Questo blog rappresenta un diario di viaggio. Tenta di donare spunti per entrare in contatto con voi stessi.
E' importante ricordare sempre che le nozioni apprese dall'esterno sono solo un input e che le risposte sono da sempre presenti in voi.

sabato 31 maggio 2014

Il simile attrae il simile - Relazioni e fisica quantistica

La legge di attrazione e risonanza

Il simile attrae il simile





“Vi è una verità elementare che concerne ogni iniziativa e ogni creazione e l’ignorarla sopprime innumerevoli idee e i più splendidi progetti: non appena ci si impegna in maniera definitiva, anche la Provvidenza si mette in moto.

Accadono moltissime cose che ci vengono in aiuto e che non si sarebbero altrimenti verificate.

L’intero succedersi degli eventi scaturisce da quella decisione, provocando, a nostro favore, ogni sorta di fatti, di incontri, di aiuti concreti che nessun uomo immaginerebbe mai di trovare sulla propria strada”.


W.H.Murray, The Scottish Himalayan Expedition







Moltissimi grandi uomini di primo piano nella storia dell’umanità, tra cui Einstein, Newton,Platone, Socrate, Aristotele, Edison, Galileo, Leonardo, Shakespeare e molti altri, erano a conoscenza di come la realtà sia governata da leggi universali assolutamente imparziali e costantemente in funzione, ma che i più ignoravano.

Ovviamente tutti i grandi mistici ne conoscevano il funzionamento e questi più degli altri, hanno tentato di divulgarne l’esistenza e le modalità di applicazione.
L’uomo è l’unico animale in grado di pensare e di “vedere” con gli occhi della mente cose e situazioni che non ha mai vissuto. L’uomo è il solo animale ad essere dotato della capacità di “immaginare”.Questo perché la mente umana non ha solo la funzione di magazzino e di archivio di dati e di informazioni, ma è uno strumento che consente all’essere umano di evolversi, ed è il principale strumento che permette all’uomo di influenzare gli accadimenti che verranno, modificando di fatto la realtà che lo riguarda.



Secondo la fisica quantistica due cose che vibrano insieme hanno maggiore energia rispetto a due che vibrano fuori fase e in tal caso non hanno energia. Quando sei attratto da un'altra persona è come se tu e l'altro foste, in un certo senso, vibranti in fase ed ognuno di voi è energizzato di più della semplice somma della vostra energia separata - è 4 volte l'energia di ogni individuo. Con 3 persone sale a 9 volte e così via.

Quindi,per esempio,quando ad un concerto grandi folle oscillano insieme è perché i presenti sono gli uni enormemente energizzati dagli altri, che si trovano in un simile stato mentale. Così il concerto si eleva, come pure il sentimento in chiesa alla domenica e così via.


Con la meta fisica quantistica si riconosce che ci sono molti livelli di mente che devono essere coordinate al fine di giungere ad una materializzazione fisica nel mondo materiale, si riconosce che la mente è un campo di energia e che tutto ciò che è fisicamente manifesto nella vita è anche un campo di energia.



Nella meta fisica quantistica si riconosce che non c'è separazione di campi di energia tra l'energia della mente e tutti gli altri campi di energia che si materializzano nell'universo fisico, si riconosce ulteriormente che il campo di energia della mente è in grado di connettersi con gli altri campi di energia di alterarne o modificarne l'energia di materializzazioni già esistenti.Nella meta fisica quantistica si percepisce che la mente sia su un livello superficiale e proietta fuori di sé nella manifestazione fisica ciò che crede e si concentra su un periodo di tempo.

In altre parole come un magnete si può disegnare tutto ciò che viene messo nella nostra coscienza su base giornaliera, sia essa positiva o negativa attirando e attingendo dalle energie invisibili al lavoro oltre i nostri cinque sensi. Il simile attira il proprio simile secondo i principi della fisica, in questo modo la chiave è quello di concentrarsi su che cosa è che si vuole manifestare nella vita, non su ciò che si vuole evitare. Nella nostra mente ci sono vari livelli di energie che sono in un processo di lavoro per la materializzazione fisica. Comprendere queste verità, anche se non possiamo vedere le varie fonti di energia, come le varie onde di energia elettrica, le onde radio, le onde dei cellulari, eppure usiamo queste energie ogni giorno nella nostra vita. L'energia della mente può essere utilizzata per la manifestazione fisica delle cose e modificarne gli eventi.

Se ci alziamo ad un frequenza che ci fa sentire felici (attraverso pensieri felici) - questa frequenza felice poi attrae cose che ci rendono felici soprattutto se le visualizziamo mentre siamo in quella frequenza?

Attrarremo altri che sono sulla nostra lunghezza d'onda e respingeremo chi non lo è. Quindi sii attenta a che cosa porti nel mondo. Se giochi una carta falsa, attrarrai quelle persone che pensano e sentono allo stesso modo. Cammina come parli. Sii onesta. Di la verità al meglio che la conosci.




La legge di risonanza - Il simile attrae il simile


La legge di risonanza è certamente una delle Leggi Universali più interessanti, ma allo stesso tempo, tra le meno indagate dall’essere umano.
Nonostante molti la ignorano, questa legge resta immutabile, imparziale, e agisce sempre, indipendentemente dal fatto che ne siamo consapevoli o meno.
Per capire come funziona questa legge, dobbiamo prima sapere che il nostro corpo non è altro che energia, questa stessa energia viene trasmessa con una certa frequenza vibratoria, pertanto bisogna accettare il fatto che tutti noi emaniamo frequenze vibratorie in continuazione! Del resto tutto l’Universo e lo stesso nostro pianeta Terra, sono costituiti da vibrazioni energetiche.

Come ho già detto, tutti noi (nessuno escluso) emettiamo delle vibrazioni nello spazio che ci circonda, anche attraverso i pensieri, le emozioni, gli stati d’animo; tutto emette di continuo una vibrazione. Ed è a questo punto che entra in gioco la legge di risonanza, in quanto ogni vibrazione non fa altro che attrarre verso di noi situazioni e persone che hanno la stessa frequenza vibratoria. Il concetto, per semplificarlo, lo si può paragonare ad una radio impostata a ricevere in frequenza FM, la stessa non riceverà del segnale in AM, proprio per la legge di risonanza.

Questa legge fa sì che nella nostra vita (anche in questo momento) ci circondiamo di ciò di cui abbiamo bisogno per evolverci nel nostro cammino evolutivo. Se il nostro mondo esteriore fa schifo, è perché molto probabilmente risuoniamo da schifo. Quindi non deve sembrare paradossale pensare che abbiamo ‘richiamato’ noi un partner che non amiamo e/o un lavoro che non ci piace; perché la legge di risonanza non sbaglia mai


Noi attiriamo inconsciamente ciò che è utile per ampliare la nostra coscienza, e nella misura in cui noi ci evolviamo interiormente, cambiano anche le persone e le situazioni che attiriamo a noi dall’esterno.

Le persone che sono un lamento continuo, con una mentalità pessimista e negativa, secondo voi, con cosa possono risuonare se non con eventi e persone simili?? Un partner tremendamente geloso nel rapporto di coppia, attrarrà verso di sé un partner che metterà a dura prova questa sua gelosia. Allo stesso modo, una persona attaccata al denaro, riscontrerà nella vita delle situazioni che metteranno in risalto questo sua morbosità verso le cose materiali.

In pratica risuoniamo, ovvero attraiamo, persone e situazioni che inevitabilmente fanno emergere aspetti di noi che NON vorremmo sapere, in quanto ci causano irritazione, disagio e frustrazione. Come dico sempre, l’esistenza ci vuole bene, e attraverso questa sua legge ci permette di attirare le giuste disgrazie per farci comprendere le lezioni della vita; affinché finalmente impariamo ad Amare noi stessi e gli altri per come realmente siamo.

Il problema delle persone sta nel fatto che attraggono situazioni, circostanze e persone in modo INCONSCIO invece di farlo CONSAPEVOLMENTE!In realtà la gente sta dormendo, ovvero non sta vivendo la propria vita, ma sta soltanto subendo tutto ciò che gli accade. Ecco perché, la maggior parte degli esseri umani, focalizza la propria attenzione solo sui problemi quotidiani da risolvere e lamentandosi in continuazione delle cose che non vanno per il verso giusto. In questo modo, si attraggono altri problemi e circostanze che vi faranno sentire infelici.


Per uscire da questa prigione, e far in modo di sfruttare questa legge universale a nostro favore, in maniera consapevole,dobbiamo acquisire una sicurezza interiore che non ci renda succubi delle situazioni circostanti.


Le leggi universali sono nostre alleate, non sono nemiche da sconfiggere. Vanno conosciute, interpretate e applicate. Richiedono un grande sforzo interiore, un lavoro su sé stessi, affinché possiamo letteralmente cambiare il modo di “vedere” il mondo che ci circonda. Possiamo cominciare da subito, iniziando a trasmettere consapevolmente le vibrazioni che emettiamo.

Tutte le persone che reputiamo ‘malvagie’ e le situazioni che ci procurano fastidi, sono in realtà solo messaggeri che ci rendono visibile l’invisibile. Chi riesce a percepire tutto questo ed è disponibile ad assumersi in prima persona la responsabilità sul proprio destino, perde ogni paura di fallimento nella propria vita.

