sabato 2 novembre 2013

Coincidenze e Sincrodestino


Ma chi sono io?

La risposta: sono la somma di tutto ciò che è accaduto prima di me, di tutto ciò che mi si è visto fare, di tutto ciò che mi è stato fatto.
Sono ogni persona e ogni cosa il cui essere al mondo è stato toccato dal mio.
Sono tutto quello che accade dopo che me ne sono andato e che non sarebbe accaduto se io non fossi venuto. E ciò non mi rende particolarmente eccezionale; ogni “io”, ognuno di noi che siamo ora più di seicento milioni, contiene una simile moltitudine.
Lo ripeto per l’ultima volta: se volete capirmi, dovrete inghiottire un mondo.

I Figli della Mezzanotte – Salman Rushdie







Come ormai ben sappiamo, focalizzare la propria attenzione sulle coincidenze ci aiuta ad aumentarne la frequenza, e applicando l’intenzione riusciamo anche a comprenderne il significato. Le coincidenze diventano così tracce che ci rivelano la volontà dell’universo, mostrandoci la sua sincronicità e consentendoci di approfittare delle infinite opportunità offerte dalla vita.
Noi siamo però bombardati in continuazione da un flusso ininterrotto di informazioni: come possiamo scegliere quelle su cui vale la pena di soffermarsi? Come possiamo evitare di cercare un significato preciso in ogni tazza di tè che beviamo, in tutti gli spot pubblicitari che ci passano davanti agli occhi o nelle occhiate degli sconosciuti che incrociamo per strada? E, al tempo stesso, c’è un metodo per evitare di lasciarsi sfuggire le opportunità più valide?
Non esistono risposte facili a questi interrogativi. Per imparare a vivere il sincrodestino bisogna prima di tutto diventare uno strumento sensibile al proprio ambiente. Chiudete ora gli occhi e cercate di percepire tutto ciò che vi circonda.
Quali suoni sentite? Che cosa annusate, toccate o assaporate in questo preciso istante? Concentratevi sui vostri sensi, uno dopo l’altro, e diventatene pienamente consapevoli.
Se non avete mai eseguito prima d’ora questo esercizio, con ogni probabilità vi siete persi alcuni di questi stimoli, non perchè fossero deboli, ma solo perchè siamo così abituati alla loro presenza da non notarli più.
Che cosa avete percepito? Qual era la temperatura? C’era una brezza leggera o l’aria era immobile? Quali parti del vostro corpo erano in contatto con la sedia su cui eravate seduti? Avete avvertito più pressione sulla parte inferiore delle vostre cosce o su quella della schiena?
A proposito di rumori: la maggior parte di noi sente l’abbaiare lontano di un cane o le grida di bambini che giocano nella stanza accanto, ma che mi dite del soffio dell’aria nel forno acceso o della folata che esce dal condizionatore? Sentite il vostro respiro, il gorgoglio del vostro stomaco o il rumore sordo del traffico?
Coloro che sono sensibili agli eventi e agli stimoli che li circondano lo sono anche nei confronti delle coincidenze inviate dall’universo, che non arrivano sempre con la posta elettronica o su uno schermo televisivo. Almeno una volta al giorno concentratevi per un paio di minuti su uno solo dei vostri cinque sensi e concedete a voi stessi di notare il maggior numero possibile di aspetti attraverso cui si manifesta.
In un primo momento questo compito potrebbe risultarvi difficoltoso, ma ben presto ci riuscirete con estrema naturalezza. Se avete l’impressione che possano in qualche modo distrarvi, escludete gli altri sensi dalla vostra percezione. Provate per esempio ad assaggiare pietanze differenti tenendo il naso tappato e gli occhi chiusi, focalizzandovi sulla struttura del cibo senza lasciarvi distrarre dal suo aspetto o dall’aroma. Le stimolazioni più forti e insolite attirano immancabilmente la nostra attenzione. Tutto ciò che ci circonda di solito merita invece un’occhiata più attenta e approfondita.
Quando una coincidenza si presenta, chiedetevi sempre quale messaggio contiene. Non avete alcun bisogno di arrovellarvi per trovare risposte, che affiorano da sole come un’illuminazione improvvisa. Basta prestare attenzione agli incontri più o meno casuali, alle circostanze che vi capitano. 
A chi desidera andare a fondo della questione vorrei suggerire il processo della ricapitolazione: bisogna assumere la posizione dell’osservatore della propria vita e dei propri sogni, e subito connessioni, temi, immagini e coincidenze diventano più chiari. Poichè il nostro legame con l’anima universale è reso molto più evidente dall’attività onirica, questo procedimento ci consente di accedere a un nuovo livello di consapevolezza.
Alla sera, prima di addormentarvi, mettetevi seduti e immaginate di assistere alla visione di tutto ciò che vi è accaduto durante il giorno, e che viene ora proiettato sullo schermo della vostra coscienza. Considerate la vostra giornata come un film, e osservate voi stessi via via mentre vi svegliate al mattino, vi lavate i denti, fate colazione, andate a lavoro, sbrigate i vostri affari, tornate a casa, cenate …. in pratica rivedete tutti i gesti che avete compiuto. Non dovete analizzare, valutare o formulare giudizi: limitatevi ad assistere allo spettacolo. E’ incredibile il numero di particolari che appaiono durante la proiezione della giornata, e che fino a quel momento non sono stati percepiti in maniera consapevole. Guardate le varie scene che si susseguono, e concedetevi l’opportunità di visionare con obiettività il vostro atteggiamento. Potreste così accorgervi di aver compiuto un gesto di cui siete orgogliosi oppure che vi mette in imbarazzo, ma lo scopo di tutto ciò non è dare giudizi, bensì raccogliere intuizioni circa il comportamento del protagonista, cioè il vostro sè.
Al vostro risveglio al mattino non dovrete far altro che riassumere la notte, così come avete fatto con la vostra giornata. Oltre a essere proiezioni della nostra coscienza, i sogni sono anche il modo in cui interpretiamo il sentiero della nostra vita. La meccanica del sogno e di ciò che ci accade nella cosiddetta realtà sono le stesse proiezioni dell’anima. Noi siamo semplici testimoni. Pian piano cominciamo dunque a vedere correlazioni, immagini che si ripetono sia nei sogni sia nella vita quotidiana. E un numero più elevato di coincidenze ci fornisce una quantità maggiore di indizi. Iniziamo così a sperimentare più opportunità, e aumenta la dose di “fortuna” su cui possiamo fare affidamento. Le tracce ci forniscono la direzione che la nostra esistenza deve prendere.
Grazie al processo di ricapitolazione noi individuiamo modelli ricorrenti, e sveliamo passo dopo passo il mistero della vita. Tale processo è particolarmente utile quando si vogliono abbandonare certe abitudini negative. Ogni giorno mettetevi seduti, immobili e in silenzio, per almeno cinque minuti e rivolgete alla vostra attenzione e al vostro cuore queste domande:
Chi sono io?
Che cosa voglio per la mia vita?
Che cosa desidero oggi dalla mia esistenza?
Lasciatevi poi andare e consentite alla vostra tranquilla voce interiore, cioè al flusso della vostra coscienza, di fornire le risposte. Fatelo ogni giorno, e rimarrete sbalorditi dal modo in cui le situazioni, le circostanze, gli eventi e le persone si organizzeranno intorno alle risposte stesse. E’ così che inizia il sincrodestino.


