martedì 30 settembre 2014

Correlazione tra il nostro DNA e il cosmo




Dalla Russia la scoperta ufficiale



Molti maestri spirituali sanno già da tempo che il nostro corpo può essere programmato da lingua, parole e pensieri. Ora questo è stato scientificamente provato. Il DNA umano funziona come una specie di “Internet biologico“, ed è sotto molti aspetti superiore a quello artificiale. Nuove ricerche scientifiche in Russia, direttamente o indirettamente, spiegano fenomeni quali chiaroveggenza, intuizione, guarigioni spontanee e guarigioni a distanza, autoguarigioni, tecniche di affermazione, aloni di luce attorno alle persone e molto altro.

sabato 27 settembre 2014

Messaggio per i "bambini" Indaco, Cristallo e Arcobaleno







Si, sicuramente hai letto centinaia di siti web che ti dicono che sei speciale e che sei diverso, questo è un qualcosa che sai già.. questo è il tuo sentire da sempre.. da quando eri un cucciolo di uomo, ti guardavi intorno, guardavi la tua famiglia, i tuoi amici, le persone, osservavi il contesto in cui vivevi con altri occhi e sentivi dentro di te quel qualcosa di "estraneo" che non ti apparteneva. Sono certa che molte volte avrai pensato: "Ma perché si comportano cosi?!" - "Perché mi sento cosi diversa/o da loro?!!" ... " Perché sono qui?!"


Perché sei qua?

giovedì 25 settembre 2014

Lo stato emotivo trasmette informazioni




Contagio emozionale globaleIl cuore pulsa secondo una schema ritmico che riflette le emozioni che si stanno provando.



Se si tratta, per esempio, di frustrazione o ansia, il ritmo assume uno schema incoerente, mentre se si prova un sentimento di apprezzamento o sollecitudine, esso si configura secondo uno schema più coerente.

In questo modo, il vostro stato emotivo viene trasmesso nell’ambiente circostante, influendo anche sulle persone attorno a voi: costoro ricevono informazioni circa il vostro stato emotivo e voi, a vostra volta, siete influenzati da quello degli altri, che ve ne rendiate conto o meno.

mercoledì 24 settembre 2014

Salviamo l'ambiente mangiando in modo consapevole









Salviamo l’ambiente mangiando in modo consapevole
 Il mondo moderno industrializzato minaccia l’ambiente naturale in più e più modi. Di queste minacce, e di come porvi rimedio, si discute con passione da anni in vari ambiti. Ma viene sempre trascurato un fattore fondamentale: l’allevamento di bovini e altri animali per l’alimentazione umana. Intervista ad Angelica Garcia, Direttrice del Centro Universitario Emilio Cardenas in Messico …

L’allevamento su vasta scala, sia di tipo intensivo (in grosse stalle senza terra dove gli animali sono stipati, come accade in Italia), sia di tipo estensivo (i grandi ranch degli Stati Uniti, o i pascoli nei paesi del Sud del mondo) é chiaramente insostenibile dal punto di vista ecologico. Ormai, la metà delle terre fertili del pianeta viene usata per coltivare cereali, semi oleosi, foraggi, proteaginose, destinati agli animali. Per far fronte a questa immensa domanda – in continuo aumento, in quanto le popolazioni che tradizionalmente consumavano poca carne oggi iniziano a consumarne sempre di più – si distruggono ogni anno migliaia di ettari di foresta pluviale, il polmone verde del pianeta, per far spazio a nuovi pascoli o a nuovi terreni da coltivare per gli animali, che in breve tempo si desertificano.

Per consumo di risorse, latte e carne sono indiscutibilmente i “cibi” più dispendiosi, inefficienti e inquinanti che si possano concepire: oltre alla perdita di milioni di ettari di terra coltivabile (che potrebbero essere usati per coltivare vegetali per il consumo diretto degli umani), e oltre all’uso indiscriminato della chimica, vi é la questione dell’enorme consumo d’acqua in un mondo irrimediabilmente assetato, il consumo dienergia, il problema dello smaltimento delle deiezioni animali e dei prodotti di scarto, le ripercussioni sul clima, l’erosione del suolo, e ladesertificazione di vaste zone.

