo esagramma “IL CREATIVO” (Kkienn) che graficamente si compone dai due trigrammi “cielo su cielo”. Senza addentrarmi in spiegazioni specifiche che in realtà rimando al lettore particolarmente interessato all’argomento, prendo spunto da tale segno per dire che recita così: “La via del Creativo opera attraverso mutamento e trasformazione, così che ogni cosa riceve la sua vera natura e destino e giunge permanente concordanza con la grande Armonia: questo è ciò che è propizio e perseverante”.
Di solito, ed erroneamente aggiungo, si sente dire che la qualità della creatività sia legata quasi esclusivamente ai cosiddetti artisti o comunque all’ambito artistico, quello più di nicchia. Ovviamente non sono d’accordo. La creatività è per me il risultato della capacità di ognuno di  essere sempre in contatto con se stesso,  sapendo cogliere le proprie mutevoli sfumature ed accompagnando con profonda accettazione la nostra trasformazione che è , quest’ultima, elemento costante della Vita. Se non accettiamo la nostra mutevolezza difficilmente daremo spazio alla creatività e quindi al NUOVO.
Il “nuovo”, dimensione che sovente ci spaventa perché vogliamo controllarlo anticipatamente con l’arroganza e la presunzione di chi sa già quello che sarà. Non voglio dire che non ci sono fatiche e momenti di scoramento, ma quanta fatica si fa ad anticipare l’esito di qualcosa che non sapremo come andrà finchè non iniziamo ad agire? E qui un altro passaggio: l’AZIONE. Ad ognuno di noi la scelta di quali azioni fare ed in quali tempi però c’è un limite a tutto: qualcosa si deve pur fare, non si può vivere solo nel mondo dell’idee altrimenti anche quelle più entusiasmanti alienano.
Non posso pensare solo ad una ricetta e poi non farla mai!!!!!! L’esperienza ci serve per comprendere se la direzione è quella giusta per noi. 
“Creare”, prima di tutto noi stessi, richiede un costante Amore nei nostri confronti, un Accudimento profondo per le nuove parti di noi che ogni istante chiedono di poter nascere (o ri-nascere). Creare vuol dire darsi la possibilità di scegliere liberamente i colori della propria Esistenza credendo fermamente che non ci sono regole fisse per dipingere “un quadro perfetto”…NOI…

La creatività ti salva la vita

La capacità di “inventare” nuove strade è patrimonio di tutti: risvegliamola, perché originalità e innovazione ci aiutano nel lavoro e nella vita quotidiana