I 7 principi del sincrodestino:


1- Io sono un'onda all'interno della struttura del Cosmo: L'essenza del mio essere è la realtà ultima, la radice e il sostegno dell'Universo; la fonte di tutto quello che esiste

2- Riscopro il mio vero "io" illimitato attraverso lo specchio delle relazioni: Io vedo gli altri in me stesso e me stesso negli occhi altrui

3- Io domino il mio dialogo interiore: il dialogo interiore riflette il fuoco della mia anima

4- Attraverso le mie autentiche Intenzioni manifesto la rete dell'Universo: le mie Intenzioni hanno un infinito potere creativo

5- Domino le turbolenze emozionali: Sono emozionalmente libero

6- Ogni giorno celebro la danza del Cosmo: Do alla luce la Dea e il Dio che albergano nel mio Cuore! Essi esprimono tutte le loro qualità divine attraverso di me

7- Inizio a comprendere la trama di Coincidenze dell'Universo: Sto attento a tutte le coincidenze della mia vita; esse rappresentano dei messaggi di Dio. Attraverso questi messaggi io fluttuo sincronicamente alla Danza Cosmica







Estratto dal libro di Monia Zanon 
Le Coincidenze-Per realizzare in modo spontaneo i nostri desideri



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Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT 
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Come riconoscere il vero Amore dall’illusione d’Amore?

Il Vero Amore

di Monique Mathieu 








Come riconoscere il vero Amore dall’illusione d’Amore?

Il vero Amore non aspetta nulla.

Il vero Amore offre,

Il vero Amore eleva,

Il vero Amore è generoso,

Il vero Amore è dono di sé stesso,

Il vero Amore è attento agli altri,

Il vero Amore è a volte sacrificio per l’altro,

Il vero Amore è gioia,

Il vero Amore si manifesta nella vita di colui che lo vive veramente, inoltre colui che lo vive veramente sale in modo permanente nelle vibrazioni e sulla scala dell’Amore.




Conoscerete un’altra vibrazione d’Amore e dovrete integrarla. Essa sarà talvolta difficile da integrare perché sarà innanzitutto incomprensibile per voi; non avrà nessuna equivalenza con ciò che conoscete dell’Amore.

Non dimenticate che prima di tutto l’Amore è un’energia, una frequenza vibratoria che crea. L’Amore è Luce, l’Amore è suono!

Voi conoscete l’amore affettivo, ma non conoscete ancora l’Amore Creatore! Le Gerarchie di Luce, i grandi iniziati che hanno vissuto su questo mondo, hanno creato per Amore e con l’Amore. Ve l’abbiamo già detto, essi avevano la capacità di creare per Amore elevando molto in alto la loro frequenza vibratoria e la loro coscienza (a quel tempo non erano affatto nell’oscurità della coscienza). Essi prendevano la sostanza «Amore» che trovavano nell’increato e la portavano nel loro mondo attraverso la loro frequenza vibratoria. Non avevano bisogno di macchine! Avevano semplicemente tutto quello che volevano creandolo per mezzo del pensiero e dell’Amore!

Tutto ciò vi verrà restituito, perché molti di voi hanno creato in questo modo. Tutto questo può stupirvi, ma avete scelto l’oblio per sperimentare la materia e per farla risalire verso la Luce. È stata dura, molto dura per voi, e tutto questo vi manca! Dimenticare tutto ciò che sapevate, tutto ciò che siete stati, dimenticare che siete stati esseri straordinari e che siete caduti nella materia densa è una scelta, ma è una scelta d’Amore per aiutare la materia ad elevarsi il più possibile vibratoriamente. In questa scelta d’Amore, non solo elevate la materia del vostro corpo, ma quando diffondete questo amore al di là del vostro corpo, voi elevate la frequenza di tutto ciò che vive e di tutto ciò che vi circonda.

Non potete rendervi conto fino a che punto è importante la frequenza vibratoria dell’Amore!

Quando direte a qualcuno: «ti amo» e se lo dite con il cuore, sentirete qualcosa vibrare in voi. Sentirete la vibrazione Amore che offrite all’altro.

Evitate di dire «ti amo» come se diceste «ho fame» oppure «ho sete»! Quando dite questa parola, cercate di sentire ciò che essa contiene!Certamente, nella vostra civiltà, avete banalizzato l’Amore, avete banalizzato la parola «ti amo». Questo perché a volte avete una scarsa conoscenza della vibrazione Amore.

Non ignorate l’Amore poiché l’avete praticato per tutta la vostra vita, che sia l’amore filiale, l’amore nella coppia o l’amore amichevole. Adesso, cercate di dire «ti amo» a coloro che vi circondano, anche guardandoli negli occhi, e sentirete che questo Amore parte dal cuore e non dalla testa, ed è totalmente diverso! Cercate di praticarlo così, e vedrete la differenza!

Non abbiate paura dell’Amore! Certamente l’Amore può far paura a certi umani che lo minimizzano. È essere totalmente nell’illusione, nel falso! Il vero Amore che potete dare a tutti non sminuisce nessuno, al contrario aiuta.

Vi capita di parlare con persone, anche molto vicine, con cui siete in dualità vibratoria ed energetica, vale a dire con le quali vi è un’incompatibilità vibratoria, un’incompatibilità di energie.

Cosa fare per superare questo? Semplicemente cercare di percepire le persone con cui siete in dualità energetica e vibratoria al di là dell’umano, di percepire ciò che c’è di più bello in loro! In questo modo, non solo le aiuterete ma sopporterete molto più facilmente la loro presenza.

Ogni essere umano, qualunque esso sia, può cambiare molto facilmente il modo di vibrare, può cambiare il livello di coscienza molto facilmente. Tuttavia non vi si chiede di amare sistematicamente tutte le persone con le quali non vi sentite in armonia. Quello che vi si chiede, è di cercare di fare lo sforzo di vedere queste persone con occhi diversi. Se non succede niente, inviate loro dell’Amore e parlate alla loro anima dicendo semplicemente: «poiché non esiste alcuna possibilità di intesa fra te e me, parlo alla tua anima e ti dico: «ti amo». Anche in questo caso, non ditelo con la testa, ditelo con il cuore.

Provate a dire «ti amo» con il cuore! Sentirete la vibrazione, sentirete qualcosa di forte che proviene da voi stessi.

Vi chiediamo di esercitarvi, e vedrete che sarete abbastanza sorpresi di sentire la vibrazione Amore.

Di Monique Mathieu 28 Ottobre 2013





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domenica 27 ottobre 2013

La Pranoterapia : Teoria e pratica con esercizi


LA PRANOTERAPIA
Per promuovere la guarigione a 
livello energetico



In questo articolo si intende tracciare una breve storia del fluido vitale (prana) e fornire le necessarie informazioni affinché aspiranti, terapeuti e pazienti fiduciosi possano affrontare le varie tecniche e conoscere i vantaggi e gli inconvenienti di questa terapia.

La parola prana è una parola sanscrita formata da "pra", che significa fuori e da "an" che significa respirare, muoversi, vivere. Il prana può essere identificato con il soffio che dio insuffla nelle narici di adamo donandogli la vita.

Ogni forma vivente assorbe il prana, un assorbimento in eccesso o in difetto può causare malattie. Le azioni del pranoterapeuta sono appunto dirette a riequilibrare la circolazione del prana ed a rimuovere l'energia negativa accumulate nell'organismo malato rimpiazzandola con energia nuova e salutare che dovrebbe, nel tempo, riportare le funzioni organiche alla loro primitiva armonia.