L’USO DI PRODOTTI CHIMICI

L’uso di prodotti chimici per l’agricoltura nei paesi più “sviluppati” é evidente dai dati statistici: in Germania, Giappone, Gran Bretagna, se ne usano pi˘ di 300 kg per ettaro, in Italia 104, mentre i consumi scendono a 35 in Cina, a 22 in Messico, a 7 in Bangladesh e a 1 in Nigeria.
I prodotti chimici comprendono fertilizzanti, pesticidi (che uccidono gli insetti nocivi per le colture) ed erbicidi (che uccidono le piante nocive): tutti inquinano il suolo, l’acqua e il cibo stesso. Dal 1945 ad oggi il consumo di pesticidi E’ decuplicato, mentre i danni provocati dagli insetti alle colture E’ raddoppiato.

Non si tratta di un problema legato solo all’agricoltura in sé e per sé, ma all’agricoltura finalizzata all’allevamento di animali: per quanto riguarda gli erbicidi, ad esempio, é indicativo il fatto che l’80% di quelli usati negli USA viene utilizzato nei campi di mais e di soia destinati all’alimentazione degli animali.

Il massiccio uso di fertilizzanti E’ dovuto soprattutto alla pratica dellamonocoltura, che risulta conveniente in quanto consente una industrializzazione spinta: vengono standardizzate le tipologie di intervento, i macchinari agricoli, le competenze e i tempi di lavoro. Se anziché alla monocoltura i suoli fossero destinati a coltivazioni a rotazione per uso diretto umano, non sarebbero necessari prodotti chimici, perché il suolo rimarrebbe fertile.

IL CONSUMO DI ENERGIA E RISORSE VEGETALI

Nel trasformare vegetali in proteine animali, un’ingente quantità delle proteine e dell’energia contenute nei vegetali viene sprecata: il cibo serve infatti a sostenere il metabolismo degli animali allevati, ed inoltre vanno considerati i tessuti non commestibili come ossa, cartilagini, frattaglie, e le feci.

Esiste il cosiddetto “indice di conversione”, che misura la quantità di cibo necessaria a far crescere di 1 kg l’animale. Ad un vitello servono 13 kg di mangime per aumentare di 1 kg, mentre ne servono 11 a un vitellone (un bue giovane) e 24 ad un agnello. I polli richiedono invece solo 3 kg di cibo per ogni kg di peso corporeo. Se si considera poi che l’animale non è tutta carne, ma vi sono anche gli “scarti”, queste quantità vanno raddoppiate.

IL RENDIMENTO DELLE PROTEINE ANIMALI E' ANCORA PIÙ BASSO.

Un bovino, ad esempio, ha un’efficienza di conversione delle proteine animali di solo il 6%: consumando cioé 790 kg di proteine vegetali, produce meno di 50 kg di proteine.

Oltre allo spreco di energia necessaria per il funzionamento dell’organismo, va contata l’energia necessaria per la coltivazione del cibo per gli animali e per il funzionamento degli allevamenti stessi.
Dal punto di vista dell’uso di combustibile fossile, per ogni caloria di carne bovina servono 78 calorie di combustibile, per ogni caloria di latte ne servono 36, e per ogni caloria che proviene dalla soia sono necessarie solo 2 calorie di combustibile fossile, un rapporto di 39:1 a sfavore della carne.

IL CONSUMO D’ACQUA

Il 70% dell’acqua utilizzata sul pianeta é consumato dalla zootecnia e dall’agricoltura (i cui prodotti servono per la maggior parte a nutrire gli animali d’allevamento). Quasi la metà dell’acqua consumata negli Stati Uniti è destinata alle coltivazioni di alimenti per il bestiame.