Si sa che le cose prevedibili sono in genere anche rassicuranti. Ma una vita tutta programmata e senza scossoni, già scontata, è davvero un obiettivo cui puntare? È legittimo avere qualche dubbio. Di certo è raro sentire una donna innamorata dire: “È così monotono che mi fa impazzire! Con lui è tutto scontato, che bello!”. E siamo certi che nessun dirigente si esprimerebbe così riguardo a un suo sottoposto: “Da lui non ci si può mai attendere un colpo di fantasia o un’idea originale: è perfetto!”. L’inaspettato, la variazione imprevista sono, in molti campi, il lievito dell’esistenza. Un lievito che possiamo andare a cercare dando più spazio a una qualità preziosa che tutti possediamo ma che spesso non sappiamo di avere: la creatività, cioè la capacità di mettere in campo soluzioni nuove. A volte un’intuizione ci fa cambiare strada all’improvviso e risolve problemi o situazioni spinose. Ma come possiamo coltivarla? Scopriamolo assieme.
La vita sorprende chi non la “prenota”
La tua vita è dominata dalla routine? Decidi sempre di lunedì cosa farai il giovedì? Programmare è confortevole, ma il rischio che corri è di prenotarti la vita come ci si prenoterebbe un ristorante: sai già dove andrai e cosa mangerai. L’imprevisto, l’evento che scombina i tuoi progetti all’ultimo momento: sono colpi di fortuna! Quando non arrivano mai, prova tu a cercarli. Ogni tanto cambia programmi all’ultimo istante e osserva cosa accade dentro e fuori di te. Ti sorprenderai  positivamente!
Gioca con la tua immagine
A tutti è capitato di essere attratti da un capo di abbigliamento, un oggetto o un elemento un po' fuori dalle righe: magari è una semplice cravatta dal colore sgargiante, o un cappello dalla forma troppo vistosa oppure un fiore da mettere tra i capelli. L’abbiamo comprato e mai indossato, oppure ci abbiamo rinunciato perché l’occasione adatta non arrivava mai. Hai mai pensato che quell’oggetto è lì come una sfida? Indossalo! Non è necessario che sia qualcosa di vistoso che potrebbe imbarazzarti, basta un piccolo elemento insolito.
Perché farlo
La nostra immagine è lo specchio più fedele che abbiamo ed è la prima a essere contagiata dal virus dell’uniformità. Ci vestiamo uguali agli altri fino a essere indistinguibili e tutto questo accade senza che ce ne accorgiamo. Concedersi un po’ di ribellione intervenendo sull’immagine porterà grandi sorprese nelle tue giornate: emergeranno gesti, frasi e anche occasioni inaspettate.
Accorgersi di ciò che non appare subito
L’abitudine è uno dei virus più potenti: invade il comportamento, il pensiero e anche la percezione. Iniziamo a riappropriarci della nostra originalità con un esercizio in due parti, che ha la finalità di risvegliare una sensibilità troppo ingabbiata e restituirci uno sguardo aperto.
- Osserva gli spazi vuoti
Ogni tanto durante la giornata, ovunque ti trovi, fermati per un minuto e lentamente fai scorrere lo sguardo tutto intorno a te cercando di notare gli spazi vuoti tra gli oggetti. Di solito si notano gli elementi, le persone e gli oggetti che occupano lo spazio; ma hai mai osservato che forma ha il vuoto tra le gambe di una sedia? E i vuoti che si inscrivono nella figura di una persona?
- Ascolta anche le pause
Quando qualcuno ti fa un lungo discorso, cogli l’occasione per fare questo esercizio: anziché ascoltare le parole, soffermati sulle pause. Non avere paura di essere scortese nei confronti del tuo interlocutore: spesso ci parliamo addosso e l’altro è solo un pretesto per sfogarci. Quanti silenzi ci sono tra le parole? Sono ampi come un respiro profondo? Sono brevi come il singhiozzo? Le pause sono cariche di significato?

La creatività è uno stato paradossale della consapevolezza e dell’essere. E’ l’azione che scaturisce dall’assenza di attività: è ciò che Lao Tzu ha chiamato wei-wu-wei. Significa lasciare che accada qualcosa attraverso di sé: non è agire, è permettere un accadere. Significa diventare un canale, affinché il Tutto possa fluire attraverso di te; significa diventare una canna di bambù vuota, nient’altro che una canna di bambù vuota.
In questo caso qualcosa inizierà immediatamente ad accadere poiché, nascosto nell’essere umano c’è il divino: devi solo concedergli un pò di spazio, un passaggio minimo per permettergli di fluire attraverso di te. La creatività è questo: permettere a Dio di accadere; la creatività è uno stato religioso dell’essere. Ecco perché affermo che un poeta è molto più vicino a Dio di un teologo; un danzatore lo è ancora di più […]
Creatività non è altro che questo: essere totalmente rilassato. E questo non significa inattività, bensì rilassamento: infatti, dal rilassamento scaturirà un agire intenso ma non sarà un tuo fare: tu sarai un semplice veicolo […]
Coleridge, un grande poeta inglese, alla sua morte lasciò migliaia di poemi incompiuti. Nel corso della sua vita molti gli avevano chiesto: “Perché non termini questi poemi?”. Alcuni infatti mancavano solo di un finale, di una o due strofe: “Perché non li finisci?”.Coleridge rispondeva:
“Non posso, ogni volta che ho tentato di completarne qualcuno sentivo che mancava qualcosa, c’era una dissonanza. Le strofe composte da me non erano mai in sintonia con il poema… qualcosa che era scaturito spontaneamente attraverso di me. Le strofe che avevo aggiunto restavano un ostacolo nel quale inciampavo, erano massi che impedivano il fluire della poesia. Perciò devo aspettare: qualsiasi poema, fluito attraverso di me, sarà completato solo da qualcosa che inizierà nuovamente a fluire, mai prima di allora”.
Coleridge completò pochissimi poemi, che hanno però una bellezza grandiosa e un raro splendore mistico. E’ così da sempre: quando il poeta scompare, nasce in lui la creatività. In questo caso il poeta è posseduto; certo, il termine è esatto: il poeta è posseduto. Essere creativo significa essere posseduto dal divino. […]
E ogni volta che sarai in sintonia con il ritmo naturale dell’universo, sarai un poeta, un pittore, un musicista, danzatore. Provaci!
Questo è lo stato di creatività, e questa può essere definita la sua qualità essenziale:essere in armonia con la natura, essere in sintonia con la vita e l’intero universo.


Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT 2018


Immagine: Michela Marini 

Fonti:

martedì 13 ottobre 2015

Realizza i tuoi sogni, non mollare mai e continua ad agire!







Una mia cara amica ieri notte mi ha inviato un video, che si trova su youtube, le parole pronunciate hanno provocato un inaudita emozione in me.


Le ho volute trascrivere e dedicargli un articolo per condividerle con tutti voi, nella speranza che possano donarvi la stessa forza che hanno donato a me.

Un abbraccio 




CONTINUA AD AGIREREALIZZA I TUOI SOGNINON MOLLARE MAI






Io non so quale sia il tuo sogno. Non importa quanto possa essere stato deludente ne quanto tu ci abbia provato perché quel sogno, che è nascosto nella tua mente, È POSSIBILE.



Qualcuno di voi già lo sa, che è dura, che non è facile. È difficile cambiare la vita. Ed è inseguendo i tuoi sogni che andrai incontro a mille delusioni, molti fallimenti, sentirai il dolore. Ci saranno momenti in cui dubiterai di te stesso, in cui ti chiederai:"Dio,perché, perché sta succedendo proprio a me? Sto solo cercando di prendermi cura dei miei cari, di mia madre. Non sto rubando niente a nessuno! Come può accadere proprio a me?" Per tutti voi, che avete incontrato delle difficoltà NON ABBANDONATE I VOSTRI SOGNI!




Arriveranno tempi duri, ma non sarà per molto. Verranno, e andranno via. LA GRANDEZZA NON È SOLO FANTASTICA UTOPICA E SEGRETA CARATTERISTICA DIVINA CHE SOLO QUALCUNO DI NOI PROVERA'. È QUALCOSA CHE ESISTE REALMENTE, ED È IN OGNUNO DI NOI. È davvero importante che tu ci creda che sei il prescelto.






La maggior parte delle persone si fa una famiglia, si guadagna da vivere e finisce la propria vita così. Smettono di crescere, smettono di lavorare su se stessi e di spronarsi. Poi ci sono quelli che si lamentano, ma non fanno nulla per cambiare le cose. E la maggior parte della gente abbandona i propri sogni, e sapete perché? Per paura. Paura di fallire:"E se poi le cose non vanno? "Paura del successo:"E se poi le cose vanno bene e non riesco a controllarle?" QUESTE PERSONE NON CORRONO MAI ALCUN RISCHIO.




Hai speso così tanto tempo con gli altri, cercando di piacere alla gente, che conosci loro molto di più di quanto conosci te stesso e sai tutto di loro, ogni cosa che li riguarda, e vorresti essere proprio come loro. Ma sai che c'è? Hai speso così tanto tempo appresso a loro, che non sai più chi sei. Io ti sfido a lavorare su te stesso. È NECESSARIO ALLONTANARE I FALLITI DALLA TUA VITA, SE VUOI REALIZZARE I TUOI SOGNI. Per le persone che inseguono i propri sogni, la vita ha un significato speciale. E quando comincerai a farlo, ti allontanerai dagli altri, comincerai a ritrovare te stesso, PERCHÈ FINO A QUANDO CONTINUERAI A INSEGUIRE GLI ALTRI, AD IMITARLI, ANCHE SE FARAI DEL TUO MEGLIO NON SARAI MAI UNA LORO COPIA PERFETTA. Ti sfido a trovare il TUO VALORE. Non tutti lo vedranno, non tutti si uniranno, non tutti avranno questa visione: è importante che tu lo sappia. Fai parte di una razza rara. È NECESSARIO CHE TI CIRCONDI DI PERSONE CHE FARANNO PARTE DEL TUO MONDO, CHE SIANO AFFAMATE, PERSONE CHE SIANO INARRESTABILI E FOLLI. PERSONE CHE SI RIFIUTANO DI VIVERE LA VITA COSÌ COM'È E CHE VOGLIONO DI PIÙ. PERSONE CHE STANNO VIVENDO I LORO SOGNI. PERSONE VINCENTI.






