Questo blog rappresenta un diario di viaggio. Tenta di donare spunti per entrare in contatto con voi stessi.
E' importante ricordare sempre che le nozioni apprese dall'esterno sono solo un input e che le risposte sono da sempre presenti in voi.

giovedì 10 dicembre 2015

Le persone che sanno volare...



Liberi di Essere, liberi di volare



“Piedi, perché li voglio se ho ali per volare?”
-Frida Kahlo-

Non mi importa se avete gli occhi azzurri o neri, se i vostri capelli sono biondi o bianchi, se avete una chioma folta o se siete calvi, se la vostra pelle è scura o chiara…Non vi perdono il fatto che i vostri piedi non marcino a una certa distanza dalla terra, che non siate in grado di far volare l’immaginazione, che non vi immergiate nei vostri sogni, che non sappiate volare.
Una persona che non sa volare ti ancora al suolo, ti lega, ti cuce le ali e non ti lascia sognare, non ti consente di avere la testa tra le nuvole, nel sole, nella sabbia, nelle onde. Una persona che non sa volare, non vi permette di essere voi stessi.

Cosa fa una persona che sa volare


Una persona capace di volare saprà ispirarvi, vi strapperà l’anima e il cuore, vi farà sognare, vi farà viaggiare con tutti i sensi, ballerà con voi, vi sussurrerà all’orecchio, accarezzerà la vostra pelle e la vostra mente, vi farà volare. Una persona capace di volare…

Si veste di sensibilità

La sensibilità è la protagonista costante della vita di chi sa volare. Una persona capace di volare concentrerà tutti i suoi sensi su ogni dettaglio dell’esistenza. Riuscirà ad annusare le nuvole, ad accarezzare l’odore della terra battuta, ad assaporare parole cadute dalle labbra. Si tratta di osservatori per natura, di elementi della società che generano curiosità negli altri. La loro sensibilità è estrema, ridono, piangono e si emozionano per un fiore o per una raffica di vento.

Sogna ad occhi aperti


Se vedete una persona che sembra costantemente distratta, che si lascia trasportare dai suoi sogni, ebbene quella è una persona che sa volare. Molte idee geniali trovano forma in questo stato. Sognare ad occhi aperti richiede una grande concentrazione, coraggio e voglia di imparare. Le persone che volano visualizzano il presente, il passato e il futuro e li intrecciano creando il tessuto dei sogni.

Sta bene nella solitudine

La solitudine è l’occasione per scrutare in ogni angolo della nostra anima, per scoprire chi siamo. La solitudine è la compagna di viaggio ideale quando stiamo male, perché il suo potere curativo verrà in nostro aiuto dandoci l’occasione di riflettere, di riordinare le idee. Se volate, lo saprete.


Cade e si alza di nuovo



Se una persona in volo inciampa e cade, si rialza di nuovo. Se inciampa sullo stesso ostacolo e nuovamente cade, sa che non è stato un caso, ma una scelta. Commette migliaia di errori, ma non si scoraggia, anzi impara dai suoi sbagli. Una persona capace di volare considera ogni errore una nuova opportunità.

“Nessun uccello sale troppo in alto se non con le sue ali.””.
-William Blake-

Corre rischi



Una persona che vola si diverte a correre rischi, sa che può uscirne vittoriosa e che solo in questo modo il risultato sarà eccellente. Correrà il rischio di amarvi se la lasciate entrare nelle vostre vite in punta di piedi. Vi regalerà sorrisi, baci e abbracci, accarezzerà i vostri rischi e vi insegnerà a viverli.

Insegue le sue passioni


Una persona che vola è una persona capace di seguire le sue passioni. Lotterà per ciò che le fa battere davvero il cuore, e non smetterà mai di inseguirlo. Quando una persona capace di volare si appassiona per qualcuno, lascerà che tutti i suoi sensi volino, soffrirà, piangerà, riderà e vivrà. Si lascerà guidare dal proprio cuore. Se lo sente battere, si getterà su quelle cose che lo fanno battere più forte e più veloce. Se prova dolore, le lascerà andare, con tristezza, ma con convinzione.

Se anche voi volate, vi accorgerete che quando si sogna, i giorni, le ore, i minuti, i secondi non hanno alcun senso. Un’ora sarà un secondo, una settimana un secolo. Ma in ogni istante sarete consapevoli di tutto quello che avete fatto, saprete che è valso la pena vivere quel momento. Il tempo è relativo quando si vola, l’unica cosa da fare è spiegare le ali e farvi trasportare.