Bisogna osare, ci vuole molto coraggio, ma dobbiamo ritrovare l’identità, la nostra individualità. In caso contrario, saremo sempre più schiacciati dalla nostra personalità e dal nostro Ego, risuoneremo assieme a quella massa di individui sempre più spenti, sempre più globalizzati, sempre più lamentosi, sempre più schiavizzati e, guarda caso, anche sempre più ammalati.





Legge di attrazione - il simile attrae il simile

Sappiamo che i pensieri e le visualizzazioni sono energia. Si creano delle forze che vengono da dentro di noi. Questi pensieri e la visualizzazione attirano l'energia che vibra nella stessa frequenza. Secondo la Legge di Attrazione, questo principio è chiamato il simile attrae il simile.
I nostri pensieri attirano gli altri a noi e le persone a loro volta vengono attratte dai nostri pensieri. Dopo tutto, tutte le persone e tutte le cose che ruotano intorno a noi sono i riflessi del mondo dentro di noi, del nostro atteggiamento e pensiero abituale.

I pensieri simili si attraggono. La legge di attrazione non solo attrae cose materiali o eventi, la legge di attrazione attrae anche le persone e le relazioni.

Le persone positive vedranno e attireranno altre persone positive. Le persone negative non attireranno le persone positive e viceversa quelle positive non attireranno a sé persone negative.

Quindi, cambiare la coscienza interiore nel mondo e la Legge di Attrazione lavorerà per portarvi le persone desiderate.


Le modalità d’azione del tuo magnete sono quattro:


Attirare ciò che è simile
Attirare ciò che è simile (Tu attrai quello che è simile o uguale a te oppure te ne senti attratto) Quando attrai nella vita una persona con cui hai molte cose in comune ti senti bene e capisci subito perché vi siete incontrati. Le affinità ci danno una sensazione di intimità,che a sua volta ci trasmette quel senso di sicurezza, protezione e pace a cui quasi tutti anelano. “Ogni volta che noti un affinità hai la percezione di te stesso. E ogni volta che decidi di amare l’altro per quella qualità, ami un po’ di più anche te stesso.”

Attirare ciò che è opposto
Attirare ciò che è opposto (Attiri l’opposto di quello che sei o te ne senti attratto).
Quando attrai una persona per molti aspetti diversa da te, forse ti domandi cosa vi ha fatto incontrare. Dopotutto la sensazione di intimità, comprensione o sicurezza che ti trasmette è minore di quella che puoi provare accanto a una persona che ha molte qualità simili alle tue. Un attrazione di questo tipo può avere due cause: o la persona in questione integra in maniera perfetta le tua caratteristiche oppure rappresenta una provocazione costante. “Ogni volta che noti una differenza rispetto a un’altra persona puoi sentire a che punto sei. E ogni volta puoi decidere in che direzione evolverti, acquisendo un po’ di forza in più.

Attirare ciò che rifiutiamo
Attirare ciò che rifiutiamo (Attrai esattamente quello che vorresti evitare ad ogni costo).
Il fatto che nella tua vita si ripresenti di continuo qualcosa di cui faresti volentieri a meno, sotto forma di persone o situazioni, è una seccatura da un lato, ma dall’altro è un occasione assolutamente perfetta per scoprire la presenza nel tuo magnete del tema che ne è la causa. Ciò che rifiuti evoca in te sensazioni e immagini forti, ed è proprio per questo che lo attiri con particolare intensità. Quelle sensazioni e immagini sono il contenuto del tuo magnete da cui gli altri si sentono attratti. “Ogni pensiero e sentimento con cui rifiuti o giudichi qualcuno o qualcosa fa sì che il tuo magnete li attragga con intensità ancora maggiore.”

Attirare un “miracolo”
Attira un “miracolo”: (Attiri qualcosa di inspiegabile, sorprendente e nuovo. Magari lo definisci un miracolo).Ogni volta che nella tua vita si manifesta qualcosa di simile a un miracolo, le tue convinzioni su di te e sulla tua esistenza vengono scosse nelle fondamenta. Cerchi di capire il miracolo che però è incomprensibile. Prenditi un po’ di tempo e ricordati quando hai vissuto un ‘esperienza di questo tipo. Magari volevi ottenere assolutamente qualcosa, forse eri alla ricerca di un partner o stavi lottando da un tempo contro o per qualcosa. O forse stavi cercando di convincere qualcuno di qualcosa? Più ti davi da fare e più l’impresa ti sembrava ardua. E quando hai deciso che non aveva senso continuare ad agire, quando già stavi per lasciare perdere e abituarti all’idea che dopotutto la vita sarebbe andata avanti anche se quella cosa non si fosse verificata…. Quello che desideravi è successo. E ti è arrivato per vie completamente diverse da quelle che ritenevi possibili. “Ti piacciono i miracoli? Inserisci nel tuo magnete il senso della resa e non aspettarti nullla. E se proprio vuoi aspettarti qualcosa, aspettati un miracolo.






" Non è il materiale a creare l'opera d'arte, ma la sua nostalgia e la tua immaginazione. E a volte la vera opera d'arte non è quella che pensi". 
Il globo solare, fattosi nel frattempo rosso scuro, si specchiava come un punto luminoso negli occhi dell'uomo. "Prima di morire, mia nonna mi rivelò uno dei suoi segreti: mi disse che in ognuno di noi c'è qualcosa che attira persone e avvenimenti come un magnete. Le nostre aspirazioni sono parte di questo magnete".
Riprese il mucchietto di argilla e cominciò a plasmarlo delicatamente con due dita, come se lo stesse accarezzando, proprio come faceva sempre anche lei.
"La persona che vorremmo al nostro fianco è qualcuno in grado di vedere quello che noi 
vediamo", prosegui l'uomo. "Qualcuno che senta ciò che noi sentiamo, qualcuno a cui non abbiamo bisogno di spiegare cosa sappiamo, pensiamo o proviamo". 
Mia nonna mi disse che questa persona mi sta già aspettando da qualche parte e ha dentro di sé la mia stessa nostalgia. Queste parole mi furono di una certa consolazione, ma cosa avrei dovuto fare per incontrare questa persona?"
Modellò la seconda ala del gabbiano, che lentamente assumeva la forma di un uccello in fase di atterraggio, un istante prima di toccare il suolo.
"Mia nonna mi spiegò che una parte ulteriore del segreto consiste nel fatto che quelle due persone si sarebbero potute incontrare solo quando avessero smesso di cercare. Solo allora i loro cuori sarebbero riusciti a sentirsi". 

tratto da "Il progetto segreto della tua anima"






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mercoledì 28 maggio 2014

Imparare a dire di NO per non dipendere da nessuno

Imparare a dire di NO 


 


L'autostima del "Guerriero spirituale" non è la stessa cosa dell'autostima di una persona ordinaria.

La persona ordinaria cerca la sicurezza nell'approvazione degli altri e chiama questo "autostima".
Il "Guerriero spirituale" cerca di essere impeccabile ai propri occhi e chiama questo "umiltà".
La persona ordinaria è legata all'opinione degli altri, il "Guerriero spirituale" è legato solo all'Infinito.

Carlos Castaneda, "Tales of Power"




Spesso a farci dire sì, quando invece vorremmo dire no, è la paura di deludere l'altro. Cosa si nasconde dietro questa disponibilità incondizionata, che in realtà ci mette a disagio?

L'insicurezza che porta a dire sempre di sì


"Perché non riesco a dire di no? Mi accorgo di dire sì e fare fatica a rifiutare, quando invece sarebbe spontaneo farlo". Sono pensieri che fanno le persone che sono super disponibili, al punto da restare imprigionate nel loro stesso comportamento, che da essere positivo e aperto verso gli altri, si trasforma in una gabbia.
Perché accade questo?

"Alcune persone manifestano una costante insicurezza o un atteggiamento dubbioso verso gli altri che porta loro a dire di sì, quando invece vorrebbero dire di no - sostiene lo specialista di psicologia clinica, Prof. Roberto Pani - “tendono ad aderire alla volontà dell’altro in un modo non impegnativo.

Immaginiamo che la mente si muova in un contesto inconsapevole, all’interno del quale il soggetto deve come non deludere l’altro”.


L'eccessiva disponibilità è un modo per non deludere

Le persone che fanno fatica a dire no, quando esprimono un diniego, possono sentirsi a disagio “perché è come se esistesse un conflitto tra un desiderio autentico (di esprimere la propria volontà, il sì) e l’interlocutore interno interiorizzato, rappresentato dal Super Io – nel linguaggio freudiano – che, invece impone di assecondare la volontà dell’altro”.

In altri termini, è come se si fosse guidati da un censore interno, molto rigido e poco malleabile.

"Sarebbe opportuno che la nostra disponibilità verso gli altri fosse molto forte, ma non così rigida da costringerci a piegarci alle volontà degli altri. In questo modo rischiamo di indebolire la nostra posizione affettiva verso gli altri, rovinando il modo con cui ci relazioniamo ad essi". È un po' come mostrarsi sempre deboli e mai assertivi, rischiando l'infelicità.

