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lunedì 5 maggio 2014

La bioenergia del sesso

Il meccanismo bioenergetico



Sul piano bioenergetico avviene una parte significativa dei processi vitali dell'organismo. Si può parlare dell’esistenza di speciali organi bioenergetici e canali. Tali organi sono soprattutto i chakra, mentre i meridiani sono canali.

Le conoscenze pratiche di queste strutture, sin dai tempi antichi, sono state utilizzate nell'arte dell’autoregolazione psichica in Oriente. Ma in Russia era avvenuta la loro connessione con i moderni concetti scientifici di fisica sulla natura multidimensionale dell'organismo ed è stato creato l’insegnamento sui chakra e i meridiani, come sulle zone del riflesso della sfera emotiva-volitiva.

Padroneggiare le tecniche di lavoro con queste strutture aiuta ad acquisire i metodi radicali dell’autoregolazione psichica, che permettono, durante diversi mesi, di trasformare un paziente malato, timido, opaco, arrabbiato, sempre irritabile, in uomo sano, allegro e socievole.

Un'altra funzione dei chakra è l'accumulo, la trasformazione e la distribuzione delle energie libere dell’organismo (cioè non racchiuse in connessioni biochimiche).

I chakra si trovano nel seguente ordine:

Sahasrara è il chakra che ha la forma di un disco e si trova sotto l'osso parietale. Il suo diametro è di circa 12 cm, l’altezza è circa 5 cm (sono le dimensioni dei chakra sviluppati). Questo è la parte anteriore degli emisferi cerebrali.

Ajna situato nel centro della testa è un grande chakra. Ad esso corrispondono le parti centrali del cervello.

Vishudha è il chakra che si trova nella metà inferiore del collo e che copre lo spazio dalla spina dorsale alla ghiandola tiroide, tutto compreso.

Anahata è il chakra della parte toracica del corpo. Un anahata ben sviluppato occupa la maggior parte del torace.

Manipura è il chakra della metà superiore dell'addome.

Svadhisthana è il chakra della metà inferiore dell'addome.

Muladhara è il chakra che si trova nella parte inferiore del bacino dal coccige fino all'osso pubico.



Il grado di sviluppo dei chakra corrisponde alle caratteristiche psicologiche dell'individuo. Quindi, quando si hanno ben sviluppati:

il sahasrara, allora si dimostra la capacità del pensiero «strategico», cioè la possibilità di raggiungere, con la mente, la visione di tutta la situazione in generale con «uno sguardo», «da sopra». Questo permette a tali persone di essere leader di larghe vedute,

l’ajna, allora si dimostra la capacità del pensiero «tattico» che aiuta ad affrontare con successo il problema «stretto», la questione privata nel campo della scienza, della produzione e anche in quello domestico,

il vishudha, allora si dimostra capacità di percezione estetica; a tale categoria appartengono i bravi pittori, i musicisti e altri artisti: sono tutte persone con il vishudha ben sviluppato,

l’anahata, allora si dimostra la capacità di amare emotivamente (amore che proviene non «dalla mente» ma dal «cuore»),

il manipura, allora si dimostra la capacità di agire energicamente (ma a volte è incline alla dominazione sostenuto da emozioni negative come l'irritazione e la rabbia per coloro che non stanno lavorando su se stessi in termini di perfezionamento spirituale),

lo svadhisthana, allora si dimostra una funzione riproduttiva bene espressa,

il muladhara, allora si dimostra la stabilità psichica nelle diverse situazioni.

Ognuno di noi ha avuto l'opportunità di sperimentare in passato quella manifestazione dell'attività dei propri chakra.

Così, quando si avverte la fatica mentale allora si percepisce la «pesantezza» nel campo dell’ajna o del sahasrara.

Ma la percezione di qualcosa di molto armonioso che a volte provoca la «mancanza di respiro» dalla felicità, significa che si sta manifestando il vishudha. Ma a volte capita la situazione opposta: quando «un grumo ti blocca il respiro nella gola», questa è la reazione dello stesso chakra per la disarmonia della situazione (per esempio, il risentimento per l'ingiustizia degli altri o il proprio errore che ha portato ad uno stato di «non so cosa fare adesso!»).