Non fatevi scappare le persone che rendono il mondo un posto migliore



Le persone che rendono il nostro mondo più bello sono quelle che restano, ovvero quelle che ci confortano, che ci strappano sorrisi, che ci tranquillizzano e ci aiutano ad essere forti nella vita. Con queste persone i rapporti sono solidi, consistenti e leali.
Le persone buone sono quelle sincere, quelle che stringono la mano e quelle che quando guardano negli occhi, arrivano fino al cuore. La loro sola presenza emoziona perché rispettano, perché non giudicano e perché si assumono sempre le lororesponsabilità. Per questo sono le persone che rendono il nostro mondo più bello.

Abbiatene cura e cercate di non perderle, non permettete loro di andarsene, non allontanatele dalla vostra vita. Non fate l’errore di abbandonarle quando qualcosa vi tormenta o quando hanno bisogno di voi. Restate, perdonate e dimenticate.

Tu mi piaci



Ci sono persone che ci piacciono. Non c’è una ragione concreta, magari perché ci ispirano fiducia e piacere. Sono rapporti veri e sinceri che si coltivano attraverso piccoli dettagli. Sono quei rapporti che possiamo alimentare con sguardi di complicità e piccoli gesti, ogni dettaglio, infatti, diventa una grande opera.
Solitamente questi sentimenti sono reciproci e dettati da certe regole non scritte. Tuttavia, molte volte dimentichiamo che i “ti voglio bene” vanno detti e che la riconoscenza è il cibo migliore per l’anima.
Alla fine ti rendi conto che le cose più piccole sono le più importanti. Le chiacchierate alle tre di mattina, i sorrisi spontanei, le foto disastrose che ti fanno ridere a crepapelle, le poesie di dieci versi che ti strappano una lacrima. I libri che nessuno conosce, ma che diventano i tuoi preferiti, un fiore tra i capelli, un caffè bevuto da solo… Tutte cose che valgono davvero la pena, le cose più piccole che scatenano emozioni gigantesche.
Da “Entre letras y cafeína”





Ecco che spesso trascuriamo cose di vitale importanza come la dimostrazione di affetto e l’attenzione alle necessità emotive dei nostri partner o dei nostri cari in questo ballo che è la vita.

Quello che si trascura si perde



Si dice che la durata dell’amore dipenda da come ce ne prendiamo cura e ce ne prendiamo cura tanto quanto lo vogliamo. Quindi, anche se siamo umani e a volte facciamo degli errori che possono portare a degli equivoci nei nostri rapporti, la cosa certa è che non possiamo permetterci di lasciarci scappare le persone che valgono.
Sfortunatamente, spesso ignoriamo persone importanti per pura apatia, per mancanza di tempo o per una nota di disinteresse tinta di egoismo. Di solito facciamo l’errore di non dedicare il tempo necessario a “dimostrare” a quelle persone quanto sono importanti.
Così, è probabile che qualche volta abbiamo avuto la sensazione che qualcuno ci avesse messo da parte e siamo impazziti cercando di capire cose stesse succedendo. Questa sofferenza è inutile e possiamo evitarla in tanti modi. Vediamone qualcuno:
  • In genere, sono sufficienti alcune parole che ci facciano capire che l’assenza o la distanza non significano necessariamente che ci hanno dimenticati e che nonostante l’abbandono temporaneo, queste persone sono sempre presenti.
  • Dimostrare di tenere a qualcuno è una cosa che richiede tempo e servono molte attenzioni per costruire una relazione sana lontana da dipendenze e da eccessi emotivi.
  • Ogni mattone dev’essere preparato e posizionato con assoluta sincerità, senza forme di egoismo né secondi fini. Dobbiamo tenere in considerazione il fatto che non bisogna creare necessità, nemmeno quella della compagnia.
  • Questo processo avviene attraverso la comunicazione e l’espressione sincera sia dei nostri pensieri sia dei nostri sentimenti. Ovviamente, dobbiamo avere ben chiaro che siamo noi a sentirci così, non la persona che abbiamo davanti ad essere responsabile del nostro malessere o anche del nostro benessere.
Se ci sentiamo a disagio, bisogna farlo presente senza accusare nessuno e cercando di capire che i problemi si risolvono in due. Questo farà sì che la relazione non si raffreddi inutilmente e che si rafforzino la fiducia e la sincerità.
  • Le relazioni hanno bisogno di tempo e di esperienza per alimentarsi, crescere e stabilizzarsi. Se smettiamo di dedicare del tempo ai nostri rapporti, dimostreremo mancanza di interesse e, di conseguenza, allontaneremo le persone che riteniamo molto importanti per noi.
Non possiamo lasciarci scappare le persone che rendono il nostro mondo più bello. Con loro possiamo essere noi stessi in tutta la nostra essenza e in totale libertà, una cosa magnifica come insolita. Per questo, cari lettori, vi consigliamo di prendervi cura e di arricchire le vostre relazioni e di farlo sempre in nome della più assoluta sincerità.