Dire sempre di sì è un modo per illudermi che gli altri mi vogliano bene: poiché presto sempre ascolto alle richieste dell’altro non si può mai dire niente contro di me.
Ha un’origine lontana, l’incapacità di dire di no. «Nasce nelle persone che hanno subito nell’infanzia dei ricatti affettivi», spiega Leonardo Milani dell’lstituto di psicologia del benessere di Ferrara. «In chi, insomma, non ha ricevuto un amore incondizionato, ma subordinato a un gesto, a un’azione. Tipo: “smetti di piangere, se no la mamma va via” o “se non vieni qui il papà non ti vuole più bene”». Per ottenere amore sono quindi abituati a rinunciare ai propri desideri. «Una ferita infantile che viene memorizzata dall’amigdala, il nostro “archivio emotivo”, una parte del cervello che registra gli stati d’animo. Ogni volta che si ripresenta una situazione simile, lo schema si ripete: e dire di no sembra impossibile». L’autostima di queste persone è costruita quindi solo sull’approvazione degli altri. Risultato: più che dei protagonisti della vita sono dei «portaborse». «Per uscire da questa impasse si può ricorrere alla meditazione», dice lo psicologo. Con degli stati di rilassamento guidati si può imparare a visualizzare il proprio valore, che non dipende né dalle opinioni degli altri né da ciò che riusciamo a fare. E’ l”autostima spirituale”, quella interiore. Aiuta a capire che si può dire di no senza ferire l’altro. Anzi, suscitandola sua ammirazione».

Per essere felici bisogna possedere una buona dose di autostima.
Per conquistare l’autostima, è necessario raggiungere l’indipendenza psicologica dai giudizi degli altri.
Finchè continueremo a credere “bovinamente” ai giudizi delle persone che ci circondano ed a lasciarci condizionare solo dai loro punti di vista, la strada verso la felicità sarà sempre in salita.

Per aiutarvi a capire meglio di cosa sto parlando, di quanto le opinioni e gli stati d’animo degli altri rappresentino spesso il motivo della nostra infelicità, vi lascio coinvolgere da due brani tratti dal bellissimo libro del religioso Anselm Grun: “Autostima ed accettazione dell’ombra” .



“Molto spesso le persone che hanno una scarsa stima di sè non hanno il coraggio di esprimere la propria opinione: preferiscono adattarsi. Prima, durante un discorso, vogliono vedere qual è l’opinione prevalente; poi portano avanti lo stesso punto di vista. Non hanno il coraggio di dire di no, se qualcuno chiede loro qualcosa. Vogliono essere amati da tutti. Ma poiché vogliono accontentare tutti, restano insignificanti e alla fine non trovano nessuno che voglia veramente essere loro amico. A furia di voler accontentare tutti, perdono essi stessi la ragione della loro vita.
La causa dell’atteggiamento di chi si adatta è da attribuire al fatto che si riceve autostima dall’approvazione e dalla stima degli altri. Ci dobbiamo guadagnare l’accettazione degli altri. Da bambini non si sperimenta mai il fatto di essere accettati grazie al nostro sé. Siamo accettati solo a condizione di essere bravi e di adattarci. In questo modo cerchiamo di adattarci e di renderci amabili a tutti.

Questa però non è vita, ma sopravvivenza.
Persone di questo tipo vivono sempre nella tensione di essere accettate o meno dagli altri: poiché esse stesse non si accettano, sono sempre concentrate sul fatto di essere accettate dagli altri, per poter così sperimentare il loro diritto di esserci. E hanno sempre paura di essere rifiutate: esse riferiscono tutto ciò che vedono a sé stesse. Pensano che gli altri parlano e ridano di loro. Poiché esse stesse non si accettano, pensano che anche gli altri non le accettino. Tuttavia il loro più struggente desiderio è di essere finalmente accettate, di poter finalmente valere agli occhi degli altri. Un comportamento che ricerca l’approvazione è davvero una vita di livello ridotto: ci si deve sempre adattare agli altri; si ha paura di esprimere la propria opinione, perché potrebbe essere derisa."
In particolare su quest’ultima frase vi invito ad un’attenta riflessione: se noi lasciamo dipendere i nostri successi, i nostri stati d’animo, la nostra felicità o infelicità da quello che gli altri pensano di noi, non stiamo vivendo, ma soltanto accettando di trasformarci da persone a cose in balia delle decisioni delle persone che ci circondano.
Impariamo a dire no, quando è solo la paura ad imporci di dire si! Per tutte volte che la diamo vinta ai nostri interlocutori infatti, pagheremo un prezzo altissimo con la nostra interiorità. La maggior parte delle problematiche psicologiche è appunto il frutto di frustrazioni ed insoddisfazioni di questi tipo.

Non valorizzare e declinare i nostri desideri e le nostre aspirazioni non è altruismo.

Perfino generosità, disponibilità ed altruismo devono avere radici profonde in una terra fertile alimentata da una grande quantità di autostima, che se invece manca, ci renderà svogliati anche in gesti filantropici, e quest’ultimi cederanno in poco tempo il posto ad invidia ed insoddisfazione profonda.


Agire sul corpo per modificare la psiche

E' il principio su cui si basa la terapia psicosomatica. Perché ogni emozione, ogni pensiero ogni idea ha un suo corrispettivo simbolico in un’area del corpo. La psiche attraverso i neuroni, e sotto forma di impulsi bioelettrici, raggiunge infatti il sistema muscolare, modificandolo. «Chi è colpito dalla “sindrome del sì”, per esempio, si sente affettivamente dipendente dagli altri. Ha quindi una bassa energia muscolare e spesso si rifugia nel cibo», spiega Angelo Musso, autore di Carattere e salute (Centro scientifico editore). «Il suo sogno ? Amare ed essere amato da tutti. Per questo nella tipologia psicosomatica questo carattere è definito come “affettuoso”. Non a caso nella vita a due queste persone non sono mai in grado di separare la componente sessuale da quella affettiva. Il loro problema è donare completamente, senza però essere capaci di amare davvero se stessi». La soluzione:capire che l’affettività è una componente importante. Ma non l’unica. E riscoprire così le proprie potenzialità, smettendo di vivere «attraverso» gli altri. Come? «Rinforzando i muscoli delle gambe e ricorrendo alla digitopressione: si scoprirà così il piacere di camminare da soli, di essere indipendenti. E poi, imparando a liberare la rabbia repressa battendo ritmicamente mani o piedi prima di coricarsi».

Un pensiero magico, quasi superstizioso: è quello usato da alcune persone colpite dalla «Sindrome del si». «Sono convinte che rifiutare un favore possa avere consegueme disastrose. Dire di si diventa allora quasi un rito propiziatorio», spiega Giorgio Nardone, docente all’Università di Siena e autore di Terapia breve strategica (Cortina). Per liberarsi da questo schema mentale si possono allora utilizzare dei semplici «contro-rituali»: permettono di modificare il comportamento senza che il soggetto, all’inizio, ne sia davvero consapevole. «I cambiamenti più profondi non avvengono con le spiegazioni razionali. Ma sperimentandoli più volte. Un esempio? Prima di dire per l’ennesima volta “sì”, suggerisco di giocare con la sorte, tirando una moneta. Sarà allora “il caso” a decidere. Risultato: se esce il “no”, la persona non si sentirà in colpa. E sperimenterà le proprie risorse. Imparando lentamente ad opporsi da sola». Ma l’obiettivo è scardinare anche un’altra falsa credenza: dimostrare che chi esprime il proprio dissenso ottiene più (e non meno) consensi. Come? «Cominciando a dire dei “no” mascherati: “potrei farlo, ma non so se ho tempo”; “mi piacerebbe dirti di sì, ma forse non sarei in grado”. Basta fare questo “esperimento” per pochi giorni per scoprire di essere diventati più desiderabili: perché nessuno stima davvero chi si annulla» 


Suggerimenti per migliorare questo comportamento

“Rendersi conto delle ragioni storiche di questo comportamento verso gli altri è senz’altro un primo passo che consente di essere autentici nelle relazioni.

- Essere consapevoli di dire sì, quando invece si vorrebbe esprimere un rifiuto, come se fosse un atteggiamento automatico.
- Imporsi quasi di esprimere i propri desideri
- Rischiare di deludere e dire di no piuttosto che coltivare questo bisogno continuo di non deludere l'altro.
- Cominciare a dire no nelle piccole azioni quotidiane.

A poco a poco ci accorgeremo che questa incondizionata disponibilità in realtà ci mette in prigione. Il rischio di esprimere rifiuto invece ci darà la speranza di uscire da questa gabbia e di comprendere che le nostre relazioni vanno bene anche se qualche volta diciamo di no. Con l’esercizio impareremo a riconoscere quali sono le persone e le situazioni giuste per noi”.



L’autostima ha qualcosa a che fare con l’illuminazione spirituale? 


In altre parole, una forte autostima riflette un maggiore avanzamento spirituale rispetto alla bassa autostima? Abbiamo bisogno di un “ego sano” prima di potere avanzare spiritualmente?


Indipendentemente da come la mettiamo, l’ego è sano alle sue condizioni. Utilizza l’alta e la bassa autostima per il suo scopo di rendere reali il corpo e il mondo, mantenendoci così radicati nel sogno di separazione.Bisogna comprendere che la nostra autostima sia alta o bassa,fa riferimento tanto al corpo psicologico ed emozionale quanto al corpo fisico. L’autostima', in termini egoici, non significa altro che l’ego si è illuso nell’accettare la propria realtà …” Dovremmo vedere la percezione che abbiamo di noi stessi, sia essa gonfiata o sgonfiata, come il riflesso della nostra scelta di identificarci con il corpo e renderlo reale. In questo senso, alto o basso sono la stessa cosa: non c’è una gerarchia di illusioni. Sono tutte opportunità di perdonarci per chi pensiamo di essere quando neghiamo chi siamo veramente.