Sì, le nostre emozioni non nascono nel cervello, ma al livello della bioenergetica, nei chakra. Chi si è impadronito dei propri chakra, lo capisce molto bene; può, in particolare, creare ed esplorare le proprie emozioni, per così dire, «nello stato puro», come le creazioni energetiche, «da fuori». Gli studi elettrofisiologici fatti, mostrano che le strutture cerebrali, coinvolte nelle reazioni emotive, riflettono solo un collegamento secondario nella catena di realizzazione degli stati emotivi.

L‘anahata si manifesta nel momento dell’amore disinteressato. E ci sono persone che irradiano amore tramite il cuore spirituale dal chakra anahata, costantemente e in qualsiasi situazione. Di queste persone si dice che «sono cordiali». Tali dovremmo essere tutti noi: proprio dallo sviluppo del cuore spirituale (prima dentro il chakra anahata e poi nella dimensione che supera il nostro corpo materiale) inizia parte del percorso dello sviluppo umano, che può condurre all’autorealizzazione spirituale!

Il chakra manipura si percepisce di solito solo quando sentiamo le emozioni negative, creando una disgustosa sensazione di «succhiare», o anche la percezione di torsione delle sue frizzanti e spiacevoli energie.

Un'occasione per sentire svadhisthana appare particolarmente chiara durante un’insoddisfacente eccitazione sessuale. Queste sensazioni spiacevoli nel basso addome, nel segmento corrispondente alla colonna vertebrale (queste ultime non si verificano in tutti) sono il risultato del trabocco del chakra, di un particolare tipo di bioenergia udana, che doveva uscire dal chakra, provocando un orgasmo. Questo è il meccanismo dell'orgasmo.

Normalmente l’udana, che è uscita entra nel corpo del partner. Se il partner non riceve questa porzione di udana, allora dopo un atto sessuale può verificasi la fatica, l’esaurimento. Di regola, l'armonia nei rapporti sessuali può essere raggiunta solo con l'orgasmo reciproco.

L’eccesso di udana (propria o quella ricevuta dal partner), si trasforma (si sublima) in energia per gli altri chakra (nella condizione in cui i chakra e i canali corrispondenti, i meridiani, sono sviluppati).

A seconda della dominanza di un chakra, tutte le persone possono essere divise in gruppi corrispondente al proprio tipo.

Ogni chakra è responsabile di fornire, con libera bioenergia, gli organi situati nel limite del corrispondente segmento del corpo. Molte malattie di vari organi sono state causate della contaminazione dei chakra corrispondenti. Gli esercizi speciali con i chakra possono guarire gli organi associati a tali chakra.

I chakra sono commutati dai diversi meridiani:

Sushumna è il meridiano ampio che va dal coccige lungo la spina dorsale, poi attraverso la regione del midollo allungato fino al sahasrara. Sushumna conduce una vasta gamma di bioenergie.

Vadzhrini è lo stretto canale isolato nella parte posteriore del sushumna che conduce l’udana dallo svadhisthana ad altri chakra.

Chitrini (Brahmanadi) è il meridiano che passa dietro il sushumna lungo i processi spinosi delle vertebre e nello spessore della cute dietro di essi. nella testa esso passa all'interno del cranio, lungo le ossa occipitali e al loro interno fino al sahasrara. Il meridiano chitrini conduce una delle forme più sottili di bioenergia nel corpo.