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Immagine: Michela Marini 


martedì 17 novembre 2015

L'unica arma contro il terrorismo e la guerra è l'AMORE!



La vita la definisco come un insieme di trasformazioni e di movimenti. Il movimento è come un ciclo infinito di espansione e di contrazione, come il respiro.
Abbiamo bisogno di amore, di perdono, di pace, di armonia. La voce del genere umano percorre il pianeta come una stonata sinfonia, vaga e superba. E’ buio negli occhi e nel cuore. Siamo diventati chiusi nelle ombre dei nostri labirinti mentali. Conduciamo una vita frenetica che ci porta al “sonno profondo” della nostra coscienza.

L’energia Universale è come un bacino infinito a disposizione di qualsiasi persona riesca ad accedervi e con l’attivazione dei suoi campi energetici può fare miracoli. In questo grande bacino è presente tutta l’energia di tutto e di tutti ed è senza tempo e senza spazio. Siamo collegati ad una matrice divina come piccoli frammenti di particelle contenenti informazioni, che al loro contatto con altre particelle si specializzano ovvero diventiamo portatori di un unica informazione.

Ci sono tante cose che non riusciamo a vedere e a sentire, che a volte facciamo fatica anche a percepire. Sappiamo però che esistono, in una maniera sottile. Poi ci sono fonti di energia, non visibili, che però alcune persone molto sensibili possono avvertire a livello tattile o visivo.

Pensiamo di fare tante cose, ci alziamo la mattina e freneticamente cominciamo a soddisfare i nostri bisogni ipnotizzati dal consumismo, dal materialismo che abbiamo creato e che ci fa prigionieri soffocando la nostra consapevolezza.
C’è una via: è la via del risveglio del cuore, la via dell’amore. Se tutti provassimo ad unirci, ad essere un “UNO” assoluto, sapremmo risolvere qualsiasi cosa e se ciò avvenisse accadrebbe qualcosa di straordinario.

Insieme produrremmo la più alta frequenza: l’energia dell’amore, questo serve per capire TUTTO CIO’ CHE SIAMO.

Tutto ciò che accade nella tua vita e nel tuo corpo ha inizio nella coscienza, che decide cosa accettare o rifiutare, decide tutto ciò che ti riguarda, questa coscienza è l’energia vitale la quale risiede ovunque sia dentro di te che fuori.
Tutto ciò che accade attorno a te è frutto della tua creazione.

L’amore è un’energia che parte dal centro del nostro essere e s’irradia intorno, creando un campo di forza capace di influenzare il mondo circostante in uno scambio continuo d’informazioni. Emaniamo una sorta di alone magnetico che trasmette le notizie essenziali su di noi, raccontando chi siamo, cosa proviamo, come ci sentiamo, che pensieri e che emozioni abbiamo, di momento in momento. Allo stesso modo, riceviamo le informazioni essenziali su chi ci circonda e sviluppiamo le nostre relazioni proprio grazie alle comunicazioni trasmesse dai campi energetici.

Forse ora penserai che questo che sto dicendo è un utopia, un sogno, ma non è cosi! La scienza da anni ha confermato tutto questo, si chiama: fisica quantistica.
Purtroppo la civiltà dei consumi ha abolito la percezione e la decodifica cosciente di questo sapere sottile, per concentrarsi esclusivamente su ciò che si può vedere e toccare. Così, il più delle volte non siamo consapevoli degli scambi energetici che avvengono tra noi e il mondo esterno. La nostra attenzione rivolta alla concretezza delle cose, ci fa perdere di vista l’esistenza di altre informazioni. Si tratta di conoscenze preziose che ignoriamo consapevolmente, ma che percepiamo inconsapevolmente utilizzando un sapere diverso da quello dei cinque sensi.

E’ capitato a tutti di provare un’inspiegabile sensazione di disagio al cospetto di persone che apparentemente non sembrano avere nulla di sgradevole. Queste persone emanano una sgradevolezza energetica, cioè il loro campo energetico è dissonante rispetto alle nostre frequenze. Diciamo allora che “a pelle” o “di pancia” non ci piacciono, segnalando (ma anche occultando) in questo modo l’esistenza di una percezione che non utilizza solamente i sensi fisici.