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(Fonti:http://www.psicologiadelbenessere.it - 

http://spiritualita.ecletticamente.com
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venerdì 23 maggio 2014

Osho: Accetta anche la mente

Accetta anche la mente




Accetta anche la mente e i suoi giochi in quanto parte della natura, non vi è nulla di innaturale; non potrebbe essere altrimenti: tutto ciò che accade può accadere solo perchè la natura lo permette. Certo, anche la mente ne è parte, e anche i giochi della mente sono parte della natura.
Decidendo che non dovrebbero esistere, vai contro natura. Decidendo di opporti alla mente, hai iniziato a scegliere; e quando scegli, subentra la repressione, perchè ciò che non hai scelto dovrà essere represso, dovrai negargli ogni possibilità di manifestarsi, dovrai accantonarlo così che non ti intralci continuamente. Ma comunque, se è parte della natura - e tutto ne è parte -, sarà inevitabile che insorga, reagirà per ripicca.

Tornerà in gioco con maggior energia, si imporrà; si vendicherà. Non ti lascerà in pace.
La vera comprensione della natura è questa: tutto è naturale, inclusa la mente e i suoi giochi. In questo caso ci si rilassa, tutto va benissimo così com'è...lascia che la mente giochi: se un giorno va per conto suo, benissimo; anche questo è naturale. Questo è lasciarsi andare: non decidi nulla, non scegli, non hai preferenza. Questo è vivere senza pregiudizi, nè preconcetti a favore o contro; questo è semplice vivere, ragion per cui qualsiasi cosa accada accade.

Accade la mente, e allora? Semplicemente la mente sta manifestandosi: non farne un problema. Se ne fai un problema, ne rimarrai intrappolato.
Osserva semplicemente un fatto evidente: tutto è naturale. A quel punto non c'è più un luogo dove andare e nulla da fare. Sai che gli scacchi sono un gioco, ma comunque ti puoi divertire; sai che il cavallo, la torre, il re sono solo artifici, finzioni prive di sostanza...comunque giochi e ti diverti!

Dunque, sappi senza ombra di dubbio che la mente gioca un'infinità di giochi, ma non c'è nulla di cui preoccuparsi; lascia che sia così. Sii ampio e permetti a ogni cosa di esistere; perchè essere chiuso e limitato? Perchè negare qualcosa? Perchè distruggere qualcosa? E in quella totale capacità di accettazione sussiste la trasformazione: quella totale accettazione è trasformazione; si viene trasportati in un altro mondo in cui è impossibile l'esistenza di qualsiasi infelicità, non è possibile alcuna ansia perchè non viene accettato alcun problema, non viene creato alcun problema.

Vivi alcuni giorni senza problemi e ne vedrai la bellezza. Allora, sempre di più percepirai il canto della natura, e sempre di più l'esistenziale si avvicinerà a te. La mente non è necessariamente un ostacolo, lo diventa se ti ci attacchi, oppure se le sei antagonista. Lascia che esista, non essere a favore nè contro. Non sono afffari tuoi! Così come sugli alberi crescono le foglie, la mente genera pensieri. Come il traffico fa rumore, la mente fa rumore...ma va benissimo così! Non c'è nulla di male o di sbagliato.





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martedì 20 maggio 2014

La legge d'attrazione tra persone

Anime Calamite





“L’amore è un potere misterioso e alchemico che mette in sintonia due sensibilità lontane ancor prima che lo sappiano. La forza è irrefrenabile, ecco perché parlo di anime calamite. Noi possiamo sviscerare tutti i pregi e tutti i difetti delle persone che incontriamo, possiamo iniziare a pensare :”Con questa persona ci potrei stare bene” ma in realtà quel potere misterioso non si crea. Perché il potere è primordiale e per quanta opposizione due persone possano provare a mettere fra loro non esistono muri da innalzare per due anime che non sapranno resistersi. E’ magnetismo, è carisma, è percezione. Non si tratta di un destino già scritto, il destino arriva dopo non prima, arriva con la consapevolezza della costruzione. Ma all’origine c’è una molecola, un insieme di due atomi che è come una panacea naturale, solo quell’incontro è in grado di mettere fine a una solitudine scelta e divenire cura” 
(Massimo Bisotti)


La legge di attrazione è il nome col quale viene indicato un potere innato dell'essere umano. Oggi milioni di persone hanno compreso che la realtà che viviamo quotidianamente dipende da ciò che pensiamo.

Il concetto è semplice: ciò che pensiamo diviene la nostra realtà. E' vero, può sembrare semplicistico, ma le cose funzionano proprio in questo modo. La fisica quantistica lo ha dimostrato da oltre un secolo, ora anche la biologia, una scienza ben più concreta e vicina all'uomo comune, è arrivata a confermarlo grazie agli studi condotti da B. Lipton.

Il pensiero da solo non è sufficiente a creare la realtà, ciò che fa accadere realmente e velocemente le cose è l'energia associata al pensiero. L'energia di cui parliamo è l'emozione. Qualsiasi emozione, dalla gioia alla tristezza, dall'entusiasmo alla paura. Tutte le emozioni che proviamo sono come benzina che fa funzionare più o meno velocemente il motore della legge di attrazione. 




Il segreto della vita sono le CREDENZE. Piuttosto che i geni, sono le credenze che controllano la nostra vita tramite la legge di attrazione.
B. Lipton



L'attrazione tra persone

L’attrazione fra un uomo e una donna è un meccanismo molto potente, capace di stabilire un legame anche fra persone che si conoscono da pochi minuti. Quante volte ci siamo chiesti come sia possibile sentirsi attratti da persone che neanche conosciamo.

Proprio come se fossimo calamite a volte ci sentiamo spinti verso una persona che ci cattura mente e corpo in un vortice che non sappiamo descrivere.

Quando il magnetismo esercita il suo potere la mente si confonde, diventiamo incapaci di mangiare, dormire e concentrarci.

Helen Fisher, che da anni studia l’attrazione fra i partner, sostiene che vi siano quattro sostanze chimiche a decidere chi siamo e come ci comportiamo in amore: due ormoni sessuali, il testosterone e l’estrogeno e due neurotrasmettitori: la dopamina e la serotonina.



Se la chimica è importante nel determinare l’attrazione sessuale fra persone, lo sono sicuramente anche altre valutazioni più specifiche, effettuate dagli interessati, che prendono in considerazione l’età, l’aspetto fisico, il modo di vestire, il portamento, il comportamento sociale ecc del possibile partner.

Lo psicoanalista Jung spiegava queste attrazioni semplicemente come una proiezione. Le persone, secondo Jung, riconoscono il loro animus maschile o la loro anima femminile, e sono attratti da ciò che riconoscono come la parte inconscia e nascosta di sé stessi. Per Jung, era importante capire questo aspetto della propria psiche, in modo da imparare a interagire con la propria anima (o animus) in modo da scegliere il/la partner con maggiore saggezza, per formare un rapporto di coppia adulto.


Qualunque sia la spiegazione, chimica o psicologica, il magnetismo tra due persone di certo esiste. Ma non sempre si trasforma in amore e anzi, a volte bisogna stare attenti a certe ‘attrazioni pericolose’ poiché, in molti casi, la forte attrazione per una persona “sbagliata” può essere destabilizzante per la propria vita.

Pensiamo ad esempio a quelle relazioni pericolose che instaurano le donne con i così detti “Bad Boys” (cattivi ragazzi), ovvero soggetti potenzialmente pericolosi e inaffidabili, ma comunque molto attraenti per l’altro sesso. Le caratteristiche di personalità di questo tipo di uomo includono tratti di insensibilità, comportamenti impulsivi, estroversione, narcisismo ed altri comportamenti comunemente considerati anti-sociali.
A volte si può provare un’attrazione a prima vista per una persona, perché sembra che essa somigli al proprio ideale, per poi rimanere delusi dal suo modo di fare, dalla sua conversazione, dai suoi interessi.

Spesso le aspettative sono irrealistiche: molte donne tendono infatti a costruire la loro figura ideale di uomo sulla base di romanzi rosa, mentre molti uomini si basano principalmente su aspettative di tipo sessuale.
Molte persone nutrono la convinzione che il partner debba comprendere al volo i propri desideri e i propri bisogni, anche senza doverglieli comunicare esplicitamente, in quanto ci si aspetta che l’amore vero sia deciso dal fato, come una sorta di predestinazione e dunque sia “perfetto” in tutto.


E dunque non neghiamo che esista un potere di attrazione tra due persone ma stiamo attenti a fare distinzione: una cosa è l’attrazione, un’altra l’amore. E attrazione non sempre fa rima con amore.

Nei film o nei libri spesso queste potenti attrazioni si trasformano in storie sentimentali felici e indimenticabili. La realtà è diversa.

Una relazione sentimentale non è immediata, la fiducia e l’amore si costruiscono nel tempo e necessitano di conoscenza reciproca e vissuti condivisi che portano i due partners a stabilire le regole del proprio stare bene dentro una coppia.

Per mantenere in vita un rapporto a due oltre l’attrazione serve la capacità di ‘costruzione’ e questa di certo richiede più tempo…




“Perché amiamo” – Essenza e chimica dell’innamoramento, Helen Fisher, 2005

Saggio tra i migliori sull’amore se si inizia dalla conclusione della ricercatrice:

Non importa quanto gli scienziati riescano a decifrare la biologia dell’amore romantico e a tracciare una mappa del cervello, non riusciranno mai a distruggere il mistero e la magia di questa passione.