Queste persone sanno che se questo sta succedendo, se si sta avverando, è merito loro. Se vuoi avere più successo, se vuoi ottenere e fare cose che non hai mai fatto prima ti chiedo di investire su te stesso.






L'OPINIONE CHE ALCUNI HANNO DI TE NON DEVE DIVENTARE LA TUA REALTÀ PERCHÈ NON DEVI VIVERE PASSIVAMENTE DA VITTIMA. E sebbene tu debba affrontare le delusioni, devi ripetere a te stesso:"IO POSSO FARCELA ANCHE SE NESSUNO CI CREDE, DEVO CREDERCI PER ME STESSO! QUESTO È QUELLO IN CUI CREDO E PER CUI SONO DISPOSTO A MORIRE . PUNTO! NON IMPORTA QUANTO SIA DIFFICILE O QUANTO SARÀ DIFFICILE, CE LA FARÒ. VOGLIO RAPPRESENTARE UN'IDEA, VOGLIO RAPPRESENTARE POSSIBILITÀ!" Alcuni di voi adesso vogliono passare al prossimo livello. Voglio diventare un ingegnere, un medico, ascoltami! Non puoi arrivare a quel livello. Non puoi arrivare al livello economico che desideri finché non inizi ad investire sulla tua mente, su te stesso. Non stai leggendo un libro. Ti sfido ad investire il tuo tempo! Ti sfido a stare solo! Ti sfido a dedicare un'ora a conoscere te stesso! QUANDO DIVENTI CIÒ CHE SEI, QUANDO DIVENTI LA PERSONA CHE SEI CHIAMATO AD ESSERE, QUANDO DIVENTI UN INDIVIDUO QUELLO CHE DEVI FARE È INIZIARE A SEPARARTI DALLA MASSA. Ti sfido ad andare nel posto dove c'è gente a cui non piaci o che nemmeno si preoccupa per te. Perché? Perché non dovrai più preoccuparti di renderli felici. Perché stai cercando di spingerti oltre, di salire al prossimo livello. INVESTI NELLE TUE CAPACITÀ!




Se stai ancora parlando del tuo sogno, se stai ancora parlando dei tuoi obiettivi ma non hai ancora fatto nulla a riguardo FAI IL PRIMO PASSO! Puoi rendere orgogliosi i tuoi genitori, puoi ispirare milioni di vite e il mondo non sarà più lo stesso perché hai intrapreso questa strada. NON PERMETTERE A NESSUNO DI RUBARE IL TUO SOGNO! Dopo essere andati incontro a un rifiuto, ad un "NO" o quando non si presenta nessuno, o quando qualcuno dice "puoi contare su di me" e poi non lo fa che succederebbe se avessimo quel tipo di atteggiamento che porta tranquillità quando nessuno crede in te, quando hai perso più volte e le luci non ci sono più, sono spente, ma continui a credere nel tuo sogno dicendoti ogni giorno:"NON È FINITA, FINO A QUANDO NON VINCO!"






PUOI VIVERE IL TUO SOGNO!




(Fonte web)










mercoledì 5 agosto 2015

La favola dell'Amore e della speranza





La favola dell'amore e della speranza









C'era una volta la speranza che girovagava per la strada senza sosta cercando disperatamente l'amore. 

Il suo viaggio iniziò molto tempo fa, il primo incontro fu con la delusione, che nascosto ben bene in un angolo buio sbuco' fuori presentandogli la paura.

La speranza e la paura fecero un gran pezzo di strada insieme, fin che' un giorno videro la passione camminare fiera dinnanzi a loro. Incuriosita da tale bellezza la speranza accelero' il passo lasciando dietro di sé la paura, che continuava a seguirla determinata. 

La passione correva veloce, così veloce da non lasciar traccia dietro di lei. La speranza durante la corsa inciampo' nella fretta, che come suo solito inizio' a dare cattivi consigli. 

Il tempo si fermò ad ascoltare la conversazione, ma il tempo aveva sempre una scusa valida per demoralizzare la speranza. Così la paura la raggiunse e proseguirono per un altro pezzo di strada insieme. 