Gli allevamenti consumano una quantità d’acqua molto maggiore di quella necessaria per coltivare soia, cereali, o verdure per il consumo diretto umano. Dobbiamo sommare, infatti, l’acqua impiegata nelle coltivazioni, che avvengono in gran parte su terre irrigate, l’acqua necessaria ad abbeverare gli animali e l’acqua per pulire le stalle.
Una vacca da latte beve 200 litri di acqua al giorno, 50 litri un bovino o un cavallo, 20 litri un maiale e circa 10 una pecora.

Il settimanale Newsweek ha calcolato che per produrre soli cinque chili di carne bovina serve tanta acqua quanta ne consuma una famiglia media in un anno.

LE DEIEZIONI

In Italia gli animali da allevamento producono annualmente circa 19 milioni di tonnellate di deiezioni a scarso contenuto organico, che non possono essere usate come fertilizzante. Attualmente, lo smaltimento di questi liquami avviene per spandimento sul terreno, il che provoca un grave problema di inquinamento da sostanze azotate, che causa inquinamento nelle falde acquifere, nei corsi d’acqua di superficie, nonché eutrofizzazione nei mari.

Anche i farmaci somministrati agli animali possono passare nell’ambiente con i reflui e residuare nei suoli, nei vegetali, nelle acque e quindi negli alimenti di cui si ciba l’uomo, come le verdure o il pesce.

Calcolando il carico equivalente, ovvero trasformando il numero di animali in quello equivalente di popolazione umana che produrrebbe lo stesso livello di inquinamento da deiezioni, in totale, in Italia, gli animali equivalgono ad una popolazione aggiuntiva di 137 milioni di cittadini, cioé più del doppio del totale della popolazione.

LE RIPERCUSSIONI SUL CLIMA

Le conseguenze più drammatiche del consumo di latte e carne si verificano nel Terzo Mondo: il disboscamento operato per far posto agli allevamenti di bovini destinati a fornire proteine animali all’Occidente ha distrutto in pochi anni milioni di ettari di foresta pluviale.
Ogni anno scompaiono 17 milioni di ettari di foreste tropicali. L’allevamento intensivo non ne è la sola causa, ma sicuramente gioca un ruolo primario: nella foresta Amazzonica l’88% dei terreni disboscati é stato adibito a pascolo e circa il 70 % delle zone disboscate del Costa Rica e del Panama sono state trasformate in pascoli. A partire dal 1960, in Brasile, Bolivia, Colombia, America Centrale sono stati bruciati o rasi al suolo decine di milioni di ettari di foresta, oltre un quarto dell’intera estensione delle foreste centroamericane, per far posto a pascoli per bovini. Per dare un’idea delle dimensioni del problema, si pensi che ogni hamburger importato dall’America Centrale comporta l’abbattimento e la trasformazione a pascolo di sei metri quadrati di foresta.

Paradossalmente, questa terra non é affatto adatta al pascolo: nell’ecosistema tropicale lo strato superficiale del suolo contiene poco nutrimento, ed é molto sottile e fragile. Dopo pochi anni di pascolo il suolo diventa sterile, e gli allevatori passano ad abbattere un’altra regione di foresta. Gli alberi abbattuti non vengono commercializzati, risulta più conveniente bruciarli sul posto.

La geografa Susanna Hecht racconta che il 90% degli allevamenti di bestiame nella ex-foresta amazzonica cessa l’attività dopo circa otto anni, per ricominciare in altre zone. Si possono percorrere centinaia di chilometri di strada nella foresta amazzonica senza trovare altro che terre abbandonate dove cresce una vegetazione secondaria.

Nelle zone semiaride, come l’Africa, lo sfruttamento dei suoli per l’allevamento estensivo (i cui prodotti vengono esportati nei paesi ricchi) porta alla desertificazione, cioé alla riduzione a zero della produttività di queste terre. Le Nazioni Unite stimano che il 70% dei terreni ora adibiti a pascolo siano in via di desertificazione.