Ricordo che già D. Marazziti in “la natura dell’amore” (’02) accoglieva una tesi scientista per cui l’amore sarebbe una reazione biochimica. Antiromantico riduzionismo? Si sa già che c’è un sostrato orgaanico nelle emozioni, così come non si nega la funzione istintuale per continuare la specie e mescolare i geni: Ma ha pari importanza la sovrastruttura emotiva e intellettuale: l’aspetto soggettivo e psicologico, fenomenologia che è oggetto letterario, poetico e filosofico ancor più che psicologico.
Gli stati affettivi sono effetti di secrezioni ormonali causate da stimoli e nel caso delle pulsioni amorose un processo di tipo cognitivo-valutativo è innegabile, quindi corporeo-umorale e psichico-immaginativo sconfinano l’uno nell’altro.



Secondo le ricerche della Fisher quando ci s’innamora vengono attivate specifiche aree cerebrali che si sono sviluppate in milioni di anni e dalle quali è iniziata l’arte del corteggiamento per una amore temporaneo e finalizzato ad allevare figli.

Si torna a Freud perché il desiderio sessuale precede ed è fondamentale nell’amore romantico dove i sentimenti s’intrecciano con il desiderio.La pulsione dell’amore romantico (attrazione), la pulsione sessuale (libidine) e la pulsione di attaccamento (amore caldo e durevole) s’influenzano a vicenda da un punto di vista biochimico. Entrano in gioco la dopamina (soprattutto), la norepinefrina, la serotonina. Per cui l’amore romantico può innescare il desiderio e il desiderio può a sua volta far divampare l’amore, anche se non sempre si verifica che un compagno di letto innamori, e più per l’uomo il sesso ha una valenza onnicomprensiva. Inoltre non è detto che le tre pulsioni (amore, sesso, attaccamento) si concentrino verso un’unica persona. 

L’eros (libido più amore romantico nel nostro caso) alla luce di questi dati acquista una meno vaga definizione e si dirama nelle svariate sfaccettature e modi personali di vivere l’amore.

Cosa favorisce l’innamoramento? Il mistero perché la familiarità e ciò che già si possiede affievoliscono ogni fantasia, mentre gli opposti si attraggono se sono entro i limiti della propria sfera etnica, sociale, intellettuale. Gli ostacoli e l’incertezza possono ravvivare più a lungo e impreziosire l’amore romantico per entrambi i sessi, ma per la selezione di una persona unica ed esclusiva conta la storia personale di ognuno, che ha plasmato i nostri gusti, interessi, valori, credenze, nel corso degli anni, costruendo una mappa dell’amore complessa e più o meno inconscia, che a volte ci sorprende per la sua imprevedibilità. Può succedere di trovare una persona con cui siamo a nostro agio, ammirevole, gentile, generosa, onesta, felice,attraente, interessante, affettuosa, ecc. eppure la magica scintilla non scocca.

La passione romantica è destinata a svanire con il tempo. Per mantenerla viva a lungo giova improntare ogni spazio di vita in comune con immaginazione, originalità, avventura, ognuno a propria misura. Sapendo esprimere una gamma di emozioni non manieristiche, in un assiduo e intenzionale voler costruire la relazione giorno per giorno.


Dell’amore l’autrice propone una visione evoluzionista, neuro-scientifica e psicologica, senza trascurare essenziali e suggestivi riferimenti poetici e letterari, contribuendo cos’a delineare un Eros che acquista un più credibile significato. Riesamina i principali e noti meccanismi che fanno scattare l’attrazione, tenendo conto anche delle preferenze di genere. Sovente disconfermati perché i criteri di scelta per un amore unico ed esclusivo sono occultati nella storia personale di ciascuno, tra natura e cultura,a volte imprevedibili nostro malgrado. L’inevitabile e filogenetico declino della passione romantica si contrasta in prevalenza con un continuo rinnovarsi e volersi migliorare l’uno per l’altro. Ma è un proposito che dovrebbe ancora confrontarsi con i tratti di personalità di entrambi gli amanti.



Opponiamo resistenza verso ciò che ci è più necessario apprendere.

Se continui a ripetere “non posso” o “non voglio” probabilmente stai facendo riferimento ad una lezione che ritieni importante.





La legge d'attrazione: Amore e distacco

GIAN MARCO BRAGADIN racconta la relazione tra amore e distacco .

Amore e distacco. Sono due parole con significati che sembrano in contrapposizione totale. Come è possibile vivere l’amore, amarsi, sentirsi una cosa sola, ed essere distaccati.

“È impossibile!” pensa la maggior parte delle persone.

Chi ha vissuto, almeno una volta, il vero amore, e ne conosce ogni tenerezza, ogni sorriso, ogni esaltazione, ogni piacere, sa bene quanto sia difficile distaccarsi, anche se per poco, dall’oggetto del proprio amore. “Ogni minuto che non ci sei, penso a te”. “Da quando ci siamo lasciati, non riesco a pensare ad altro che al momento in cui potrò riabbracciarti”. “Vivere senza averti vicino è un tormento”. Frasi come queste le abbiamo pronunciate tutti, quando abbiamo amato.

Sembra che la vita si divida in due parti, completamente distinte. Quando siamo insieme alla nostra amata o al nostro amato, e quando invece siamo separati.
Tutto questo accade perché, anche nel caso degli amori più intensi, più belli, più duraturi, la relazione si basa non sull’amore incondizionato, l’amore che si dà senza attendersi alcun ritorno (come insegna la Bahagavata Gita), ma si basa sul possesso, sul controllo, sul potere, nei confronti dell’altra persona.

L’altro o l’altra, vengono visti come una proprietà che nessuno può o deve toccare, e su cui il nostro diritto è assoluto.

Anche se ora sembra che i nuovi costumi, ci rendano più liberi, nell’intimo di ognuno questo diritto continua a valere. E spesso sfocia in liti terribili, un modo di vivere che crea tensioni e sofferenze, gelosie, ricatti, vendette, fino ai casi più gravi, come torture, anche fisiche, o delitti.

Tutto per un modo di considerare e vivere l’amore in modo sbagliato.

Quando morì la mia compagna, la mia anima gemella Chiara, ed ero distrutto dal dolore, arrivai perfino a prendermela con il Cielo, che me l’aveva tolta troppo presto.
E in quell’abisso di dolore, le parole che mi fecero più bene, furono quelle di una persona quasi sconosciuta, che mi disse:”Hai ringraziato Dio, per i cinque anni che ti ha permesso di vivere insieme a lei!”

Come cambiano le cose, se le esaminiamo da un punto di vista spirituale, se mettiamo Dio al primo posto nel nostro cuore. Nel mio periodo “induista” ho trovato tutte le risposte che cercavo nella vita, soprattutto quelle che a 17 anni mi avevano fatto abbandonare la religione cattolica. “Come poteva esserci un Dio – mi domandavo – che condannava tutti quelli che non seguivano la Chiesa di Roma, o addirittura che erano nati prima di Cristo?”
Nell’induismo, legge del Karma e reincarnazione erano le chiavi per comprendere meglio la nostra esistenza, da un punto di vista spirituale ed evolutivo.

Nella “Bahagavata Gita”, il poema divino degli indù, avevo trovato tanti chiarimenti. Ma era stata soprattutto l’ “Autobiografia di uno yogi” di Yogananda, il libro che mi aveva aperto gli occhi, e che ha influito moltissimo sulla mia vita, come ho avuto modo di ricordare anche recentemente, a Milano, invitato da Ananda di Assisi, e come davanti a Swami Kryananda, discepolo di Yogananda, ho avuto modo di ricordare.

Il tema del “distacco “, del “non attaccamento”, l’”aparigraha”, pervade tutta la dottrina induista.

Baba-ji, come narra Yogananda, è stato un santo cristico, uno yogi immortale, apparso a più riprese nella storia del mondo. Baba-ji ha insegnato una delle più potenti tecniche yogiche, il “Kriya Yoga”, che poi è diventata la missione di Yogananda. Nel Kriya Yoga, oltre allo studio del Sé, ed alla devozione al Signore, viene richiesta la costante pratica del “distacco” dalle cose terrene, del “non attaccamento”.

Tutto il contrario di ciò che la gente fa abitualmente nel rapporto d’amore.
Ma ciò non significa che chi segue il “Kriya Yoga” o altre tecniche yoga, non debba amare con tutto il trasporto di cui è capace.

Ma deve esser in grado di “distinguere “, grazie alla consapevolezza, ed allo stato di evoluzione raggiunto.

Ognuno di noi deve saper vedere la propria vita come attore, che agisce sulla scena, e come spettatore, che in disparte, con distacco ne vede lo svolgimento.

È diverso dal “nirvana” buddista. Là se non desideri, non soffrirai quando perderai l’oggetto del tuo desiderio. Qui, nell’induismo, devi saper vivere tutto senza un eccessivo attaccamento alle cose, consapevole che non è quella la vera realtà, ma una vicenda che si svolge, con te protagonista, che soffre o che gode, ma soprattutto con te spettatore, che assiste. – con distacco – allo svolgimento della propria vita.
Questa capacità di “distacco” io la ho vissuta, proprio assistendo agli ultimi anni di vita della mia compagna del Cielo, come è stato raccontato nel libro “Capriole nel Cielo” di Chiara Bellocchi, (Edizioni Melchisedek).