La speranza però, ricordando i consigli della caparbietà, continuò a cercare l'amore. Ed incontrò l'incomprensione, poi il silenzio ed il rifiuto. 

La paura non smetteva di accompagnarla nel suo viaggio, si allontanava ma la raggiungeva sempre. 

La speranza era stanca, il suo unico desiderio era quello di incontrare l'amore, così si fermò e si mise seduta accanto alla tristezza, che non smetteva mai di lamentarsi; accanto a loro si sedette ancora una volta la paura che chiamò l'insicurezza. 

La speranza seduta tra tutte loro a testa china non vide passare l'amore a pochi passi da lei. Così mentre la speranza voltava il suo sguardo altrove, l'amore si allontanava sempre più; ad un tratto il coraggio arrivò con la follia che con il suo modo eccentrico di mostrarsi distolse lo sguardo cupo della speranza. 

La speranza si voltò e con l'aiuto della volontà raggiunse l'amore che lo stava aspettando insieme alla pazienza. 

Da quel giorno la speranza di trovare l'amore non lasciò più spazio alla paura e la strada che iniziarono a percorrere insieme fu chiamata vita.



Michela Marini

martedì 28 luglio 2015

Prendete in mano la vostra vita NON il cellulare!



E' triste un mondo le cui mani sfiorano più schermi che volti...








venerdì 24 luglio 2015

Fiabe Indaco - La lanterna Magica






In una notte qualsiasi una candela venne accesa per illuminare la fantasia di chi l'osservava.
Aleggiavano liberi nella notte i pensieri di chi l'ammirava.
Dalla strada il sogno impossibile di un passante vide la luce trapelare dalla finestra. Incuriosito si spinse in alto, sorpreso dalla bellezza che emanava la candela ed entrò nella stanza; timido si avvicinò girandogli intorno, come fanno le farfalle quando corteggiano un fiore.
Il sogno e la candela iniziarono a danzare formando intorno a loro un vortice di stelle luminose che li avvolse, trasformandoli in una lanterna magica.

Il giorno seguente, il ragazzo che aveva perso il suo sogno, vide dalla vetrina di un negozio la Luce della lanterna magica. Incuriosito entrò nel negozio e prendendola tra le mani vide, attraverso di essa, l'universo negli occhi di una ragazza che lo guardava dall'altra parte della strada.

La ragazza si avvicino girandogli intorno, come fa il sole quando ammira la terra, lo guardò e disse:

“Anche tu hai perso il tuo sogno?"


Il ragazzo ammutolito fece segno con la testa di si.

"Ieri sera mi sentivo persa ed ho camminato a lungo, fin ché vidi da una finestra una luce bellissima! Sembrava un esplosione di stelle!!"
Continuò la ragazza...

Il ragazzo non aveva mai visto con i suoi occhi quello che realmente stava accadendo in quella stanza, tra il suo sogno e la candela, ma il suo cuore era stato li ed il racconto della ragazza non le era nuovo.

La ragazza proseguì:

"Questa mattina mi sono svegliata con il desiderio di ritornare davanti quella finestra, sai, non conosco il reale motivo, ma dopo aver visto quella Luce inaudita, i miei passi hanno ritrovato la strada ed eccomi qui."

I due sognatori rimasero per pochi attimi in silenzio, si guardarono profondamente negli occhi, un istante solo, e nello stesso attimo la lanterna si spense.


Il ragazzo e il suo sogno si riunirono, lei scomparve nell'attimo fuggente di un battito di ciglia ed una voce esclamò:
"Non lasciare che i tuoi sogni scappino via, non permettere all'oscurità di nasconderli; quando ti sentirai perso accendi una candela, poi chiudi gli occhi, ascolta le tue passioni, e vivi il tuo sogno”.



