Questo blog rappresenta un diario di viaggio. Tenta di donare spunti per entrare in contatto con voi stessi.
E' importante ricordare sempre che le nozioni apprese dall'esterno sono solo un input e che le risposte sono da sempre presenti in voi.

domenica 15 maggio 2016

La maschera della società: "Io ti voglio diverso, ma da te stesso"

E' tempo di guardarsi dentro






L’uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi.

(Erich Fromm)


Essere autentici significa vivere in contatto con la parte più vera di sé. Significa non avere più bisogno di nascondere a sé stessi le proprie parti incompiute e fragili, occultandole dietro una “maschera”. 

Abbiamo creato la maschera per non far vedere le nostre parti in ombra, parti scomode per il nostro io onnipotente che vuole presentarsi al mondo con una facciata di perfezione e di superiorità. L'esperienza della maschera è comune a tutti.

Autenticità significa dunque non doversi più nascondere, e poter entrare in contatto con il mondo con maggiore libertà e consapevolezza, potersi affermare senza temere il rifiuto da parte degli altri. Non significa, come spesso viene frainteso, che possiamo dare libera espressione a tutte le nostre pulsioni ed emozioni, senza accorgerci che queste possono ferire. Non è dare libero sfogo al bambino interiore, quanto, piuttosto, dargli voce educandolo al contempo, riconoscendone i limiti come limiti, e non assolvendolo e indulgendo nelle sue manchevolezze e nei suoi sfoghi. 

In breve, significa essere assertivi, avere la posizione “Io sono ok, tu sei ok”, cioè “rispetto me stesso mentre rispetto l'altro”, che è una posizione matura ed estremamente funzionale, dato che viviamo in un mondo di relazioni, con risorse limitate. Non ferendo la sensibilità né invadendo gli spazi altrui, la persona autentica e assertiva è animata da una spinta all'autorealizzazione, non dipende più dall'approvazione e dai giudizi degli altri. Diviene autodiretta ed è guidata da un bisogno di crescita, in cui si assume la diretta responsabilità dei propri comportamenti e non è più sottoposta a una logica convenzionale e conformista.

Veridicità significa utenticità, essere veri, non essere falsi, non usare maschere. Quale che sia il tuo volto reale, lo mostri… e a qualunque prezzo.

Ricorda, non vuol dire che devi smascherare gli altri. Se sono contenti delle loro bugie, bene, è una loro scelta. Non metterti a smascherare nessuno, perché è questo che la gente pensa. Pensa di dover essere sincera, autentica, e che questo significhi che deve andare a mettere a nudo gli altri.

Ma non è così, ciò che ti devi ricordare è di essere sincero con te stesso. Non c’è bisogno di te per riformare tutti gli altri a questo mondo. Se cresci tu, è sufficiente. Non fare il riformatore, non cercare di dare lezioni agli altri o di cambiarli. Se cambi tu, quello è un messaggio sufficiente.

Essere autentici vuol dire rimanere fedeli al proprio essere. Ma come farlo? Ci sono tre cose da ricordare.

La prima è, ascolta sempre la tua voce interiore, ascolta ciò che tu vorresti essere.

Non ascoltare mai nessuno quando ti dice cos’è bene per te, altrimenti sprecherai la tua vita.

Tua madre vuole che diventi un ingegnere, tuo padre un dottore e tu vuoi essere un poeta. Cosa puoi fare? Certo tua madre ha ragione, perché dal punto di vista finanziario è meglio essere un ingegnere.

Anche tuo padre ha ragione: essere un dottore ha un buon valore di mercato. Un poeta? Sei diventato matto?
I poeti sono persone maledette, nessuno li vuole. Non c’è nessun bisogno di loro; il mondo può esistere anche senza poesia. Il mondo non può esistere senza ingegneri, e se c’è bisogno di te hai più valore; se non servi, non hai nessun valore.

Ma se vuoi essere un poeta, sii un poeta. Magari dovrai mendicare. Bene! Magari non diventerai ricco. Non preoccuparti, perché puoi diventare un grande ingegnere e guadagnare tanti soldi, ma non ti sentirai mai realizzato. Ti resterà comunque un desiderio profondo, il tuo essere interiore bramerà essere un poeta.