Chiara sente che la malattia non le offre più speranze, comincia a distaccarsi dalla vita terrena, e da quell’amore che in Terra, aveva sempre disperatamente cercato.
Ecco una piccola serie di frasi, perle spirituali, che sono raccolte nel libro sopra nominato.

“Non ho rimpianti, non ho rimorsi, ho nostalgia di ciò che non ho avuto mai”.
“Vivo in ginocchio, eppure a volte sento di poter volare”.
“Il mio corpo è la mia casa. Può capitare che traslochi”.
“Che bello sapersi dimenticare”.
“Ognuno vive solo, ognuno muore solo”.
“Nella morte è il mio futuro”.
“Signore fa che il dolore mi sia sempre di insegnamento. Ma solo se ce ne è molto bisogno”.
“Amore sacro e amor profano… e se fosse invece tutta una minestra?”.
“Amore, umano tentativo di infinito”.
“Ciò che leggi ti piace, perché era già in te”.

Con il tempo Chiara comprende che per lei non ci sono più speranze. Ed allora da un lato nasce la rassegnazione e dall’altro la sua anima si libra, si distacca dal corpo, e comincia a sentire in sé la presenza del Divino.

“Se che è vero che è l’anima malata, e non il corpo, la mia anima deve essere a pezzi”.
“E’ meglio una condanna a morte, che questo dubitare”.
“La sofferenza ti fa sapere che ancora vivi. Che sei. Uno spasimo, ma sei”.
“Per la prima volta sento giusta la via”.
“Signore voglio uscire da me, fare capriole nel cielo, cantare nel vento. Diventare luce nell’infinito”.
“Ho l’anima grande come l’universo. Sono anche ciò che ignoro”.
“Signore m’hai caricato di un grosso fardello. Ma Tu sai perché”.
“Il silenzio è la mia musica”.
“Dopo lunghi silenzi di fatica, ora sento chiara la voce”
“Coraggio bambina, ancora un passo e sei oltre”.
“Non voglio che pace”.
“Ora muoio. Non scriverò più. Vivo di te, giorno per giorno. Non so più se ti amo. Lo sapevo un tempo. Tanto tempo fa… quando vivevo.”

Proprio così. Tanto tempo fa. Quando vivevo. Quando scrive queste parole, per Chiara il distacco della mente sembra già avvenuto. Anche se il corpo è ancora vivo e spasima nella sofferenza. Eppure anche in un’anima così distaccata, due pensieri la tengono ancora attaccata alla vita. Una piccola vanità terrena.

“Il mio nome, in un necrologio lunghissimo”.

E ancora un tenero rimpianto.

“Sto morendo, ma ancora mi attirano cose da avere”.

Ecco il distacco è avvenuto. Chiara ha lasciato il corpo. Ed ora che cosa avviene dopo questa tragedia? Certo lei ha smesso di soffrire, ma per me la vita sembra diventata un inferno.

La cosa che mi pesa di più è non poter più ascoltare la sua voce. La telefonata all’ora di pranzo e alla sera. Ogni tanto un abbraccio, lasciando trascorrere abbracciati le ultime ore.

Ho già raccontato la vicenda nei miei libri, ma mai avevo riportato alcuni degli ultimi pensieri-poesie di Chiara, raccolte in “Capriole nel Cielo”, che hanno commosso migliaia di persone, soprattutto donne, che si sono riconosciute nel coraggio di questa piccola anima sperduta nel buio della malattia, e che ogni giorno conquistava un pezzetto di Luce che la aiutava a correre, a fare capriole nell’azzurro del Cielo, per ricongiungersi finalmente al Suo Creatore. Ciò che era diventata la sua grande speranza, la sua fede, la sua certezza.

Amore e distacco. Certamente io lo ho vissuto. Ma ciò che è più importante è che mi ha cambiato la vita.

Il dolore, fine a se stesso, è naturale. È come una ferita. Ci vuole del tempo per farla cicatrizzare.
Ma poi basta. Torniamo su quel palcoscenico e smettiamo di compatirci. Trasformiamo il nostro dolore in amore per gli altri. Ognuno può farlo, nel proprio ambito.

“Signore grazie, perché mi hai dato Chiara per cinque anni. E grazie perché poi me l’hai tolta”.

“Soprattutto grazie Signore perché mi hai insegnato a trasformare il mio dolore e ad offrire agli altri speranza, amore, e capacità di distacco”.

Distacco da tutto, ma non da Te Signore. Come diceva un mio antico Maestro. “Ciò che è importante nella vita è arrivare a realizzare un’impresa, ad avere una cosa che desideri, una bella donna, un lavoro, una casa. Non è possederla per sempre”.

Perché come è scritto nell’I-KING, il libro dei mutamenti, tutto muta, tutto cambia nella vita. Come ricordava con saggezza il mio Maestro Mo-Tzu. “C’è un tempo per nascere, un tempo per vivere, e un tempo per morire.” Che significava che ogni evento della nostra vita è soggetto a questa parabola. Nasce, vive, muore. E dopo la morte potrà rinascere, ma in una forma diversa. Come sa il seme, che nasce, cresce e poi muore. E un giorno tornerà a vivere, in un’altra pianta.

Così è per l’amore. Nasce, vive e molto spesso muore. La saggezza sta nel vivere questo sentimento, nelle sue varie fasi, con distacco, con la giusta consapevolezza.

Perciò viviamo intensamente la nostra vita, i nostri amori, i nostri successi, ma senza “attaccamento”. Perché così come sono “nati”, prima o poi “moriranno”. E niente ci rende forti, come essere preparati a questo, ad ogni mutamento.
È la grande filosofia della vita, il “non attaccamento, il distacco”.


Uno dei principi basilari della Legge di Attrazione non è forse che per attirare l’amore degli altri dobbiamo imparare innanzitutto ad amare noi stessi?







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mercoledì 14 maggio 2014

La pace è NON-Mente



Osho: La Pace è Non-Mente





Il problema, che è alla base di tutti i problemi, è la mente stessa.

Quindi, come prima cosa, è necessario sapere che cosa sia la mente; di che materiale sia fatta, se sia un’entità o solo un processo; se sia sostanziale o solo un’apparenza.

E, a meno che non conosciate la natura della mente, non riuscirete mai a risolvere nessun problema della vostra vita.

Potete sforzarvi, ma se cercate di risolvere problemi singoli, individuali, siete destinati a fallire. Infatti, non esiste un solo problema individuale: la mente è il problema. Anche se risolvi questo o quel problema, non servirà a nulla, perché la radice rimane intoccata.

E’ proprio come potare i rami di un albero, sfrondarlo senza sradicarlo. Nuove foglie spunteranno, nuovi rami cresceranno, anche più di prima; la potatura aiuta l’albero a diventare più rigoglioso. Distruggerai te stesso, non l’albero.

In quella lotta, sprecherai energia, tempo, vita, e l’albero diventerà sempre più forte, più fitto e più folto. Non cercare di risolvere i singoli problemi separatamente: non ne esistono; la mente in quanto tale è il problema.

Ma la mente è nascosta sottoterra; per questo dico che è la radice: non si vede. Quando ti trovi ad affrontare un problema, questo è alla luce del sole, puoi vederlo, e per questo t’inganna. Ricorda sempre che ciò che si vede non è mai la radice: la radice rimane sempre invisibile, è sempre nascosta. Non lottare mai con ciò che è manifesto, perché ti troverai a lottare con delle ombre.

Se osservi la tua vita, puoi capire ciò che intendo dire. Non sto parlando della mente su un piano teorico, ma della sua realtà pratica. Questo è il fatto: la mente dev’essere dissolta.

Le persone vengono da me e mi chiedono: "Come si può arrivare ad avere una mente serena?" E io rispondo: "Non esiste niente di simile. Mente serena? Non ne ho mai sentito parlare." La mente non è mai serena, la pace è non-mente. La mente di per sé, non può mai essere serena, silenziosa. Per sua stessa natura, la mente è in tensione, è in uno stato di confusione.

La mente non può mai essere limpida; non può avere chiarezza, perché per sua natura è confusione, annebbiamento. La chiarezza è possibile senza la mente; la pace è possibile senza la mente; il silenzio è possibile senza la mente.

Perciò, la prima cosa da fare è comprendere la natura della mente.

Se provi a osservare, vedrai che non ti imbatti mai in qualcosa di simile alla mente. Non è una cosa, assomiglia a una folla. Esistono pensieri individuali, ma si agitano così velocemente che è impossibile vedere gli intervalli tra l’uno e l’altro.

L’insieme dei pensieri -- milioni di pensieri -- ti danno l’illusione che la mente esista. E’ proprio come una folla: milioni di persone che si affollano; esiste qualcosa che possa essere definibile "folla"? Puoi dire che una folla esiste, al di là di un insieme di individui che sono raccolti in uno stesso luogo? Ma il loro stare insieme, il fatto che sono raccolti in gruppo, ti dà la sensazione che esista qualcosa che puoi definire "folla".

Questo è il primo passo nella comprensione della mente. Osserva e troverai i pensieri, ma non incontrerai la mente. E se questa osservazione diventa davvero una tua esperienza diretta, molte cose inizieranno a cambiare.

Osserva la mente, e guarda dov’è, che cos’è. Scoprirai che i pensieri galleggiano, e che esistono spazi intermedi fra l’uno e l’altro. E se prolunghi la tua osservazione, ti accorgerai che gli intervalli sono più numerosi dei pensieri, perché ogni pensiero deve essere separato dall’altro; di fatto, ogni parola è separata dall’altra. E più vai a fondo, e più intervalli troverai, e sempre più ampi. Vedrai un pensiero che galleggia, poi uno spazio dove non c’è alcun pensiero; quindi verrà un altro pensiero, poi un altro spazio ancora.