Anche alcune parti delle Grandi Pianure del “West” americano si stanno trasformando in deserto. Ampi fiumi sono diventati ruscelli o si sono prosciugati del tutto lasciando spazio a distese di fango. Dove prima vi erano vegetazione ed animali selvatici di ogni specie, oggi non cresce più nulla e non vi é più vita animale. L’allevamento estensivo di bovini Ë stato, e continua a essere, la causa di tutto questo.

L’IMPRONTA ECOLOGICA DELLA CARNE

L’impronta ecologica é un concetto elaborato negli anni novanta da Mathis Wackernagel per misurare l’impatto dei nostri consumi sulla natura. Tra i fattori che contribuiscono in maggior misura all’allargamento dell’impronta ecologica individuale riveste un ruolo critico la produzione di tutti i generi di proteine animali.

L’impatto delle coltivazioni di cereali e di leguminose destinate all’alimentazione degli animali è fortissimo in termini di erosione del suolo e di altre forme di danneggiamento, mentre la continua ricerca di nuovi pascoli pesa in modo determinante sulle foreste e sugli habitat naturali.

Ad oggi, secondo l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) il 36% di tutti i cereali prodotti al mondo viene impiegato per nutrire gli animali da carne e da latte, con differenze che vanno dal 4% in India, al 25% in Cina, al 65% negli Stati Uniti.
Inoltre, il Rapporto 2004 del World Watch Institute riporta che, valutando sia l’acqua utilizzata per irrigare le coltivazioni destinate al mangime che quella impiegata per la pulizia delle stalle, si giunge a una stima in base alla quale a ogni chilo di carne di manzo corrispondono 108 metri cubi d’acqua. Gli allevamenti sono strutture ecologicamente costose anche per la produzione di gas serra, dato che i ruminanti generano metano pari a un sesto delle emissioni globali.

IL CONSUMO DI CARNE E’ IN COSTANTE CRESCITA

I maggiori consumatori di carne siamo noi del Nord del mondo. Il World Resources Institute calcola che gli americani ne ingurgitano 122 chili a testa ogni anno, gli italiani 88 chili.

La Confederazione italiana agricoltori ha recentemente sottolineato una crescita del consumo di carne bovina del 6,8% negli ultimi due anni (4% nel solo anno scorso), con acquisti domestici di 400 mila tonnellate nel 2004, per un importo superiore ai 3,5 miliardi di euro.
Siamo al quinto posto in Europa per l’uso di carne bovina, dopo irlandesi, maltesi, danesi e francesi. Questi ultimi sono i principali esportatori di bovino nel nostro paese. Ma, secondo il Centro d’Informazione Carni francese, in tutto il continente non si riesce a soddisfare la richiesta di carne bovina, che arriverà presto dall’America Latina. Ed é proprio in quella zona del pianeta, ma non solo, che si sta assistendo al boom dell’allevamento e della monocultura di piante destinate al nutrimento di animali da tavola.

IL CASO HAMBURGER CONNECTION IN AMAZZONIA

Un caso esemplare é ciò che sta accadendo in Amazzonia. Il Centro Internazionale di Ricerca Forestale (CIFOR) ha recentemente denunciato un danno ambientale enorme e ha individuato negli allevamenti di bovini uno dei principali fattori responsabili della perdita di zone della foresta amazzonica brasiliana. Anche nell’ultimo anno sono infatti spariti intorno ai ventiquattromila chilometri quadrati di alberi, per una superficie pari alla Sardegna.

Il team di scienziati del CIFOR ha applicato al fenomeno amazzonico la definizione di Hamburger Connection, coniata nei primi anni ottanta dall’ambientalista statunitense Norman Myers per indicare nell’incremento rapidissimo delle esportazioni di carne dal Centro America verso le catene di fast food degli Stati Uniti una delle forze motrici dell’incremento della deforestazione di quella regione. Si stima che il Brasile sia oggi il primo esportatore mondiale di carne bovina, con un fatturato triplicato dal 1995 e un milione e 400 mila tonnellate esportate.