L’energia delle persone, dei luoghi e delle cose con cui veniamo in contatto, ci influenza costantemente. Viviamo immersi in un campo di frequenza che ci caratterizza, e ci rende compatibili o incompatibili con chi incontriamo.
Questa energia è l’espressione di ciò che siamo profondamente. Parla della nostra anima. Racconta una verità senza censure.

Anche quando cerchiamo di nasconderci dietro alle tante maschere che indossiamo abitualmente. Il campo della nostra energia risente delle esperienze che abbiamo vissuto, dei pensieri che ci attraversano, dei sentimenti che viviamo, e trasmette al mondo messaggi sinceri su di noi.
Tutti gli animali, immuni dal conformismo che tortura gli esseri umani, hanno una comprensione immediata di queste energie e sanno riconoscere d’istinto le frequenze di chi li avvicina. Gli uomini, invece, hanno perso queste capacità e basano il loro sapere su ciò che vedono o su ciò che sanno a priori, privandosi d’informazioni preziose e indispensabili per avere una comunicazione autentica. E perciò… sincera.
Le razze animali diverse dalla nostra non sanno usare la finzione e l’inganno, non basano la loro vita sull’apparire. Possiedono ancora la capacità di decodificare i messaggi che i campi magnetici delle cose e delle persone emettono costantemente.

Per questo non possono mentire. Hanno mantenuto l’onestà necessaria per essere diretti e sinceri, leggono con chiarezza l’immediatezza delle energie. L’uomo, al contrario, si nasconde dietro alla concretezza delle cose, che chiama cultura, buone maniere, convenzioni sociali, civiltà… e occulta a se stesso la verità immediata dei campi energetici. Preferisce utilizzare delle maschere per nascondere i propri sentimenti. Poi purtroppo si ammala. Perde il contatto con l’autenticità del mondo interiore e si sente confuso e impacciato quando si tratta di raccontare cosa prova. 

Spesso si vergogna di voler bene. Nasconde le lacrime. Sorride quando è arrabbiato. E crede che il successo sociale dipenda dal possedere una rigida corazza d’insensibilità.

Ma fuori da questi falsi miti, ognuno sa in cuor suo che c’è “qualcosa” capace di farci stare bene quando ci sentiamo amati e male quando invece è assente.
“Qualcosa” capace di farci sentire amati a prescindere da ciò che vediamo, ascoltiamo, tocchiamo, annusiamo o gustiamo.

L’amore è un sentire che sfugge ai cinque sensi e ci riporta all’essenzialità. Esprime l’autenticità di ciascuno. L’amore è un’energia che svela la verità dell’anima. 

Quando ne percepiamo la frequenza, il nostro campo energetico comincia a pulsare e la vita acquista il suo significato più profondo e più vero. La cultura della nostra razza ha abiurato, ripudiato la consapevolezza delle energie, definendola “poco attendibile”. Preferisce circondarsi di apparenze. Teme l’impatto con la verità. Perciò ha limitato la propria conoscenza esclusivamente alla materialità.
La scienza umana evita con cura tutto quello che riguarda le emozioni. Il mondo emotivo non è misurabile, non è localizzabile in qualche specifica area del corpo, sfugge ai cinque sensi e alla tecnologia, perciò per la scienza non può essere:scientifico.

I sentimenti non sono abbastanza concreti per la ricerca in laboratorio. Sono sempre troppo soggettivi. Non possiedono spessore, consistenza, peso, materialità. Ma, nonostante la loro mancanza di scientificità, i sentimenti sono reali. Veri. E imprescindibili. Possiedono un’autenticità che la scienza non può dimostrare con le sue apparecchiature ma che ognuno di noi ha sperimentato sulla propria pelle con certezza matematica.

Tutte le emozioni sono energia. Energia che parla di noi e ci racconta degli altri. Energia che ci fa bene. O che ci fa male. Energia che bisogna imparare a conoscere e a riconoscere per costruire un mondo… finalmente migliore. Un mondo fondato sulla verità e non sull’imbroglio. 
Un mondo onesto.