Se le premesse sono assai semplici vi sono comunque delle regole vitali che purtroppo sono spesso sconosciute o trascurate. La prima e la più importante di esse è che nessuno può dare ciò che non ha e pertanto un presunto pranoterapeuta potrà offrire del prana puro e vitale in proporzione di quanto puro e vitale è il suo organismo e, non ultima, la sua condotta di vita.

Purtroppo la faciloneria e l'ignoranza portano a sbagliare e la non applicazione delle regole fondamentali mette i pranoterapeuti ed i loro pazienti in seri pericoli. Il famoso detto "nulla si crea e nulla si distrugge" indica chiaramente che l'atto d'amore con cui una persona rimuove l'energia negativa da un suo simile può eventualmente giovare a quest'ultimo ma può essere causa di seri danni al terapeuta stesso, od ai suoi pazienti successivi, se l'energia rimossa non viene opportunamente eliminata.

Il prana (fluido vitale) è stato studiato ed analizzata nel corso dei secoli ed i vari ricercatori gli hanno dato molteplici nomi. Sembrerebbe che Ippocrate (400 a.C.) sia stato il primo ad afferrare l'esistenza di questa energia ed il suo potere guaritore che definì "via medicatrix naturae", ovvero il mezzo con cui la natura guarisce. Egli disse al proposito: "mi è apparso spesso, mentre stavo tranquillizzando un paziente, che le mie mani avessero la strana proprietà di rimuovere dalla parte afflitta, il dolore e diverse impurità"
William Reich chiamò questa energia "orgone" e l'Insegnamento Rosacrociano la definisce "energia vitale"


Paracelso (1490) affermò che la forza vitale non è rinchiusa nell'uomo ma si irradia dentro ed intorno a lui come una sfera luminosa e può essere modificata a distanza. Essa può avvelenare l'essenza della vita (sangue), causare malattie o purificare e ridare la salute. Un suo successore, J.B. Helmont (1577), estese questo concetto affermando che questa irradiazione può essere modificata dalla volontà ed arrivare ad influenzare il corpo ed il volere altrui.

Il prana può essere considerata come ciò che segna il confine tra l'animato ed il non animato; in altre parole il punto in cui la materia ha raggiunto un tale grado di complessità che può essere permeata e resa vivente dalla azione di tale energia.
Negli ultimi decenni alcuni scienziati hanno cercato di meglio definire le caratteristiche di questa forza cosmica. Tra essi un posto di rilievo spetta a W. Reich (Austria 1897-1957) che ha condotto una serie di esperimenti scoprendo che nella materia riscaldata fino all'incandescenza si producono delle vescichette, chiamate bioni, che sono visibili al microscopio e si presentano di colore blu.
I bioni possono essere considerati la base per tutte le strutture viventi, essi sono generati in continuazione e possono creare i più piccoli esseri (protozoi) o degenerare nella creazione dei cocchi e dei bacilli che sono alla sorgente di numerose malattie. I bioni emanano una energia vitale particolarmente intensa che si presenta similare a quella che proviene direttamente dal sole e permea tutta l'atmosfera 

È interessante notare che 70 anni prima H. P. Blavascki scriveva nella Dottrina Segreta: "Possiamo considerare il prana come un insieme di vite ignee (di fuoco) che forniscono ai microbi il mezzo di costruire le cellule fisiche. Una vita ignea è così piccola che vicino ad un batterio sarebbe nella stessa proporzione di un batterio vicino ad un elefante - e più avanti - il sole è la riserva della forza vitale; da esso partono le correnti vitali che vibrano attraverso lo spazio come pure attraverso gli organismi di ogni essere vivente"

Il prana in arrivo sulla terra penetrando in alcuni atomi dell'atmosfera li rende luminosi. Il fenomeno descritto è visibile in una giornata serena guardando il cielo a circa un metro dal sole. In questo modo è possibile notare una grande quantità di globuli luminosissimi che appaiono e scompaiono dopo aver compiuto una velocissima traiettoria a spirale.

Il prana, per poter essere utilizzato dal corpo umano, dopo l'assorbimento, subisce una elaborazione che lo trasforma in energia nervosa. Essa vitalizza il corpo vitale e quest'ultimo dà energia al corpo fisico; la salute dei vari organi dipende perciò dalla quantità di prana distribuito.

Un uomo vigoroso elabora una quantità di prana superiore al necessario e diventa perciò una sorgente di forza e salute per coloro che lo avvicinano. Al contrario chi non è più capace di elaborare il prana nella quantità sufficiente diventa una specie di spugna e tende a carpire la vitalità di ogni persona sensibile che venga a trovarsi nelle sue vicinanze. Questo spiega la spossatezza avvertita da alcuni dopo essere rimasti con persone esaurite o malate.


La respirazione è la strada primaria con cui il prana entra in noi, non per nulla la lunghezza della vita degli animali è legata alla loro velocità e profondità di respirazione. Se consideriamo la nostra capacità polmonare (5-10 litri di aria), ed il fatto che ad ogni respiro ne introduciamo circa mezzo litro, è facile comprendere come buona parte dei polmoni rimanga inutilizzata e diventi, a causa del ristagno, un fertile terreno per i batteri infettivi.

Una respirazione incompleta apporta poca energia vitale e questo può creare problemi circolatori, o disturbi al fegato, perchè un terzo del sangue resta stagnante in quest'organo che si ingrossa e si congestiona ponendo le basi per una autointossicazione generale 

È altamente salutare un ciclo di 10 respirazioni complete da fare al mattino ed alla sera davanti ad una finestra aperta. La respirazione completa consiste nel riempire prima la parte bassa dei polmoni (l'addome si gonfia) e poi la parte alta (le spalle si alzano). Nella espirazione si svota prima la parte alta e poi quella bassa. Completare l'esercizio premendo il fegato con la punta delle dita durante ogni espirazione. Per evitare problemi circolatori iniziare con due o tre respirazioni ed aumentare gradatamente nel tempo.

Il pino e l'eucalipto sono in grado di trattare il prana come il corpo umano e solitamente ne elaborano molto più del necessario. Succede perciò che il prana in eccesso venga estromesso creando intorno a tali piante una atmosfera particolarmente salutare per coloro che soffrono di esaurimenti nervosi.

Se volete provare la quantità di prana che siete in grado di irradiare appoggiate su un tavolo un riquadro di stoffa nera (meglio se velluto) ed oscurate l'ambiente in modo che vi sia una debolissima luce diffusa. Ponete quindi le mani (con le dita aperte), una di fronte all'altra, distanti circa 5 centimetri ed allo stesso livello, sopra il tessuto indicato.
Guardando dall'alto si vedranno delle strisce di un colore grigiastro che partono dalle punte delle dita di una mano per congiungersi con quelle dell'altra. Più tali strisce saranno intense e maggiore sarà l'intensità del prana emesso.

Una persona sana e vigorosa cambia le particelle del suo corpo vitale in continuazione ed espelle con forza le vecchie dai pori della pelle formando intorno a lui un'alone che lo protegge dai vari germi presenti nell'atmosfera.

Nella persona debole o esaurita quest'alone è pressoché mancante e le particelle espulse cadono a terra, come l'acqua senza pressione se ne esce da un tubo. La difesa naturale viene perciò a mancare ed i germi possono penetrare nell'organismo con più facilità.