LA NUOVA FRONTIERA DEL MANGIME DI SOIA

Ma, stando agli ultimi rapporti finanziari, il vero e proprio oro verde delle Amazzoni è la soia. La coltura della leguminosa sta avanzando dalle zone di savana del centro-sud del Mato Grosso, dove si era attestata negli anni ottanta, verso una serie di territori amazzonici, nel nord di quello stesso stato ma anche in Roraima, Rondonia e nell’estremo sud dello stato di Amazonas e viene spinta dall’enorme sviluppo del suo mercato mondiale, dai prezzi eccellenti, dall’esistenza di significativi investitori stranieri e da alcuni grandi produttori locali.

Blairo Maggi, il governatore del Mato Grosso, é chiamato il “re della soia” in quanto é il maggiore proprietario mondiale privato di terreni di produzione di questo vegetale.
Nel 2004 il suo Maggi Group ha fatturato 600 milioni di dollari e prodotto 2 milioni di tonnellate di soia. Non si tratta di quella pianta il cui nome evoca eco-sostenibiltà e alimentazione sana, ma della monocultura della soia nella varietà utilizzata per i mangimi che, sull’onda della paura della BSE (Mucca Pazza), viene sempre più richiesta dalle nazioni ricche come sostituto delle farine animali. Maggi è stato anche fondamentale nella creazione di infrastrutture per lo spostamento dei raccolti.

La realizzazione di una rete di terminal fluviali per il transito e il carico di imbarcazioni, che da sole spostano l’equivalente di mille camion di soia, ha accorciato e reso più economico il trasporto, aumentando ancora l’attrattiva rappresentata da questa “nuova frontiera”.
Il governatore ha avviato la creazione di vie che tagliano il cuore dell’Amazzonia, favorendo l’apertura dell’autostrada BR-163 in costruzione tra Cuiaba, la capitale del Mato Grosso, al porto di Santarem.

In uno studio effettuato per il WWF, l’analista ambientale olandese Jan Maarten Dros sostiene che oggi la soia è il maggior responsabile diretto e indiretto della deforestazione. Diretto perché si sta convertendo la savana dalla sua naturale vegetazione in campi di soia, indiretto perché in questa regione molti allevamenti vengono rimpiazzati da coltivazioni della leguminosa da parte di agricoltori che affittano o acquistano la terra.

Ciò significa che gli allevatori tendono ad avanzare, continua Droos, in nuove sezioni della foresta, causando ulteriore disboscamento. Non bisogna dimenticare che il 75% della soia oggi viene destinata all’alimentazione animale.

L’ASPETTATIVA DI UN FUTURO CONSAPEVOLE

Che cosa si deve prevedere per il futuro? Entro il 2020 (e rispetto al 1997) il mondo in via di sviluppo aumenterà prevedibilmente del 50% la domanda di cereali complessiva, del 39% la domanda di cereali per l’alimentazione umana, dell’85% quella per l’allevamento, e del 92% la domanda di carne. Ciò corrisponderò a un incremento di circa l’86% della domanda globale di cereali e carne (Norman Myers e Jennifer Kent).

L’economista e sociologo Jeremy Rifkin rimarca che 800 milioni di persone soffrono la fame perché gran parte del terreno coltivabile del pianeta viene dedicato a farvi nascere foraggio e cibo per gli animali da carne.