Se avete fiducia nella potenza dell’amore, se almeno una volta nella vita avete avvertito attorno a voi la sensazione di “toccare” l’energia dell’amore, condividete queste mie parole, oppure parlatene con più persone, non mi interessa avere like, non mi interessa avere visualizzazioni. In questo momento sto solo sfruttando la “notorietà” del blog per arrivare a più persone. Ed è poco, perché ci sono personaggi di elevata notorietà che dovrebbero usare, ora più che mai, i loro mezzi per diffondere un messaggio di pace ed amore. Io voglio, come voi tutti, vivere su un pianeta dove non ci siano più morti per guerre di potere, io voglio poter dare alla luce un figlio che mi chieda che cosa ERA la guerra, io voglio poter vedere le persone di tutte le culture vivere serene, in pace, in armonia. Il pianeta su cui viviamo è la nostra casa e come tale va difesa! Stanno uccidendo persone innocenti, persone come noi. Per un momento dimenticate il lavoro, la macchina, lo stipendio, i vestiti firmati, i litigi, le incomprensioni, la rabbia, l’impotenza, perché se non iniziamo a espandere l’amore, l’uno verso l’altro, tutte queste cose non serviranno a nulla quando le bombe della guerra esploderanno sulle nostre case.


Michela Marini 


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Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT 
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lunedì 9 novembre 2015

Più sei, più fai, più hai: Essere creativi nella vita




La creatività vuole coraggio







La mente che si apre ad una nuova idea non torna mai alla dimensione precedente, diceva Albert Einstein. La creatività, concepita come dono umano, non solo per i suoi mille aspetti facoltosi ma anche come percorso di crescita personale interiore. La creatività è un dono che l'essere umano troppo spesso sottovaluta, essa è in grado di riuscir a oltrepassare le barriere della mente portando la vita di un uomo ad un elevazione proficua per esso. 

Come può accadere questo? Come possiamo vivere la vita in modo creativo ottenendo ciò che può renderci felici? E che importanza ha questa creatività umana nella vita pratica quotidiana di tutti noi?


La Creatività umana è fondamentale per consentirci di vivere con piacere, con serenità ogni istante della nostra vita. È essenziale per vivere pienamente e positivamente ogni nostro rapporto con noi stessi, con la natura e con gli altri. Solo questo tipo di creatività può consentirci di essere dei veri artisti della vita e aiutarci a migliorare la qualità e la durata della nostra esistenza.
Certo, non può trasformarci tutti in un Leonardo o un Michelangelo, ma ci permette di vivere le stesse meravigliose emozioni anche nel vivere banali esperienze, trasformando la nostra vita in un autentico, grande capolavoro.

Questa impostazione del concetto di creatività umana, vista soprattutto nella sua dimensione relazionale, empatica, apre molte prospettive, estendendola a tutto ciò che riguarda il rapporto tra l’individuo e il suo Sé, il mondo circostante e gli altri. E quindi si estende ai rapporti tra l’uomo e l’ambiente, tra la società e la natura, tra insegnanti e alunni, tra genitori e figli, tra marito e moglie, tra amici e tra colleghi. Il campo di interesse si amplia enormemente includendo il mondo del lavoro, il tempo libero, il mondo dell’arte, le istituzioni sanitarie, le associazioni di ogni tipo, la pubblica amministrazione, la formazione, l’aggiornamento e la ricerca, l’ecologia, le problematiche della terza età, ecc., ecc.

Il termine "creatività" è abbastanza recente. Nel passato si parlava di "creazione" e ci si riferiva esclusivamente all’atto di creare qualcosa dal nulla. Ovviamente era una prerogativa esclusiva della Divinità. Anche i più grandi artisti non osavano definirsi "creativi". Soltanto nel secolo scorso si è cominciato a parlare di creatività come di una capacità umana.

All’inizio la creatività è stata considerata una prerogativa dei grandi artisti.
Poi gli psicologi hanno cominciato ad evidenziare che esiste anche una creatività di tutti gli esseri umani.

Successivamente è stato sottolineato che è creativo chiunque sia capace di produrre qualcosa di nuovo e utile: un oggetto o una soluzione di un problema. E si è dimostrato che questa capacità può essere appresa e sviluppata. 

La creatività umana è qualcosa di ancor più profondo e importante.

Esiste una creatività non necessariamente correlata alla produzione di oggetti o alla soluzione di problemi.