Ricorda, sii fedele alla tua voce interiore. Può condurti nei pericoli, eppure devi rimanerle fedele perché allora c’è la possibilità che un giorno arriverai alla condizione di danzare e celebrare la tua realizzazione interiore.

Guarda sempre qual è la prima cosa per il tuo essere, la più importante, e non permettere agli altri di manipolarti e di controllarti. 

Sono tanti: tutti sono pronti a controllarti, a cambiarti, a darti un’indicazione che non hai nemmeno chiesto. Tutti ti vogliono dare una guida per la tua vita. Ma la guida esiste dentro di te; solo tu conosci la formula.

Essere autentici vuol dire essere fedeli a se stessi. È un fenomeno molto pericoloso; solo rari individui ci riescono. Ma, se ci riescono, si realizzano. Arrivano a una bellezza, a una grazia e soddisfazione che tu non puoi nemmeno immaginare. Guardati attorno, se  tutti hanno un’aria frustrata è perché nessuno ha dato ascolto alla sua voce interiore.

Ascolta sempre la tua voce interiore e nient’altro. Sarai circondato da mille tentazioni, perché ci sono tante persone che vogliono vendere le loro merci. Il mondo è un supermercato, e tutti vogliono vendere le loro cose; sono tutti dei venditori. Ma se dai ascolto a tutti questi venditori diventerai matto. Non ascoltare nessuno; chiudi gli occhi e ascolta la tua voce interiore. Questa è la prima cosa.

Solo se hai fatto la prima puoi fare la seconda – non metterti mai una maschera. Se sei arrabbiato, sii arrabbiato. È rischioso, ma non metterti a sorridere, perché allora il tuo sorriso è falso, solo una maschera… un esercizio delle labbra, e nient’altro. Il cuore è pieno di rabbia, di veleno, e le labbra sorridono; diventi un fenomeno falso. Quando vuoi essere arrabbiato, sii arrabbiato. Non c’è nulla di male nell’essere arrabbiati.

Se vuoi ridere, ridi. Non c’è nulla di male nel ridere forte. Pian piano vedrai che il tuo sistema ricomincia a funzionare. E quando questo accade, sentirai un suono armonioso, proprio come una macchina il cui motore, quando tutto funziona bene, fa questo rumore armonioso. Il guidatore che ama la sua macchina sa che ora tutto funziona bene, che c’è un’unità organica – il meccanismo funziona perfettamente.

Anche in una persona puoi notare quando il meccanismo funziona bene, sentirai questo suono armonioso intorno a lei. Cammina, e il suo passo è una danza. Parla, e le sue parole portano con sé una sottile poesia. Ti guarda, e ti guarda veramente; non è tiepida, è calda. Quando ti tocca, ti tocca veramente. Puoi sentire la sua energia che arriva nel tuo corpo, una corrente di vita che ti viene passata… perché il suo meccanismo funziona bene.

Per cui la seconda è non usare maschere. Sii vero, qualunque ne sia il prezzo.

La terza cosa sull’autenticità: rimani sempre nel presente, perché tutto ciò che è falso arriva o dal passato o dal futuro. Ciò che è stato è stato, non preoccupartene. Non portartelo dietro come un fardello, altrimenti non ti permetterà di essere autentico nel presente. Tutto ciò che non è ancora stato, non è ancora stato. Non preoccuparti del futuro, altrimenti si insinuerà nel presente, distruggendolo. Sii vero rispetto al presente, e sarai autentico.
Essere qui e ora vuol dire essere autentici. Né passato, né futuro: questo momento è tutto, è tutta l’eternità.

Con queste tre cose arrivi a ciò che Patanjali chiama veridicità. Allora tutto ciò che dici è vero. Normalmente pensi di dover fare uno sforzo per dire la verità. Io non dico questo, io dico che quando crei l’autenticità, tutto ciò che dici sarà vero. Una persona autentica non può mentire, tutto ciò che dice sarà vero.Quindi non ti dico: “Di’ la verità”. Ti dico: “Sii autentico e tutto ciò che dici sarà vero”.


Testo estratto da un discorso di Osho.


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Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT 
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