COME IMPARARE A RILASSARSI 


Visto e considerato che ogni malattia non è altro che una congestione energetica dovuta a tensioni innaturali apparirà chiaro come la prima cosa da fare per intraprendere un processo curativo consiste nel rilassarsi nel modo migliore.
Gli esercizi che seguono sono rivolti a tale scopo. Essi possono essere praticati stando seduti o sdraiati. La posizione a pancia in su con un materasso duro in un ambiente tranquillo e poco illuminato è certamente la più consigliabile.

Se si effettua il rilassamento sdraiati è bene coprirsi con una coperta perchè esso rallenta i processi fisiologici ed è facile che sopravvenga una fastidiosa sensazione di freddo.
Le gambe non devono essere accavallate e le braccia devono appoggiarsi tranquillamente sul materasso o sul grembo, magari ponendo la mano destra nell'incavo della sinistra.

Effettuati i preparamenti descritti iniziare la serie di esercizi rivolti a togliere le tensioni muscolari. Questi esercizi comportano una tensione muscolare volontaria accompagnata dall'inspirazione ed il rilascio della tensione stessa da effettuarsi durante l'espirazione. Ogni azione deve essere fatta con calma seguendo un ritmo naturale, evitare azioni brusche o disarmoniche che pregiudicano il raggiungimento di un buon rilassamento.
Agli esercizi per il rilassamento muscolare far seguire quelli del training autogeno e quelli per la respirazione. Si suggerisce di registrare il tutto in modo che sarà poi possibile seguire gli esercizi ascoltando il registratore. È pure possibile chiedere a qualcuno di leggerci le istruzioni. In entrambi i casi il rilassamento sarà conseguito con maggiore facilità.





LA PRANOTERAPIA IN PRATICA 

Le sostanze negative, rimosse dal paziente... Si presentano agli occhi del chiaroveggente come una gelatina nerastra che se gettata sul pavimento vi aderisce... e può essere assorbita da chiunque passi in quel posto (Max Heindel).


Vi sono due atti principali che il pranoterapeuta compie a favore dei pazienti:
  1. Rimuovere i miasmi (sostanze tossiche e dannose).
  2. Dare nuova energia vitale per rivitalizzare gli organi malati.

Come ben delineato da Max Heindel in "Principi occulti di salute e guarigione" (entrambe queste azioni possono, qualora non condotte con le regole dovute, creare dei problemi al paziente od al terapeuta.

Solo i pranoterapeuti che hanno la chiaroveggenza sono in grado di vedere le sostanze che vengono manipolate durante la terapia e non corrono il rischio di muoversi alla cieca senza avere alcun riscontro di ciò che le loro azioni stanno causando a livello energetico.

L'energia negativa che il pranoterapeuta toglie al paziente resta attaccata alle sue mani come una gelatina vischiosa. Alcuni guaritori, conoscendo il fenomeno, scuotono con forza le mani verso terra ad intervalli regolari, onde liberarle da tale porcheria. Purtroppo questa è una pratica altamente pericolosa perchè, sono parola di Max Heindel, tale sostanza resta vicina alla terra come una gelatina nerastra in continuo movimento e può essere riassorbita da chi, inconsapevolmente, vi ponga un piede o vi passi al di sopra.

Può accadere allora che il pranoterapeuta, la persona in cura, od un paziente successivo si trovino a camminare in tale ristagno velenoso ed assorbano nel loro organismo la sostanza velenosa con le conseguenze facilmente immaginabili.

Per liberare le mani bisogna scuoterle energeticamente verso un fuoco oppure in un lavandino dove scorra acqua corrente. Le mani e le braccia devono poi essere accuratamente risciacquate ma non asciugate in quanto l'umidità presente facilita la rimozione delle sostanze nocive ed il passaggio del fluido vitale.

Questa forma di terapia presenta perciò dei rischi per il paziente e per il guaritore. Oltre a quello accennato va considerato il fatto che il guaritore offre la sua energia al paziente e la medesima non è soltanto fisica ma anche eterica e dei mondi del desiderio e mentale.

Appare perciò evidente come la salute fisica e le concezioni morali di un guaritore possano essere, seppur parzialmente, trasmesse al paziente. Ciò rende la scelta del guaritore una azione da farsi con le dovute cautele e valutazioni.

Il terapeuta, d'altro canto deve tener sempre presente che la maggior parte dei malati non elabora prana a sufficienza. Essi sono dei vampiri di energia e lo sono tanto di più quanto il loro fisico, nello stato di salute era forte e robusto. Questo comporta il rischio di essere privati di troppa energia e di ritrovarsi deboli od esauriti dopo uno o più trattamenti.

Da quanto sopra appare chiaro come la professione del pranoterapeuta non deve essere affrontata a caso. Il desiderio di guarire non deve permettere che il buon senso e la ragione vengano poste da parte mettendo così a repentaglio la propria salute.

Va pure ricordato che chi esercita delle attività paramediche senza debite autorizzazioni può incorrere in seri guai qualora un paziente lo denunciasse, a ragione od a torto, in seguito ad un peggioramento della sua situazione.
Per ovviare a tali inconvenienti si eviti nel modo più assoluto di fare diagnosi, dare prescrizioni e richiedere compensi. 

Se il paziente ritiene di doverci un compenso diamo a Cesare qual che è di Cesare, ciò significa che se abbiamo già di che vivere possiamo disporre del danaro nel modo più opportuno. È stato scritto che il danaro che qualcuno ha in eccesso è il danaro di chi non ne ha.






Mano destra e mano sinistra 


Energeticamente parlando la mano destra e quella sinistra si presentano assai differenti. La magia stessa e la tradizione popolare attribuiscono infatti alla mano destra il bene, l'attività (magia bianca) ed alla sinistra il male e la passività (magia nera).
Nella pranoterapia la mano destra dona energia ed è in grado di rivitalizzare l'organo ammalato mentre la sinistra ha più lo scopo di assorbire il male ed i miasmi negativi (tossine).
Nel corso della prova si ebbe modo di rilevare come l'azione della mano destra non disturbava il moltiplicarsi del bacillo mentre quella della sinistra ne bloccava la crescita.
Anche il movimento stesso ha un suo significato ben preciso. Si è riscontrato che il movimento rotatorio attorno ad una massa produce un effetto eccitante qualora condotto in senso orario ed un effetto calmante se fatto in nel senso antiorario.





Le tecniche utilizzate 


Generalmente le varie tecniche sono sviluppate dal guaritore stesso con la propria esperienza. Di seguito vengono date le informazioni preliminari a cui il principiante può attenersi onde iniziare la sua attività terapeutica.



L'energia bioradiante (prana) non deve necessariamente essere proiettata sull'organo ammalato in quanto si diffonde all'intorno ed è l'organo stesso che l'attira a sé. Per questa ragione alcuni pranoterapeuti irradiano soltanto il capo del paziente ponendo entrambe le mani sopra la sua testa od ai lati del volto. In quest'ultima posizione vengono irradiate anche le orecchie influenzando così un'area che è il punto di passaggio di alcuni canali energetici (meridiani) facenti capo a diversi organi interni.

Nei casi di disturbi nervosi e di astenia è bene irradiare il plesso solare, che è situato poco al di sopra dello stomaco, ed ha una importante relazione con il sistema nervoso ed il buon funzionamento del fegato, dello stomaco e dei visceri in generale.

Per beneficare il plesso solare si provvede a far coricare il paziente e si irradia la sua fronte con la mano destra mentre la mano sinistra viene posta all'altezza del diaframma.
Per irradiare un determinato organo si consiglia la tecnica delle mani poste in opposizione.