"Anch’io, come la maggior parte della gente, pensavo alla creatività collegandola ai suoi prodotti…Ma le mie previsioni furono mandate all’aria da parecchi dei miei soggetti di studio….imparai a riferire il termine "creativo"…non soltanto ai prodotti ma anche alle persone in un senso caratteriologico, nonché alle attività, ai processi e alle attitudini."(Abraham Maslow)

Ma che cos'è la creatività umana? È una dote comune a tutti gli esseri umani, alla nascita. La posseggono i grandi artisti, che sono capaci di trasformare una tela o una pietra in un capolavoro. E la possiede chiunque altro sia capace di "trasformare la banalità in bellezza" (R. Benigni).
Non è un tratto del carattere e non richiede necessariamente un talento, una cultura o un'abilità tecnica. E non comporta sempre la produzione di un oggetto concreto.


 È soprattutto "una relazione empatica in cui la percezione e la comunicazione di emozioni umane profonde hanno un ruolo centrale....Senza di esso non può esserci vera creatività, né un prodotto positivo, nè arte"  (V. Cei "Libera la tua Creatività" F. Angeli).

Se la creatività è una dote di tutte le persone alla nascita, come mai molti non riescono ad esprimerla?

Già cinquant’anni fa, Harold Anderson segnalò che la creatività degli adulti è bloccata: «La creatività è in ciascuno di noi. Per meglio dire era in ciascuno di noi, quando eravamo piccoli. Nei bambini la creatività è un elemento universale. Fra gli adulti è pressoché inesistente. Il grande problema è di riuscire a sapere che cos’è accaduto di quest’immensa, universale risorsa umana, un problema attuale, che costituisce l’oggetto della nostra ricerca».
Purtroppo da 50 anni in qua le cose non sono migliorate.
Viviamo una situazione assurda e paradossale. Nonostante sia prodotta una quantità enorme di oggetti, la creatività umana è sempre più repressa.
Nonostante siamo circondati da libri, corsi e prodotti correlati alla creatività, la società contemporanea di fatto inibisce o blocca la creatività umana.
"Quasi certamente continueremo a diventare sempre meno creativi a meno che non facciamo qualcosa deliberatamente al fine di conservare e sviluppare il nostro talento congenito. … perdiamo ciò che non sfruttiamo: questo assioma si riferisce al cervello oltre che ai muscoli" (Osborn)

Che cosa determina il blocco e l'inibizione della creatività umana?

Come dice Maslow, la creatività «nella maggior parte dei casi si smarrisce, o resta seppellita, o viene inibita a mano a mano che l’uomo si lascia assimilare nella civiltà».
Man mano che il bambino viene "educato", scolarizzato e socializzato, la sua creatività umana viene progressivamente bloccata. Proprio la famiglia, la scuola e la società, che dovrebbero essere i luoghi ideali in cui esprimere e sviluppare la propria creatività, ne divengono la tomba per quasi tutti.

Quali sono le più gravi conseguenze del blocco della creatività umana?

Erich Fromm dice: "L’uomo che non può creare vuole distruggere".
E infatti la prima più grave conseguenza del processo di inibizione della creatività attuato dalla famiglia, dalla scuola e dalla società è lo sviluppo della distruttività umana in tutte le sue molteplici forme. Aggressività, vandalismo e violenza diretta verso oggetti animali e persone (le cronache e la vita quotidiana lo confermano drammaticamente). Non basta: l'altra drammatica espressione è la distruttività diretta verso se stessi. E da quel che si vede quotidianamente, ovunque, i modi per auto distruggersi sono tanti. Le statistiche più recenti dicono: ogni 40 secondi una persona si suicida, aumenta vertiginosamente l’uso e l’abuso di droghe e alcol, soprattutto nei giovani. Ogni giorno giornali, radio e TV ci raccontano esempi drammatici.
Un altro tipo di conseguenza gravissima dell'inibizione della creatività è lo sviluppo di un disagio mentale evidente e diffuso: ansia, depressione, crisi di panico, fobie varie, disagio esistenziale (insicurezza, dipendenza psicologica, conformismo, isolamento, indifferenza, intolleranza, difficoltà nella comunicazione, ecc.).