La speranza é che le economie emergenti sappiano valutare e programmare modelli di crescita economica profondamente diversi da quelli occidentali. E che gli abitanti del Nord del mondo si rendano conto di come le loro scelte alimentari presentino conseguenze per la struttura sociale mondiale, per la salvaguardia dell’ambiente e per la loro salute individuale.
La schiera delle persone che decidono di modificare la propria alimentazione a vantaggio della propria salute, ma anche come opzione consapevole nei confronti del pianeta e di chi vive in situazioni geografiche più svantaggiate aumenta sempre più e crescono le pubblicazioni, i luoghi e le opportunità in cui approfondire i vari aspetti di una scelta alimentare responsabile.


(Articolo di Claudio Ferrarini
http://claudioferrarini.wordpress.com/2012/09/08/salvate-lambiente-mangiando-verde/)



Per quanto riguarda il consumo di carne e pesce, nell’articolo non viene fatta menzione degli altri molteplici danni e ripercussioni che tali “alimenti” hanno sulla nostra salute. Infatti il consumo di carne e pesce è scientificamente provato che è la causa di gravissime malattie come ilcancro e le malattie cardiovascolari, e di tante altre patologie in aumento esponenziale. Nell’articolo infatti viene riportato che il consumo di carne è in netto aumento, soprattutto nei Paesi industrializzati, ed è proprio in questi Paesi che assistiamo, giorno dopo giorni, ad uno spaventoso aumento di gravi malattie. Basti pensare che le statistiche riportano che oggi 2 persone su 3 si ammalano di cancro. Pertanto la nostra salute è strettamente collegata anche al nostro modo di alimentarci .


Questo articolo può essere condiviso e divulgato rispettando il lavoro svolto citando la fonte dello stesso Blog e le relative fonti esterne citate dallo stesso.
Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT


(Fonte: http://laviadiuscita.net/salviamo-lambiente-mangiando-in-modo-consapevole/)

martedì 23 settembre 2014

Sequenze di numeri dai nostri Spiriti Guida e flussi astrologici


Sequenze di numeri dai nostri Spiriti Guida e flussi astrologici




Ci sono determinati numeri che vi appaiono in modo sincronico, come 222, 333, 444, 1234, e 11 11 : i seguenti numeri vengono utilizzati dal nostro Spirito guida per guidarci nel nostro cammino spirituale . Queste visualizzazioni sono segni che ci indicano come proseguire nella strada del percorso di crescita spirituale.

Come nella numerologia, lo studio dei numeri è  il modo in cui essi riflettono certe attitudini e tendenze caratteriali, come parte integrante del piano cosmico. Ogni lettera ha un valore numerico che fornisce una relativa vibrazione cosmica . La somma dei numeri nella vostra data di nascita e la somma del valore derivato dalle lettere del nome forniscono una interrelazione di vibrazioni. Questi numeri mostrano la personalità della persona, lo scopo nella vita ed i talenti che si celano nell'individuo.

sabato 20 settembre 2014

Fenomeno ORBS : Tutto quello che serve sapere


Fenomeno ORBS
Cosa sono? (Varie teorie e ricerche scientifiche)





Rispondere a questa domanda può essere semplice, ma poi per cercare di rispondere in modo completo ed esauriente la risposta diventa sempre qualcosa di complesso.

O.R.B.S. non è una parola che ha uno specifico significato, è un acronimo inglese e per intero significa Orbital Reduction Ball Shine, che tradotto in Italiano suona così: Piccola Palla Orbitale Brillante.

Il nome non rende giustizia al fenomeno, molto probabilmente è stato un nome scelto quando le ricerche serie sul fenomeno non erano ancora state effettuate e si è scelto in maniera popolare un nome in base alle impressioni date dall'impatto visivo del fenomeno.

Per quanto ci riguarda, dopo tutte le nostre scoperte il nome che renderebbe giustizia a questo fenomeno sarebbe: Sfere Elettromagnetiche a Fotosensibilità Variabile, che in Inglese suonerebbe così: Electromagnetic Spheres with Variable Photosensitivity. Un acronimo della cosa potrebbe essere E.S.VA.P. o Esvap.

giovedì 11 settembre 2014

Il significato dei numeri



SIGNIFICATO SPECIFICO DEI NUMERI
I numeri racchiudono il codice segreto per interpretare l’universo.