Questa è un modo di guarire che ha le sue origini in tempi antichissimi e consiste nel porre la mano destra sotto (o dietro) la schiena all'altezza dell'organo ammalato. La mano sinistra viene posta sopra (o davanti) all'organo stesso in modo da creare un duplice passaggio di energia; ovvero il prelievo delle tossine e la donazione delle energie vitalizzanti.

Il dott. Racanelli, con la sua lunga esperienza, consiglia di porre prima la mano destra (onde dare energia all'organo) e poi la sinistra per togliere le tossine che l'organo vitalizzato tende a rimuovere da se stesso.

La durata del trattamento varia da 10 a 30 minuti ed il numero dei trattamenti è relazionato alla serietà del caso. In genere vengono consigliati dei cicli di terapia da ripetersi ad intervalli regolari.






I passaggi (movimenti) principali 

I passi sono dei movimenti particolari aventi lo scopo di sedare (ridurre l'attività) o di tonificare (aumentare l'attività). I guaritori tendono a concentrare l'azione di tali passi sul plesso solare, sulla nuca, sulla spina dorsale e sul plesso sacrale (parte alta delle natiche). I passi rilassanti sono quelli fatti in senso antiorario sul capo e sul corpo oppure fatti dal capo verso i piedi su 1n soggetto sdraiato i passi tonificanti sono quelli fatti in senso orario o partendo dai piedi per risalire fino alla testa.
Anche la velocità con cui i passaggi vengono eseguiti ha la sua importanza, i passi veloci tendono infatti a vivivacizzare mentre quelli lenti hanno un effetto rilassante.



La diagnosi 

Sempre considerando che la diagnosi è di competenza dei medici può essere utile sviluppare la capacità di rilevare gli organi ammalati. Questo può essere fatto facendo sdraiare il paziente e passando sul suo corpo con le mani una di fianco all'altra (non devono toccarsi). Con una certa esperienza sarà possibile avvertire una sensazione di formicolio (o di calore) in presenza di un organo ammalato perchè esso, per sua necessità, tenderà ad assorbire una notevole quantità di energia.



Esercizi di decongestionamento muscolare 


Note: dopo ogni esercizio rilasciare l'aria e la tensione muscolare pensando "Relax...". Eseguire il tutto in modo calmo, sereno e tranquillo.
  • inspirare stringendo forte il pugno destro,
  • inspirare stringendo forte il pugno sinistro,
  • inspirare stringendo forte entrambi i pugni,
  • inspirare piegando il piede destro verso il ginocchio (gamba stesa),
  • inspirare piegando il piede sinistro verso il ginocchio (gamba stesa),
  • inspirare piegando entrambi i piedi verso il ginocchio (gambe) stese),
  • inspirare stringendo forte le natiche,
  • inspirare chiudendo con forza gli occhi,
  • inspirare stringendo forte i denti,
  • inspirare cercando di aggrottare la fronte,
  • inspirare cercando di arricciare il naso,
  • inspirare spingendo le labbra in avanti,
  • inspirare piegando gli angoli delle labbra in basso,
  • inspirare spingendo la lingua verso il palato ed all'indietro,
  • inspirare guardando al limite massimo di destra (occhi chiusi),
  • inspirare guardando al limite massimo di sinistra (occhi chiusi),
  • inspirare guardando al limite massimo in alto (occhi chiusi),
  • inspirare guardando al limite massimo in basso (occhi chiusi).





Esercizi di Training Autogeno 


Formulare i seguenti pensieri, utilizzare l'immaginazione affinché le frasi portino l'effetto desiderato. Non usare sforzo alcuno, immaginare che la situazione descritta sia effettivamente quella reale.
  • la mia mano destra è pesante... molto pesante,
  • il mio braccio destro è pesante... molto pesante,
  • la mia mano sinistra è pesante... molto pesante,
  • il mio braccio sinistro è pesante... molto pesante,
  • il mio piede destro è pesante... molto pesante,
  • la mia gamba destra è pesante... molto pesante,
  • il mio piede sinistra è pesante... molto pesante,
  • la mia gamba sinistra è pesante... molto pesante,
  • tutto il mio corpo è pesante... molto pesante.




Esercizi di respirazione 

Respirare naturalmente ed ascoltare l'aria che entra: il diaframma si abbassa, il diaframma si alza, l'aria se ne esce. Accompagnare l'inspirazione con il pensiero Vieni... e l'espirazione con il pensiero Relax...
Note: alcune persone trovano vantaggioso per il rilassamento una respirazione con una piccola pausa tra le varie inspirazioni ed espirazioni.
È anche possibile immaginare di essere in riva al mare e che le onde vengano a noi durante l'inspirazione e tornino al mare durante l'espirazione.








Avvertenze e consigli

Durante la terapia lavate frequentemente le mani fino ai gomiti in acqua corrente (od in una bacinalla la cui acqua sarà cambiata di frequente) e formate una immagine mentale di protezione affinché le tossine rimosse dal paziente non abbiano a superare l'altezza del vostro gomito.
Fate frequenti passeggiate all'aperto in luoghi alberati. Non si dimentichi che gli alberi, ed i pini in particolare, sono dei produttori di prana e che vi danno la possibilità di ricaricarvi.

Ad ogni paziente cambiate l'aria del locale dove operate.
Non toccate il paziente, non chiedete compensi, non fate diagnosi e non prescrivete medicine. Accingetevi a ricevere il paziente con una breve meditazione, offrendo al Signore la vostra opera e chiedendo di fare di voi degli strumenti della sua pace. Abituatevi a rimettere i pazienti nelle mani di Dio con la frase: sia fatta su N... (nome e cognome) la tua volontà come in cielo così in terra.

Mentre trattate il paziente parlategli mentalmente dandogli dei messaggi del tipo: il Signore non ti vuole ammalato, la sua Luce illumina il tuo cammino, la sua Saggezza dirige le tue azioni, la sua Forza ti sorregge, il suo Amore ti fa perdonare ed amare coloro che ti circondano, ecc.






Riferimenti bibliografici 

  • 1. Max Heindel, Principi occulti di salute e guarigione
    A.R.C.O. - Via E. De Amicis 6 - S. Benedetto di lugana - Verona
  • 2. A.T. Westlake, La forza vitale nella salute e nella malattia.
    Astrolabio Editore - Roma - (1975)
  • 3. Max Heindel, La cosmogonia dei rosacroce
    A.R.C.O. - Via E. De Amicis 6 - S. Benedetto di Lugana, Verona
  • 4. H. P. Blavasky, La dottrina segreta.
    Editrice Sirio - Via E. Toti 3 - Trieste - 34131
  • 5. Max Heindel, I misteri rosacruciani.
    A.R.C.O. - via E. De Amicis 6 - S. Benedetto di Lugana, Verona
  • 6. L.O. Korth, Healing Magnetism.
    Samuel Weiser Inc. - New York - U.S.A. (1975)





Libri per approfondire la Pranoterapia 




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lunedì 21 ottobre 2013

Vedere "Esseri" appena svegli : Allucinazione visiva o realtà alternativa??


Allucinazione visiva o realtà alternativa??
Allucinazioni Ipnagogiche o sogno lucido?




Se mentre dormite,vi svegliate all'improvviso e appena aprite gli occhi vedete nella vostra camera Ragni che si muovo,Farfalle,Geki,Esseri di varie forme,Energie in movimento e tanto altro,che poi svaniscono davanti ai vostri occhi,non temete!Non state impazzendo!O almeno,io stessa non sono impazzita,quindi sono qui per rassicurarvi.Queste sono delle esperienze mentali così vivide e nitide che sembrano reali. Questo articolo nasce,proprio per poter fare chiarezza su questo "fenomeno" particolare.Di seguito troverete il risultato di ricerche,effettuate nel corso delle mie stesse esperienze.