Il coraggio della creatività

“Per vivere una vita creativa dobbiamo perdere la paura di sbagliare.”
(Joseph Chilton Pearce) 

“Per vivere una vita creativa dobbiamo perdere la paura di sbagliare”, così afferma Pearce ed io modificherei la frase dicendo che per vivere una vita creativa dobbiamo avere Fiducia (in noi e nella Vita)!
Cosa vuol dire per voi “essere creativi”? Quanto vi nutrite di creatività nella Vita?
Il libro de “I King”, il libro dei Mutamenti, prevede come primo esagramma “IL CREATIVO” (Kkienn) che graficamente si compone dai due trigrammi “cielo su cielo”. Senza addentrarmi in spiegazioni specifiche che in realtà rimando al lettore particolarmente interessato all’argomento, prendo spunto da tale segno per dire che recita così: “La via del Creativo opera attraverso mutamento e trasformazione, così che ogni cosa riceve la sua vera natura e destino e giunge permanente concordanza con la grande Armonia: questo è ciò che è propizio e perseverante”.
Di solito, ed erroneamente aggiungo, si sente dire che la qualità della creatività sia legata quasi esclusivamente ai cosiddetti artisti o comunque all’ambito artistico, quello più di nicchia. Ovviamente non sono d’accordo. La creatività è per me il risultato della capacità di ognuno di  essere sempre in contatto con se stesso,  sapendo cogliere le proprie mutevoli sfumature ed accompagnando con profonda accettazione la nostra trasformazione che è , quest’ultima, elemento costante della Vita. Se non accettiamo la nostra mutevolezza difficilmente daremo spazio alla creatività e quindi al NUOVO.
Il “nuovo”, dimensione che sovente ci spaventa perché vogliamo controllarlo anticipatamente con l’arroganza e la presunzione di chi sa già quello che sarà. Non voglio dire che non ci sono fatiche e momenti di scoramento, ma quanta fatica si fa ad anticipare l’esito di qualcosa che non sapremo come andrà finchè non iniziamo ad agire? E qui un altro passaggio: l’AZIONE. Ad ognuno di noi la scelta di quali azioni fare ed in quali tempi però c’è un limite a tutto: qualcosa si deve pur fare, non si può vivere solo nel mondo dell’idee altrimenti anche quelle più entusiasmanti alienano.
Non posso pensare solo ad una ricetta e poi non farla mai!!!!!! L’esperienza ci serve per comprendere se la direzione è quella giusta per noi. 
“Creare”, prima di tutto noi stessi, richiede un costante Amore nei nostri confronti, un Accudimento profondo per le nuove parti di noi che ogni istante chiedono di poter nascere (o ri-nascere). Creare vuol dire darsi la possibilità di scegliere liberamente i colori della propria Esistenza credendo fermamente che non ci sono regole fisse per dipingere “un quadro perfetto”…NOI…

La creatività ti salva la vita

La capacità di “inventare” nuove strade è patrimonio di tutti: risvegliamola, perché originalità e innovazione ci aiutano nel lavoro e nella vita quotidiana

Si sa che le cose prevedibili sono in genere anche rassicuranti. Ma una vita tutta programmata e senza scossoni, già scontata, è davvero un obiettivo cui puntare? È legittimo avere qualche dubbio. Di certo è raro sentire una donna innamorata dire: “È così monotono che mi fa impazzire! Con lui è tutto scontato, che bello!”. E siamo certi che nessun dirigente si esprimerebbe così riguardo a un suo sottoposto: “Da lui non ci si può mai attendere un colpo di fantasia o un’idea originale: è perfetto!”. L’inaspettato, la variazione imprevista sono, in molti campi, il lievito dell’esistenza. Un lievito che possiamo andare a cercare dando più spazio a una qualità preziosa che tutti possediamo ma che spesso non sappiamo di avere: la creatività, cioè la capacità di mettere in campo soluzioni nuove. A volte un’intuizione ci fa cambiare strada all’improvviso e risolve problemi o situazioni spinose. Ma come possiamo coltivarla? Scopriamolo assieme.
La vita sorprende chi non la “prenota”
La tua vita è dominata dalla routine? Decidi sempre di lunedì cosa farai il giovedì? Programmare è confortevole, ma il rischio che corri è di prenotarti la vita come ci si prenoterebbe un ristorante: sai già dove andrai e cosa mangerai. L’imprevisto, l’evento che scombina i tuoi progetti all’ultimo momento: sono colpi di fortuna! Quando non arrivano mai, prova tu a cercarli. Ogni tanto cambia programmi all’ultimo istante e osserva cosa accade dentro e fuori di te. Ti sorprenderai  positivamente!
Gioca con la tua immagine
A tutti è capitato di essere attratti da un capo di abbigliamento, un oggetto o un elemento un po' fuori dalle righe: magari è una semplice cravatta dal colore sgargiante, o un cappello dalla forma troppo vistosa oppure un fiore da mettere tra i capelli. L’abbiamo comprato e mai indossato, oppure ci abbiamo rinunciato perché l’occasione adatta non arrivava mai. Hai mai pensato che quell’oggetto è lì come una sfida? Indossalo! Non è necessario che sia qualcosa di vistoso che potrebbe imbarazzarti, basta un piccolo elemento insolito.
Perché farlo
La nostra immagine è lo specchio più fedele che abbiamo ed è la prima a essere contagiata dal virus dell’uniformità. Ci vestiamo uguali agli altri fino a essere indistinguibili e tutto questo accade senza che ce ne accorgiamo. Concedersi un po’ di ribellione intervenendo sull’immagine porterà grandi sorprese nelle tue giornate: emergeranno gesti, frasi e anche occasioni inaspettate.
Accorgersi di ciò che non appare subito
L’abitudine è uno dei virus più potenti: invade il comportamento, il pensiero e anche la percezione. Iniziamo a riappropriarci della nostra originalità con un esercizio in due parti, che ha la finalità di risvegliare una sensibilità troppo ingabbiata e restituirci uno sguardo aperto.
- Osserva gli spazi vuoti
Ogni tanto durante la giornata, ovunque ti trovi, fermati per un minuto e lentamente fai scorrere lo sguardo tutto intorno a te cercando di notare gli spazi vuoti tra gli oggetti. Di solito si notano gli elementi, le persone e gli oggetti che occupano lo spazio; ma hai mai osservato che forma ha il vuoto tra le gambe di una sedia? E i vuoti che si inscrivono nella figura di una persona?
- Ascolta anche le pause
Quando qualcuno ti fa un lungo discorso, cogli l’occasione per fare questo esercizio: anziché ascoltare le parole, soffermati sulle pause. Non avere paura di essere scortese nei confronti del tuo interlocutore: spesso ci parliamo addosso e l’altro è solo un pretesto per sfogarci. Quanti silenzi ci sono tra le parole? Sono ampi come un respiro profondo? Sono brevi come il singhiozzo? Le pause sono cariche di significato?