 La valenza simbolica dei numeri è data dal loro valore qualitativo e dalle interazioni con tutti gli altri elementi strutturanti l’universo.Tutte le componenti dell’universo sono caratterizzate da una sequenza numerica che stabilisce il rapporto con tutto ciò che la circonda.

giovedì 4 settembre 2014

La tua leggenda personale



La tua leggenda personaleTratto da L'Alchimista di Paolo Coelho



Nel romanzo L’Alchimista, lo scrittore brasiliano Paulo Coelho (classe 1947) racconta di un giovane pastore itinerante che incontra un vecchio Alchimista, il quale gli conferma che il tesoro da lui sognato esiste davvero, in Egitto, presso le Piramidi e che lo troverà se si impegnerà ad ascoltare il suo cuore. Il giovane intraprende dunque questo viaggio, reale e simbolico, che lo porterà a vivere molte avventure ed a diventare ricco. La ricchezza e poi l’amore però non lo distoglieranno dalla ricerca del suo tesoro, che alla fine infatti troverà, compiendo così la sua ‘leggenda personale’.

La leggenda personale è dunque, per Coelho, quello che si è sempre desiderato fare, sin dalla propria gioventù. Nel primo periodo della vita infatti, tutto è chiaro, perché tutto appare possibile e i giovani non hanno paura di sognare e di desiderare di raggiungere i loro obiettivi.

«La tua Leggenda Personale è quello che hai sempre desiderato fare. Tutti, all’inizio della gioventù, sanno qual è la propria Leggenda Personale.In quel periodo della vita tutto è chiaro, tutto è possibile e gli uomini non hanno paura di sognare e di desiderare tutto quello che vorrebbero voler fare nella vita.

martedì 2 settembre 2014

Come vedere e interpretare l'aura (energie)




Vedere e interpretare l'aura



Questa esercitazione è destinata a coloro che vogliono vedere per la prima volta l'aura e/o per esercitarsi per vedere le aura altrui.
La scelta delle circostanze è importante: non soltanto vedete al meglio l'aura, ma anche otterrete una riservatezza su cosa andrete a vedere.


Situate la persona davanti una parete bianca molto morbida. Una priorità bassa del colore cambierà i colori dell'aura, tale da avere bisogno della conoscenza supplementare sulla combinazione dei colori. Alcune combinazioni di priorità bassa e di colori dell'aura possono causare problemi di interpretazione errata.

Scegliete un punto da guardare: in mezzo alla fronte è ottimo. E' la posizione cosiddetta chakra della fronte o terzo occhio. In alcune culture (India) mettono un simbolo sulla fronte. Un tale segnale nei periodi antichi significava l'invito ad osservare e vedere l'aura.

lunedì 1 settembre 2014

Comprendere lo scopo della propria vita




Qual'è lo scopo della mia vita?



Noi non siamo il nostro corpo, non siamo le nostre emozioni, non siamo la nostra mente e nessuna delle strutture e delle restrizioni che sperimentiamo intorno a noi.

Noi siamo una parte infinita della Forza divina, che in noi ha assunto le forme fisiche per sperimentare una specifica evoluzione spirituale attraverso quella scuo- la chiamata “vita di tutti i giorni”.

Quando siamo entrati nella dimensione terrena l’energia, che e` il nostro vero Io, ha lasciato la sede nel livello piu` alto della pura luce ed e` entrata di sua volonta` nel corpo in cui siamo adesso. Ciascuno di noi ha scelto la sua vita: perche ́ proprio quella gli offriva la possibilita` di fare un passo avanti lungo il percorso infinito della sua evoluzione, e perche ́ quella vita gli permetteva di espandere cio` che egli e` spiritualmente, in modo da farlo diventare un’espressione ancora piu` grande dell’infinita forza vitale.

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