Solitamente,ciò che non riusciamo a vedere materialmente e che non conosciamo ci spaventa.Avendo vissuto personalmente queste esperienze,sò che ci possono essere emozioni contrastanti nel vedere queste manifestazioni che io chiamo,Energetiche.

Vediamo allora,le varie "interpretazioni" su queste "facoltà" sia scientifiche,psicologiche che spirituali.



Secondo la scienza e la psicologia queste esperienze assumono il nome di illusione ipnagogica.

Che cos'è l'Illusione Ipnagogica

Lo stato ipnopompico è lo stadio che porta dal sonno alla veglia. In tale fase, come pure in quella che viceversa porta dalla veglia al sonno (detta "stato ipnagogico"), il cervello può avere delle sensazioni, in particolare visive e uditive. A volte si può essere lucidi mentalmente nel momento in cui si palesa una allucinazione visiva, potendo addirittura in taluni casi decidere in quell'istante cosa si vorrebbe che si raffigurasse o meno. Tali immagini vengono facilmente dimenticate, ma talvolta possono essere addirittura scambiate per esperienze realmente vissute.


Le illusioni o allucinazioni ipnagogiche sono esperienze intense e vivide che si verificano all'inizio di un periodo di sonno e avvengono spesso in aggiunta delle paralisi ipnagogiche.

Questa fase dura da qualche secondo a diversi minuti in cui alcuni o tutti i sensi, ma in particolar modo vista, udito e tatto, possono risultare coinvolti e frequentemente è molto difficoltoso per il soggetto distinguere l'allucinazione dalla realtà.



Lo stato ipnagogico

Come ha riassunto Margnelli [1993], il principale significato scientifico dello studio dello stato ipnagogico consiste nell’"osservare dal vivo" come il cervello fabbrica i sogni. Lo stato ipnagogico è la fase di transizione dalla veglia al sonno. Durante tale stadio dell’addormentamento si presentano frequentemente allucinazioni del tutto fisiologiche.

Stato ipnagogico propriamente detto è pressoché abolito il controllo volontario sul corso e sui contenuti mentali (frammentazione del pensiero). In questo stato di coscienza prevale la comparsa spontanea e intrusiva di immagini incontrollate, generalmente statiche e dettagliate.

Tali allucinazioni ipnagogiche si presentano come inserti isolati e bizzarri, generalmente di tipo visivo, che appaiono spontaneamente come provenienti da una regione esterna alla consapevolezza. Il soggetto si pone nei confronti di queste allucinazioni come spettatore passivo. I flaches allucinatori ipnagogici si presentano come immagini fortemente sensorializzate della durata di pochi secondi ciascuna, generalmente isolate, di cui non è possibile controllarne l'apparire, il contenuto e la durata.

Durante questo stato è abolita la consapevolezza dell'ambiente esterno e il testing di realtà è parzialmente efficiente. La tonalità affettiva basale durante l’esperienza è prevalentemente priva di emozioni, ma talvolta può accadere che al sopraggiungere dell’allucinazione il soggetto possa reagire con stupore, sorpresa o soprassalto.

Generalmente l'impressione corporea è di profondo e diffuso stato di rilassamento, ma possono anche comparire modificazioni della sensibilità somatocenestesica e propriocettiva. Da un punto di vista psicodinamico predomina il processo primario-inconscio, con un’attività mentale che segue una logica associativa.

Esperienze oniro-simili Comprendono esperienze pre-oniriche, o francamente oniriche, nelle quali il pensiero è organizzano in fugaci successioni allucinatorie con la tipica consequenzialità scenica del sogno. La caratteristica delle immagini allucinatorie di questa fase consiste nella loro organizzazione in sequenze narrative articolate in brevi episodi. Il soggetto allucina, con partecipazione personale, la propria presenza nello spazio onirico.

Sono completamente aboliti il controllo volontario sul corso del pensiero, il testing di realtà e la consapevolezza dell'ambiente esterno. L'impressione corporea è generalmente assente. Si assiste ad una lieve modificazione del senso del tempo. Da un punto di vista psicodinamico predomina nettamente il processo primario-inconscio.



Le paralisi ipnagogiche nel sonno

Sebbene non rappresentino una vera e propria patologia a se stante, possono presentarsi in individui che non hanno altri particolari disturbi. Si tratta di un fenomeno estremamente affascinante, ma che può essere anche "terrificante", come io stessa ho sperimentato. Scopriamo insieme perché.

Per paralisi del sonno o paralisi notturna si intende l’impossibilità di muovere l’intero corpo poco prima di addormentarsi o subito dopo il risveglio. La persona colpita rimane perfettamente cosciente, riesce a vedere e sentire ma non può parlare o alzarsi per un tempo solitamente breve, anche se al soggetto interessato può sembrare senza fine per la notevole tensione che accompagna l’esperienza. Talvolta (soprattutto quando il tutto è accompagnato da allucinazioni ipnagogiche) il soggetto tenta di urlare ma non vi riesce a causa della paralisi muscolare e prova un enorme senso di frustrazione e disperazione. I movimenti oculari rimangono invece intatti.
(Chiariamo subito che si tratta di un disturbo benigno ma se si presenta spesso è necessario parlarne con un Neurologo)


La prevalenza della paralisi del sonno nella popolazione generale è approssimativamente del 6,2% mentre ben il 30-50% dei pazienti affetti da Narcolessia sperimentano questo disturbo.

Studi polisonnografici hanno riscontrato che individui con la paralisi del sonno avevano intervalli inferiori al normale tra un sonno REM e l’altro e presentavano un sonno non-REM accorciato. Questo porta a ritenere che un disturbo nel regolare ciclo del sonno possa istigare un episodio di paralisi del sonno.

Un altra teoria coinvolge la Melatonina, un ormone prodotto dalla ghiandola Pineale del cervello (anticamente chiamata anche “terzo occhio“).
La Melatonina in circostanze normali regola la popolazione neuronale serotoninergica, ovvero agisce governando quei neuroni capaci di utilizzare la Serotonina come neurotrasmettitore.


La Melatonina raggiunge il suo picco di secrezione durante il sonno REM.
Alterazioni nella secrezione di Melatonina in determinati momenti del sonno, potrebbero portare alla mancata disattivazione di quella popolazione neuronale che sta “producendo il sogno”, sotto uno stimolo(ad es. ambientale) che normalmente porterebbe ad un risveglio completo. Questo spiegherebbe perché si può sperimentare la paralisi pur essendo mentalmente “svegli”: se la popolazione neuronale rimane attiva, porterà le caratteristiche del sonno REM (e quindi del sogno) anche nel mondo della veglia.


Per il "Centro Studi e Ricerche sulla Psicofisiologia degli Stati di Coscienza" di Milano, troviamo questa spiegazione:

L’allucinazione è una percezione che avviene quando la corteccia sensoriale è attivata in assenza di una corrispondente stimolazione dei recettori periferici, in altre parole è una percezione senza una fonte esterna (Ferrio, 1970; West, 1999).

In ambito cognitivista (Horowitz, 1975) l’allucinazione è definita come un’esperienza mentale che si manifesta in forma d’"immagini" derivate da una fonte di informazione interna, o percezioni erroneamente giudicate come provenienti da input esterni.