Se sei inconsapevole, non puoi scorgere questi intervalli: salti da un pensiero all’altro, non vedi mai quell’intervallo. Se acquisti consapevolezza, vedrai spazi sempre più numerosi; se diventi del tutto consapevole, allora ti si riveleranno spazi immensi. E proprio in quegli spazi, la verità bussa alla tua porta. In quegli spazi si realizza dio, o in qualsiasi altro modo tu voglia chiamare questa esperienza.

Accade proprio come con le nuvole: le nuvole si muovono, e possono essere così dense, da non permettere di vedere il cielo nascosto dietro di loro. Si è perduta l’azzurra vastità del cielo; sei completamente avvolto dalle nuvole. In questo caso continua a osservare: una nube si muove e un’altra non è ancora entrata nel tuo campo visivo e... all’improvviso, uno squarcio nell’azzurro del cielo infinito.

La stessa cosa accade dentro di te: tu sei l’azzurra vastità del cielo, e i pensieri sono come nubi che si librano sopra di te, ti riempiono.

Questa è dunque la prima cosa: la mente non esiste come entità separata, solo i pensieri esistono.

La seconda cosa: i pensieri esistono indipendentemente da te; non sono un tutt’uno con la tua natura, ma vanno e vengono, mentre tu continui a esistere, permani. Tu sei come il cielo: è sempre là, né viene, né va. Le nubi invece passano; sono un fenomeno di pochi attimi, non durano in eterno. Anche se cerchi di attaccarti a un pensiero, non puoi trattenerlo a lungo: deve andare, perché nasce e muore. I pensieri non sono tuoi, non ti appartengono. Sono visitatori, ospiti, ma non sono i padroni di casa.

Osserva profondamente, e a quel punto sarai davvero il padrone e i pensieri saranno gli ospiti. E finché rimangono tali sono belli, ma se ti dimentichi completamente di essere il padrone di casa, ed essi prendono il tuo posto, allora sarai nei pasticci. Ecco cos’è l’inferno: tu sei il padrone di casa, la casa ti appartiene, ma i padroni sono gli ospiti... ricevili, prenditene cura, ma non ti identificare con loro, altrimenti diventeranno i padroni.

La mente diventa il problema, perché i pensieri sono così profondamente radicati in te, che hai scordato completamente le distanze fra te e loro, ha scordato che sono solo dei visitatori che vanno e vengono.

Ricorda sempre colui che dimora in te: quella è la tua natura. Stai sempre attento a ciò che mai va e mai viene, proprio come il cielo. Cambia la "gestalt": non ti fissare sui visitatori; rimani radicato nella consapevolezza di essere il padrone: gli ospiti potranno andare e venire.

Il mattino, il giorno, la sera, vengono e poi se ne vanno; arriva la notte e poi ancora il mattino. Tu permani (non in quanto "tu", perché anche questo è un pensiero) in quanto pura consapevolezza; non il tuo nome, anche questo è un pensiero; non la tua forma, anch’essa è un pensiero; non il tuo corpo, perché un giorno ti accorgerai che anch’esso è un pensiero: solo pura consapevolezza, senza nome, senza forma. Solo la purezza, l’assenza di forma e di nome; solo il fenomeno reale dell’essere consapevole; solo questo permane.

Se ti identifichi, diventi la mente. Se ti identifichi, diventi il corpo. Se ti identifichi diventi il nome e la forma, e a questo punto il padrone si è perso e tu dimentichi l’eterno e ciò che è momentaneo acquista importanza e rilievo.

Ciò che è momentaneo è il mondo, l’eterno è divino.

Questa è la seconda intuizione a cui devi giungere: riconoscere che tu sei il padrone e i pensieri sono gli ospiti.

Se continui a osservare, presto arriverai al terzo punto: ti accorgerai, cioè, che i pensieri sono stranieri, intrusi, estranei. Nessun pensiero ti appartiene: entrano sempre dall’esterno; tu sei solo un passaggio. Un uccello entra in casa da una porta e vola via da un’altra. Proprio come un pensiero entra e esce da te.

Un pensiero è altrettanto esterno a te, quanto un oggetto.

Esiste una qualità dell’essere completamente diversa, che nasce dal non pensiero: non pensieri positivi o negativi, semplicemente uno stato di non pensiero. Limitati ad osservare, rimani consapevole, ma non pensare. E se qualche pensiero entra... ed entrerà sicuramente, perché i pensieri non sono tuoi, galleggiano nell’aria. Tutt’intorno esiste una noosfera, una sfera del pensiero che ti circonda completamente. Così come l’aria, il pensiero è tutt’intorno a te, e continua a entrare in te per conto suo: si ferma solo col crescere della tua consapevolezza. Allorché diventi più consapevole, il pensiero scompare semplicemente, si dissolve, perché la consapevolezza crea un’energia più forte del pensiero.

La consapevolezza è come il fuoco per il pensiero. Quando accendi una lampada in casa, l’oscurità non riesce più a entrare; la spegni, e da ogni parte il buio si diffonde: in meno di un attimo ti avvolge. L’oscurità non entra in una casa con le luci accese; i pensieri sono come l’oscurità: entrano soltanto se all’interno non c’è luce. La consapevolezza è un fuoco: più diventi consapevole, meno pensieri entrano in te.

Se ti integri veramente nella tua consapevolezza, i pensieri non entrano in te: diventi come una cittadella inespugnabile, niente può penetrarvi. Ciò non significa essere chiusi, anzi, vuol dire essere incondizionatamente aperti, ma la stessa energia della consapevolezza diventa la tua roccaforte. E se i pensieri non possono entrare in te, ti gireranno intorno e se ne andranno. Li vedrai arrivare e, semplicemente, non appena ti arrivano vicini, prenderanno un’altra strada. A quel punto potrai andare ovunque, niente potrà sfiorarti più.

Questo è ciò che intendiamo per illuminazione.





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martedì 13 maggio 2014

Il sesso durante il Percorso spirituale



Il sesso durante il Percorso spirituale





I metodi del lavoro spirituale, in considerazione più generale, possono essere divisi in due gruppi principali:

1. «Rituali», dove i credenti memorizzano le prime informazioni circa la religione (l'altra questione: veri o falsi?) e si abituano (in particolare, con l'aiuto dei riti) al fatto che Dio esiste realmente.

2. Veri esoterici, dove con l'aiuto di metodi speciali i devoti degni studiano come purificare e sviluppare le strutture energetiche del loro corpo (i chakra e i principali meridiani), si trasformano in cuore spirituale enorme e poi si dirigono verso la conoscenza personale e diretta di Dio, in tutte le Sue manifestazioni, tra cui quella del Creatore.

Il più importante di questi principi è l’innocuità: non danneggiare l’altro in nessun modo (ahimsa).



Per avere successo nello sviluppo dei metodi esoterici del lavoro spirituale si richiede molta energia da parte dell'uomo. E questo dipende dall’attività lavorativa dei chakra. Lo stimolatore naturale di quest'ultima è una vita sessuale armoniosa. Quelle persone che non hanno ricevuto tale esperienza, rischiano di non ottenere alcun successo significativo nel progresso spirituale. Per loro sarà impossibile anche immaginare di lavorare con la kundalini e la creazione delle macrostrutture stabili della coscienza raffinata, formate al di fuori del corpo fisico e consistenti in analoghi giganti dei chakra.

C'è anche un altro fattore, che conferma l'opportunità della vita sessuale per i ricercatori spirituali. Il punto fondamentale è che la principale dominante nella vita di queste persone dovrebbe essere la voglia di conoscenza del Creatore. E l'esistenza e la crescita di questa dominante non dovrebbe essere interferita da altri tipi di dominanti come, per esempio, l’insoddisfazione sessuale. In altre parole, è auspicabile che il potenziale bioenergetico sessuale in eccesso abbia la possibilità di «scaricarsi» in un matrimonio armonioso.

Ma al tempo stesso, vorrei sottolineare ancora una volta, che è importante che il partner sia sempre adeguato come stato di salute, nel livello di raffinatezza bioenergetica e nel generale avanzamento spirituale.

E’ molto importante che un rapporto armonioso sia estremamente favorevole per l'adeguato sviluppo della sfera emotiva, in particolare, per la raffinatezza della coscienza attraverso l'elaborazione di emozioni come la sottile tenerezza sessuale, l’affetto, la gratitudine. Ma senza possedere queste caratteristiche, un significativo progresso spirituale è impossibile.

Nelle prime fasi del lavoro esoterico possono essere applicati con successo i metodi come l’associazione delle energie dei chakra o la co-rotazione delle energie «sull’orbita microcosmica», che nello stesso momento arricchiscono il rapporto sessuale e aiutano ad avere successo nello sviluppo e nella purificazione bioenergetica.


Apprendiamo anche il parere di Gesù Cristo su questo:

«La tenerezza è una delle qualità incredibili di Dio.

Se potessi convincere tutte le persone, che rimangono oggi sul piano terreno, a cominciare a comprendere la bellezza, la santità e la maestà della santa comunione tra due anime, nota come intimità! Ottenendo solo questo si potrebbe contribuire notevolmente alla santità di questa esperienza, la più bella e più meravigliosa! Finché le persone non percepiscono lo scopo Divino di questo piano e cioè che esso esiste in tutti gli ambiti della Creazione, senza eccezione, molti di loro penseranno ad esso solo come una sorta di manifestazione animalesca e che non ha nulla a che fare con l'estasi di santità, questo stato estatico di integrità!