La creatività è uno stato paradossale della consapevolezza e dell’essere. E’ l’azione che scaturisce dall’assenza di attività: è ciò che Lao Tzu ha chiamato wei-wu-wei. Significa lasciare che accada qualcosa attraverso di sé: non è agire, è permettere un accadere. Significa diventare un canale, affinché il Tutto possa fluire attraverso di te; significa diventare una canna di bambù vuota, nient’altro che una canna di bambù vuota.
In questo caso qualcosa inizierà immediatamente ad accadere poiché, nascosto nell’essere umano c’è il divino: devi solo concedergli un pò di spazio, un passaggio minimo per permettergli di fluire attraverso di te. La creatività è questo: permettere a Dio di accadere; la creatività è uno stato religioso dell’essere. Ecco perché affermo che un poeta è molto più vicino a Dio di un teologo; un danzatore lo è ancora di più […]
Creatività non è altro che questo: essere totalmente rilassato. E questo non significa inattività, bensì rilassamento: infatti, dal rilassamento scaturirà un agire intenso ma non sarà un tuo fare: tu sarai un semplice veicolo […]
Coleridge, un grande poeta inglese, alla sua morte lasciò migliaia di poemi incompiuti. Nel corso della sua vita molti gli avevano chiesto: “Perché non termini questi poemi?”. Alcuni infatti mancavano solo di un finale, di una o due strofe: “Perché non li finisci?”.Coleridge rispondeva:
“Non posso, ogni volta che ho tentato di completarne qualcuno sentivo che mancava qualcosa, c’era una dissonanza. Le strofe composte da me non erano mai in sintonia con il poema… qualcosa che era scaturito spontaneamente attraverso di me. Le strofe che avevo aggiunto restavano un ostacolo nel quale inciampavo, erano massi che impedivano il fluire della poesia. Perciò devo aspettare: qualsiasi poema, fluito attraverso di me, sarà completato solo da qualcosa che inizierà nuovamente a fluire, mai prima di allora”.
Coleridge completò pochissimi poemi, che hanno però una bellezza grandiosa e un raro splendore mistico. E’ così da sempre: quando il poeta scompare, nasce in lui la creatività. In questo caso il poeta è posseduto; certo, il termine è esatto: il poeta è posseduto. Essere creativo significa essere posseduto dal divino. […]
E ogni volta che sarai in sintonia con il ritmo naturale dell’universo, sarai un poeta, un pittore, un musicista, danzatore. Provaci!
Questo è lo stato di creatività, e questa può essere definita la sua qualità essenziale:essere in armonia con la natura, essere in sintonia con la vita e l’intero universo.

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Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT 
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Immagine: Michela Marini 

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