Le allucinazioni hanno le seguenti caratteristiche [WEST, 1962]: fisicità, involontarietà ed intrusività, cioè non è possibile controllarne il sopravvenire, il contenuto e la durata, ma soprattutto hanno la qualità di "essere al di fuori" dell’osservatore.

In questa rassegna l’interesse è focalizzato sulle allucinazioni da deprivazione sensoriale, ipnagogiche, psichedeliche e psichiatriche, ma esperienze di tipo allucinatorio sono comunemente presenti in molti altri stati modificati di coscienza: transe ipnotica, estasi mistica, transe medianica, transe sciamanica, stati di possessione, esperienze extra-corporee, vissuti di pre-morte, abductions, meditazione... [Gagliardi, 1993; West, 1999], è in ogni caso presumibile che il processo allucinatorio sia basato su comuni moduli neuropsicologicamente determinati.







Vediamo ora,come queste esperienze vengono "trasmutate" in qualità,mi piace chiamarle cosi,provienenti dalle facoltà dell'apertura del terzo occhio o ghiandola pineale e quindi scaturite da un evoluzione,consapevole e non,spirituale.





L'ESPERIENZA NELLA QUINTA DIMENSIONE
LE ALLUCINAZIONI O VISIONI IPNAGOGICHE

“LO STATO QUANTICO” di Adriano Violato e Antonella Trevisiol

C’è una quinta dimensione, oltre a quelle che l’uomo già conosce. Ci appare con colori palpabili, penetranti avvolgenti, con propria fonte, indescrivibili, per noi, perchè mai visti, una meraviglia.

La percezione è che si entra in uno stato di passività mentale, il cervello raccoglie i messaggi che pervengono automaticamente e alcune informazioni arrivano con correnti antidromiche, cioè in doppia direzione, è come se la stessa informazione abbia due ordini di riflesso: somato-psichico e psico-somatico, e questo, anche se le informazioni sono da tradurre, non ci spiazza. 


E’ senza limiti, o ancora non si conoscono e può essere scambiata, in certi casi confusa con molti termini o spiegazioni ed esperienze apparentemente simili ma nella sostanza differenti.

A tutti viene data la possibilità di accedere. Solo il guerriero di "pura luce" andrà oltre.

The Twilight Zone, Ai Confini della Realtà, o "altri stati modificati di coscienza": transe ipnotica, estasi mistica, transe medianica, transe sciamanica, stati di possessione, esperienze extra-corporee, vissuti di pre-morte, abductions, meditazione, hypnagogic trans, sono alcuni termini che diverse "persone sensibili" (per loro natura o per esperienze speciali, non per patologie in essere) usano per descrivere qualcosa di non scientificamente chiaro o riscontrato dalla Medicina Ortodossa ma speciale quando accade.
Ma preferiamo identificarlo e chiamarlo "STATO QUANTICO".


Abbiamo iniziato questo viaggio sperimentando come aprire una porta verso il buio senza vivere il buio, senza tormenti e aspettative.
Dopo aver praticato specifici esercizi di postura e respirazione, sempre come fosse la prima volta, fatto i test sulla asimmetria e stimolato la placca delle visioni ipnagogiche, abbiamo ottenuto dopo breve tempo il "primo e secondo repère", cioè  la percezione di lievi dolori come vibrazioni al labbro superiore, disagio e fastidio alla gamba sinistra e dopo poco una sensazione di pelle d’oca in tutto il corpo, il "terzo repère". C’è chiarezza e lucidità in noi, e, con l’aiuto del buio totale nella Dark Room 432hz®, la camera della Perfetta Alchimia Interna, supportato da Antonella, ho la certezza della ottenuta carica della placca ipnagogica. Anche se si pratica di giorno e non nel preipnico (praedormitium), prima del sonno profondo, si può richiamare la condizione ottimale alla percezione dello "stato quantico".

Lo stadio ottimale per "il salto quantico" si matura dopo il terzo giorno nella Dark Room 432hz® , dove:

1) gli esercizi respiratori e psicofisici, l’ attivazione della ghiandola carotidea,
2) l’accensione della placca delle visioni ipnagogiche con il metodocalligaris® ,
3)  nella ghiandola pineale avviene la trasformazione ormonale di numerosi impulsi neurali e sensoriali, ricevuti attraverso i sensi. L’ormone più importante secreto dalla pineale è la melatonina e la sua funzione è di influire attraverso l’ipotalamo sul segmento anteriore dell’ipofisi. Nell'aspetto energetico, la pineale è uno dei ricettori che attraverso i sensi e le amigdale riceve le Vibrazioni. Le amigdale sono collegate attraverso le fibre nervose con numerosi centri cerebrali, prima di tutto con la neocorteccia, la corteccia visuale ed il talamo. Tutte due le ghiandole hanno numerosi ricettori e partecipano nella creazione di neurotrasmettitori come: la dopamina, serotonina, norepinefrina, epinefrina ecc. La scienza ha dimostrato in una certa misura il collegamento tra le amigdale e le emozioni, affermando che le ghiandole producono la risposta emozionale prima che i centri corticali (pensanti) riescano a registrare del tutto l’evento. Nell’aspetto energetico le amigdale sono dei sensori per le vibrazioni ricevute attraverso i sensi che si riducono poi, attraverso le informazioni supportate dalla ghiandola carotidea, in Vibrazioni d’Intelligenza. Queste Vibrazioni d’Intelligenza Pura vengono elaborate dalla mente e ritornano tradotte nell’impermanente realtà,

4) ed ecco che si attiva il “Terzo Occhio e si entra in una “favola vera” ottenendo “la sincronizzazione o stato quantico”.


Possiamo raccontare la meraviglia della dimensione nel vissuto pluridirezionale, abbiamo incontrato risposte date da non domande, come dei puzzle in via di completamento e ci indirizzavano a non luoghi conosciuti. Comunque sempre calmi, lucidi e consapevoli. E’ un bel film dove gli appunti sono preziosi e un registratore è di aiuto.
Trovo piuttosto ironico, dopo la mia esperienza nella Dark Room 432hz® , il fatto che con il termine allucinazioni o allucinazioni ipnagogiche si voglia spiegare tutte le esperienze mistiche, paranormali e sciamaniche, viaggi astrali, contatti con energie sottili, visioni ecc. Non comprendo perché quando non si riesce di spiegare uno stato alterato di coscienza o un enigma della mente, anche quando questi stati sono ottenuti senza stimoli esterni e chimici e non nel preipnico cioè di giorno e con tutti i sensori attenti e attivi, sia considerato lo stesso “allucinazione o illusione” e lo si definisca “allucinante”.

A mio parere “l’essere umano può sperimentare tutti gli stati alterati, senza l’uso di stupefacenti o allucinogeni”, perché il tutto è nella sua essenza.
Fondamentale ed indispensabile è crearsi il terreno ottimale, attivando i centri di potere nel centro del cervello ed ecco che le allucinazioni ipnagogiche, per noi stato quantico, nella Dark Room 432hz®  saranno affascinanti e lucide.






Allucinazioni o visione remota (Remote Viweing): i segreti di un nostro talento accantonato?

Il grande dibattito sui nostri più o meno utilizzati talenti e facoltà, inclusa la Visione Remota, non di rado si riversa nel grande tema dell’evoluzione della specie umana.
Per alcuni, in epoche relativamente recenti, il nostro percorso si distinguerebbe per una progressiva perdita, più o meno consapevole, di alcune delle nostre facoltà più significative.