di Michela Marini



venerdì 17 luglio 2015

Il sogno del filo d'erba

Il sogno del filo d’erba









L’opera del creatore ha messo davanti ai nostri occhi le risposte che nei secoli il nostro intelletto ha chiesto ripetutamente alla nostra anima di svelarci.
Se guardi oltre un semplice filo d’erba che nasce nel prato e sai ascoltare, le sue rivelazioni non ti saranno nascoste.
Siamo tutti parte di un circuito animico che ci lega, a nostra insaputa, l’uni agli altri.
Come le radici delle piante s’intrecciano e s'incrociano sotto il manto della terra, le nostre vite si accendono di energia nel contatto di un incontro.
Facciamo parte di una ragnatela invisibile che disegna la vita di ogni singola persona, i nostri fili dorati si legano ai fili delle persone che conosciamo. Ognuna di essa ha un ruolo, un insegnamento, una frase, uno sguardo, un gesto da donare.
Quello che accade in un semplice sogno spesso diviene realtà quando incrociamo e riconosciamo negli occhi della gente che ci circonda la risposta che il maestoso filo d’erba ci voleva svelare, approdando in quell’eterno istante in cui la nostra anima da sempre gridava le risposte che noi, mentalmente, non riuscivamo ad ascoltare.


La chiamano Gaia,
quel puntino nell’universo,
che ospita i suoi molti fili d’erba.
Sono lì, ognuno con la sua storia,
con la sua rugiada,
con le sue forme e colori.
Immersi su queste distese di terra,
sparsi un po’ ovunque.
Nati e germogliati da semi di vario tipo,
coltivati con amore,
seminati vicini dall’apparente caso
di un uccello in volo.
Spuntati per dare colore,
in quei posti dove il grigio dell’asfalto
ne fa da padrone,
per dare un cuscino di soffice speranza
a chi ancora vuol sognare.
Con le loro radici percorrono la vita,
viaggiano,
si cercano,
si ritrovano uniti,
creando legami.
Legami alle volte invisibili all’esterno
ma forti e indissolubili all’interno.
Inspiegabili,
legami inevitabili,
perché seppur lontani
il loro cercarsi li condurrà a ritrovarsi sempre sulla stessa strada che porta alla fonte,
che conduce all’amicizia, all’amore.
La chiamano Gaia,
quel magico mondo,
dove anche un filo d’erba
di ogni singola persona, i nostri fili dorati si legano ai fili delle persone che conosciamo. Ognuna di essa ha un ruolo, un insegnamento, una frase, uno sguardo, un gesto da donare.
Quello che accade in un semplice sogno spesso diviene realtà quando incrociamo e riconosciamo negli occhi della gente che ci circonda la risposta che il maestoso filo d’erba ci voleva svelare, approdando in quell’eterno istante in cui la nostra anima da sempre gridava le risposte che noi, mentalmente, non riuscivamo ad ascoltare.


La chiamano Gaia,
quel puntino nell’universo,
che ospita i suoi molti fili d’erba.
Sono lì, ognuno con la sua storia,
con la sua rugiada,
con le sue forme e colori.
Immersi su queste distese di terra,
sparsi un po’ ovunque.
Nati e germogliati da semi di vario tipo,
coltivati con amore,
seminati vicini dall’apparente caso
di un uccello in volo.
Spuntati per dare colore,
in quei posti dove il grigio dell’asfalto
ne fa da padrone,
per dare un cuscino di soffice speranza
a chi ancora vuol sognare.
Con le loro radici percorrono la vita,
viaggiano,
si cercano,
si ritrovano uniti,
creando legami.
Legami alle volte invisibili all’esterno
ma forti e indissolubili all’interno.
Inspiegabili,
legami inevitabili,
perché seppur lontani
il loro cercarsi li condurrà a ritrovarsi sempre sulla stessa strada che porta alla fonte,
che conduce all’amicizia, all’amore.
La chiamano Gaia,
quel magico mondo,
dove anche un filo d’erba

Spuntati per dare colore,
in quei posti dove il grigio dell’asfalto
ne fa da padrone,
per dare un cuscino di soffice speranza
a chi ancora vuol sognare.
Con le loro radici percorrono la vita,
viaggiano,
si cercano,
si ritrovano uniti,
creando legami.
Legami alle volte invisibili all’esterno
ma forti e indissolubili all’interno.
Inspiegabili,
legami inevitabili,
perché seppur lontani
il loro cercarsi li condurrà a ritrovarsi sempre sulla stessa strada che porta alla fonte,
che conduce all’amicizia, all’amore.
La chiamano Gaia,
quel magico mondo,
dove anche un filo d’erba
può realizzare i suoi sogni.

Michela






Testo tratto dal libro Diario di una ragazza Indaco di Michela Marini