So che questo cambierà quando queste parole saranno lette! Io so che questo toccherà il cuore e cambierà molte persone! Ciò causerà un improvviso balzo e incoraggerà le persone a capire quanto sia stata terribile la perdita e la distorsione di ciò che è uno dei sentimenti più sacri tra due persone! Esso possiede l'integrità, ecco perché lo chiamiamo sacro!


La sessualità è una naturale funzione biologica di qualsiasi organismo adulto e sano, che appartiene al genere umano, a tutti gli animali e persino alle piante, al loro livello vegetale. La sessualità prevede la riproduzione. Negli esseri umani e negli animali superiori, essa contribuisce anche alla socializzazione degli individui, e all’educazione della prole, favorisce lo sviluppo di molte delle più preziose, in termini di evoluzione spirituale, fra emozioni e qualità etiche.

Ma le persone spiritualmente avanzate sono in grado di utilizzare consapevolmente la propria sessualità al fine di accelerare il proprio progresso verso la Perfezione spirituale.

Prima di tutto, la sessualità per queste persone è il regno degli studi etici. Qui tutti possono compiere il cammino cominciando a liberarsi dalle caratteristiche primitive dell’egocentrismo, fino al pieno controllo sulle proprie emozioni sessuali e sull'uso della sessualità solo per le ragioni del miglioramento evolutivo insieme al partner.

Quali sono i motivi per cui un certo numero di movimenti religiosi ha cercato di reprimere la sessualità e in ogni modo di contaminarla? Le ragioni sono due.


La prima era un desiderio ragionevole di contrastare la diffusione, in ambienti dalla scarsa cultura, delle malattie sessualmente trasmissibili e la nascita di troppi bambini, che bisognava prima far nascere e dopo far crescere e mettere «in piedi» in termini sociali.

Il secondo è che è il desiderio dei leader delle sette (cioè movimenti religiosi distaccati dall’Insegnamento originale di Dio) era di soggiogare, mettere il soggetto sotto il proprio dominio tramite il convincimento di sentire «la colpa» e «il peccato»: dicevano che noi siamo tutti peccatori già per il fatto che siamo nati, ma loro, i nostri pastori, sarebbero gli unici ad avere il mandato da parte di Dio di liberarci dai nostri peccati e noi dovremmo ascoltarli, rispettarli e, naturalmente, portare loro del denaro! E devo ammettere che queste bugie hanno trovato un terreno fertile tra la folla delle persone intellettualmente sottosviluppate. Grazie a queste bugie e a quelle simili ad esse, alla fede in esse, ci sono ancora anche oggi alcune sette religiose di massa.

Per fare solo un esempio della nostra modernità russa: la principale cattedrale cattolica di Mosca è stata chiamata la cattedrale «dell’Immacolata Concezione». Personalmente, non vorrei nemmeno avvicinarmi alla porta di questa chiesa: infatti il nome stesso di questo «tempio», indica che, nella storia della Terra, solo il concepimento della Madre di Gesù Cristo (quello che è successo, presumibilmente, senza la partecipazione dell’uomo incarnato) è puro, e tutti gli altri, quindi, sono viziosi… Ma questo contamina il resto dei concepimenti! Si contaminano anche tutte le madri, i padri e tutti i bambini nati, tutto l'amore sessuale tra gli uomini!

Qualsiasi persona ragionevole si rende conto che tale profanazione non proviene da Dio, ma da uomini sporchi e disonesti! Anche nella Bibbia, Dio comandò alla gente: «Siate fecondi e moltiplicatevi», e il tenero amore di Gesù verso i bambini si vede chiaramente nel Nuovo Testamento.


… Abbiamo già detto che il beneficio sul Percorso spirituale può essere raggiunto solo tramite la sessualità delle persone sattviche, cioè già raffinate, libere dalla brutalità emotiva e dalle passioni primitive. Incoraggiare le passioni delle altre persone significa portare solo danni.

Inoltre, il possesso del grande potenziale energetico personale, anche se questa energia non è grossolana, non comporta di per se «scoperte» o successo spirituale. Questa energia bisogna saperla indirizzare, tramite speciali tecniche meditative, nella giusta direzione durante la costruzione del nuovo se stesso negli eoni Divini. Se non viene fatto questo, l'energia sessuale sarà usata, più probabilmente, solo per ulteriori reazioni passionali, che non hanno nulla a che fare con il lavoro spirituale e con il progresso spirituale.

La spiritualità implica una vera e propria aspirazione della coscienza individuale (anima) verso il Creatore, ma non verso i corpi materiali di partner sessuali!



I guna e il sesso



Guna è un termine che indica un insieme di qualità, prima di tutto, delle anime umane. In tutto esistono tre guna (ma ci sono gli stati che sono «superiori ai guna», cioè gli stati Divini).

Guna tamas è una combinazione di ignoranza, maleducazione, violenza e cattiveria. 

Guna rajas è lo stato più pulito, ma intensamente passionale.

Guna sattva è la purezza, la pace, la chiarezza di comprensione, armonia.

Se il rappresentante del guna tamas, senza cambiare modo di essere, si disincarna in questo stato, allora il suo destino è inevitabilmente "l’inferno". I rappresentanti del guna sattva si stabiliscono in paradiso. Quelli che appartengono al guna rajas possono trovarsi negli stati intermedi. Perciò è nell'interesse di tutti: studiare i modi per cambiare se stessi dirigendosi verso il sattva (e dopo ancora più in avanti).

Dunque, la sessualità del tamas è grezza, primitiva, egoista.

Quella del rajas non manca di egoismo e di passione.

Quella sattvica è amichevole, affettuosa, premurosa, senza costrizioni, armoniosa.

Spiritualmente solo l’ultima ha valore. Proprio grazie ad essa è possibile stabilirsi nel sattva e aiutare gli altri a fare lo stesso.

Il fatto è che lo stato sattvico ha più donne che uomini. Gli uomini, in genere hanno bisogno, nel tentativo di raggiungere il sattva, di lavorare specificamente su se stessi, di trasformare se stessi, anche prendendo come esempio le donne sattviche.


Ma ora rivolgiamo la nostra attenzione sul fatto che anche l'anatomia di un corpo sano femminile è un perfetto modello per gli uomini con lo scopo di sviluppare adeguatamente la sfera emotiva di sintonia.

Perché, per esempio, l'oggetto di attrazione, di ammirazione per gli uomini sono i seni delle donne? Perché una delle loro principali caratteristiche è la tenerezza.

La stessa caratteristica ha anche la pelle e tutto l'aspetto delle donne sattviche.

Le donne devono sapere del loro destino naturale nell’aiuto spirituale agli uomini degni! E gli uomini devono amare con la tenerezza e premurosità le loro aiutanti degne di questo!



Un fatto curioso: in tutti i mammiferi, eccetto gli umani, le ghiandole mammarie si «gonfiano» e diventano particolarmente visibili solo durante l'allattamento. Mentre le donne hanno il seno visibile durante tutta la vita, cominciando dalla pubertà!

Perché? Qual è il senso del fatto che non nel momento della lattazione, ma quasi per tutta la vita le donne portano sul proprio corpo questo peso «in più»? Che scopo aveva il nostro Creatore, mettendo tale informazione nei geni umani?

Ma il Suo piano era esattamente quello di cui stiamo parlando.

Quando una donna riceve una carezza dalle mani di un uomo e le sue labbra sui propri seni, allora si infiamma il fuoco d'amore nel suo chakra anahata, che è connesso direttamente, tramite dei potenti canali energetici, con le ghiandole mammarie. Grazie a questo il cuore spirituale cresce! E cresce anche il suo potenziale spirituale, che lei potrà realizzare nella sua pienezza, reindirizzando il suo amore acceso verso Dio.

E l'uomo, accarezzando la sua amata, volendo o no, si sintonizza con il suo amore raffinato, diventando simile a lei.

Tutte le persone che si amano teneramente lo stanno vivendo. Ma quanto facilmente possono scomparire o essere persi questi stati elevati, se non si capisce la loro grande importanza per la crescita spirituale, per l’avvicinamento al Creatore e la conoscenza diretta di Lui!

Perciò è molto importante avere una piena conoscenza di Dio, dei principi di evoluzione della coscienza e delle leggi della crescita spirituale. Solo quando si ama consciamente, l'aspetto sessuale dell'amore può soddisfare al meglio l'evoluzione precoce delle nostre anime.



Gesù Cristo insegnava così agli uomini che Lo avevano ascoltato:

«… Vi dico che dopo Dio il meglio dei vostri pensieri deve appartenere alla donna; ella per voi è il tempio divino, dove otterrete molto facilmente una felicità completa. Cercate in questo tempio le forze morali; lì voi dimenticherete i vostri dolori e fallimenti, vi restituirete le vostre forze perdute che sono così necessarie per aiutare il prossimo.»



Proprio l’erotismo sattvico nell’arte (danza, fotografia, pittura, ecc) dovrebbe anche aiutare la crescita spirituale delle persone, saturando finezza, tenerezza e bellezza!





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Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT 
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(Fonte:http://sessuologia.swami-center.org/
Rivisto da: ragazzaindaco.blogspot.it)