Pertanto, ammesso che la vista abbia ancora il monopolio dei sensi, pare che oggi sappiamo vedere solo tramite gli occhi, ignorando altre capacità di visione legate alla nostra mente ed alle nostre sensazioni.Ossia, pare che abbiamo nettamente ridimensionato il peso attribuito ai nostri istinti, alle nostre capacità intuitive, credendo, invece, solo a ciò che i limitati sensi fisici ci permettono di vedere.

Invero, il sorgere di una nuova generazione di uomini (In-divisuus Olisticus)antropologicamente, fisiologicamente, psicologicamente e culturalmente, diversa dalla precedente, con una spiccata sensibilità e sensorialità, tende un po’ a rivalutare il discorso. Tuttavia, in linea di principio, sino all’avvento dell’era appena iniziata, di fatto, per un simile depotenziamento sensoriale, siamo diventati meno consapevoli di molte sfaccettature della realtà.

La capacità di vedere oggetti, persone, situazioni distanti nel tempo e nello spazio è una delle varie facoltà che si sono progressivamente affievolite.
Di fatto, tra le così dette esperienze di percezioni extra-sensoriali (extra-sensory perception –ESP) c’è la Visione (Remote Viewing –RV), una capacità che ci consente di ottenere delle impressioni su qualcosa che si trova distante (nello spazio e/o nel tempo) tramite le nostre facoltà paranormali.
Di norma, un soggetto che vede a distanza, si ritiente che riesca a fornire una serie di informazioni su un oggetto che non può vedere fisicamente.


IL CONTESTO
Tra la fine degli anni 60 e gli inizi del 70, soprattutto negli States, ha iniziato a diffondersi una grande attenzione per i fenomeni dell’occulto e psichici e molti hanno cercato di di dare a loro una veste pseudo-scientifica.

L’emergere della New Age e la popolarità del movimento intitolato al potenziale umano ha innescato un mini-rinascimento rinnovando l’interesse per gli studi sulla coscienza e gli studi psichici riuscendo ad ottenere anche una serie di finanziamenti per compiere delle ricerche. Così, tra gli altri campi analizzati dalla parapsicologia, si è sviluppato il tema della psicocinesi (la capacità mentale di interagire con oggetti inanimati o, talvolta, anche animati).

Un altro ambito riguarda le esperienze pre-morte (la NDE – Near Death Experiences) testimoniate chi si risveglia dal coma o da chi si trova ad un passo dalla morte.
Uno dei campi di indagine più fertili, è stato, però, proprio l’ESP (ExtraSensory Perceptions) che si concentra su tutti i tipi di informazioni ottenute al di fuori dei cinque sensi. Ed è proprio in un simile contesto che si inserisce la Vista Remota, al momento ritenuta un ibrido tra scienza e parapsicologia.

Ad aumentare l’alone di mistero che la circonda è la sua origine legata ad un segretissimo progetto condotto dalla CIA negli anni della Guerra Fredda, poi esternato da una serie di ex-agenti partecipi delle operazioni.

Il termine Visone Remota è stato introdotto da due parapsicologi, Russel Targ e Harold Puthoff nel 1974 .Pertanto, lo stato dell’arte, al momento, vede una prima serie di esperimenti scientifici, degli anni 60-70, che sembra abbia dato una serie di risultati positivi, non confermati, però, dagli studi più recenti, svolti in condizioni rigorosamente controllate.

Quindi la Visione Remota, resta, come tutti gli altri fenomeni di percezione extra sensoriale, una pseudo-scienza.

CHE COSA E’ LA RV.
A detta dei fautori della RV chi ne è dotato, è in grado di raccontare quanto sta accadendo in un luogo remoto o di descrivere in modo approfondito e dettagliato eventi e circostanze occorsi nel passato.

Le tecniche di insegnamento dell’RV si basano sull’idea che tali facoltà non si possono apprendere o trasmettere studiando, tuttavia si può imparare ad allenare e ad espandere le proprie facoltà percettive. È un po’ come avviene quando frequentiamo un corso di somellier: lentamente impariamo a riconocere ed affinare le nostre capacità visive, gustative ed olfattive.

I trainer di RV hanno, dunque, come obiettivo, di insegnare a trasferire le informazioni dal subconscio alla coscienza vigile, dove possono poi essere decodificate, rese comprensibili ed espresse con chiarezza.

Nell’ambito degli studi di RV ci sono due scuole contrapposte: l’una sostiene che non funziona, l’altra che funziona sempre.
Invero, entrambe le parti hanno ragione ed entrambe hanno torto.
Ci vogliono molta costanza, pazienza ed una lunga pratica ma alla fine, sempre secondo i sostenitori, i viewer più esperti possono ottenere dei risultati positivi fornendo descrizioni incredibilmente accurate e senza errori.
Le informazioni sembra che provengano da un campo di pure informazioni, non energia, detto “the Matrix”.

“The Matrix” pare sia dietro ogni processo energetico e che i normali strumenti non possano rilevarlo. Sembra sia nell’ambito del mitico, aristotelico etere mitico, che i fisici sanno esistere ma non riescono a rilevare sperimentalmente.
The Matrix è anche descritto come la conoscenza universale, collegata in piccola percentuale ad ognuna delle singole conoscenze individuali.
Non ha nulla a che vedere con la famosa saga cinematografica omonima, qui è semplicemente il pensiero universale che agisce con il personale, in una prospettiva molto olistica.

Così per i sostenitori della RV la coscienza originale ha un incalcolabile numero di connessioni al pensiero generale.
Ogni connessione è progettata per una determinata percentuale del tempo della Vita (intesa come la Vita in generale, non l’individuale).
Ogni connessione è legata ad uno specifico personaggio che vive l’esperienza di una singola vita, circondato da altre particolari entità, tutte contenute nel loro insieme nell’illusorio spazio/tempo chiamato “Realtà”.
Ed ancora, ogni individuo è in grado di entrare in contatto, tramite la propria connessione, con il pensiero generale, che contiene ogni dato di ogni singolo luogo ed esistenza, in ogni tempo.

La capacità di avvalersi di tali tecniche e di descrivere ogni cosa, in ogni momento, e qualsiasi persona o situazione, è la Vista Remota. Il temine “viewing”, invero non è molto corretto per descrivere il processo in atto in quanto i Remote Viewer oltre ad ottenere delle immagini, possono anche percepire odori, sapori, suoni, e molte altre sensazioni corredate da dati emotivi e concettuali.
Il “remote viewer” spesso lavora con una persona (tasker) che lo guida verso ciò che deve vedere (target).

Fondamentale è il fatto che il viewer non ha nessuna idea o conoscenza del luogo nel quale deve andare ossia è “cieco”. Potrebbe essere qualsiasi cosa, ovunque ed in qualsiasi momento.

Ciononostante, riesce a descrivere nel dettaglio tutti gli aspetti del target.
La RV è stata utilizzata per individuare persone rapite (come è capitato nel 1981 quando è stato rapito dalle Brigate Rosse un generale), per identificare il luogo preciso dive si sono schiantati aerei, per lo spionaggio internazionale.
Malgrado sia stata utilizzate per fini governativi, la RV, ammesso che esista, resta, comunque, una nostra facoltà personale.
E sebbene ci siano dati statistici che dimostrano quanto sia servita per azioni meritorie (ritrovare dispersi, rapiti,…) oltre che per altre di dubbia validità, resta il fatto che è un talento che ciascuno di noi potrebbe/dovrebbe sviluppare anche in un ottica di Wellthiness.



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Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT 
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