Sulla parte anteriore del corpo si trova un meridiano molto importante per noi, che si chiama in cinese jen-mo, il meridiano anteriore. Esso inizia nella parte superiore della testa, lì dove il canale citrini finisce. Due dei suoi rami si incurvano intorno ai lati del sahasrara e si collegano sulla fronte, poi molti rami scendono lungo il viso, raccogliendosi nel campo del vishudha. Il terzo ramo, a partire dall'inizio del canale, scende attraverso il cervello dal cranio, passa attraverso il palato e si riunisce con gli altri rami sul lato anteriore del collo. Successivamente il meridiano scende come un largo nastro (larghezza 8-10 cm) sul lato anteriore del corpo, passando nel tessuto sottocutaneo. Nella parte inferiore penetra l'osso pubico e va avanti lungo il perineale verso i canali spinali.

La topografia e lo stato di tutte le strutture bioenergetiche del corpo, compresi i chakra e i meridiani, possono essere osservati per mezzo della chiaroveggenza, che si sviluppa attraverso un sistema di esercizi del raja-yoga.

Gli esercizi speciali consentono di collegare in un anello i meridiani anteriori e quello spinale; questo anello di energia è chiamato «orbita microcosmica». Gli esercizi con l’»orbita microcosmica» danno un unico effetto positivo emotivo.

Per quanto riguarda la questione delle trasformazioni bioenergetiche nell'organismo:

l'energia entra nel corpo principalmente attraverso il cibo. Poi subisce una serie di trasformazioni.

Inizialmente, tutta l'energia libera, che si forma durante la lavorazione del cibo nel tratto gastrointestinale, si riunisce in manipura. La sua qualità dipende da ciò che mangiamo. Le bioenergie più grossolane si formano dal cibo «ucciso» le più sottili si formano da frutti, bacche, verdure e cereali. In seguito l’energia deve essere sottoposta ad assottigliamento prima di poter essere usata con il massimo beneficio per le diverse esigenze dell'organismo. Naturalmente, questo accade solo in presenza di sane e sviluppate strutture bioenergetiche coinvolte in questo processo.

La prima fase della trasformazione avviene durante il passaggio di samana in udana. La seconda tramite un esercizio speciale, la rotazione dell’energia sull’»orbita microcosmica». L'energia dei due chakra inferiori sale lungo i canali spinali, «si butta» sopra la testa e scende lungo i canali frontali. Quando l'energia scende lungo il canale anteriore si trasforma, questo lo può percepire chiunque abbia acquisito l'esercizio. Il canale anteriore è come un trasformatore per la bioenergia. Come risultato, davanti al praticante si apre un mondo completamente nuovo di sottili emozioni positive, ed è molto importante conoscerlo, soprattutto durante il contatto sessuale.

I chakra sviluppati si riuniscono tramite un ampio meridiano centrale, che passa nel centro del corpo.

Il rapporto sessuale, solo per le persone appartenenti al livello primitivo, avviene con la stimolazione meccanica delle zone erogene. Per le persone spiritualmente avanzate, il sesso in gran parte «si sposta» nella sfera delle sottili emozioni positive. Ciò corrisponde alla formulazione dello scopo di tale comunicazione: non il rapido raggiungimento del proprio orgasmo, ma la donazione al partner della massima tenerezza, l’acquisizione dell’armonia reciproca, la riunione delle anime.

Durante il rapporto sessuale avviene un intenso scambio bioenergetico tra i partner, non soltanto dell’udana. Se si rivolge l’attenzione a questo può avvenire anche l'attivazione dei sistemi bioenergetici, la pulizia dei chakra e dei meridiani. Le persone che hanno acquisito la capacità di vedere le bioenergie possono osservare e controllare i loro flussi.

Attraverso il contatto sessuale si può guarire il partner.

Ma, attraverso esso, in altri casi si può ottenere un danno serio per i sistemi bioenergetici, che porta alle malattie. Ciò può avvenire attraverso rapporti sessuali con una persona ubriaca, malata o che abbia una bioenergia grossolana.

Ciò è particolarmente importante per le persone che camminano sulla Via spirituale: un coniuge che non viene insieme a voi verso Dio, che non cerca di raffinare la propria sfera emotiva, che non fa raffinare se stesso come coscienza, diventerà un ostacolo nel vostro avanzamento spirituale. E se non farete modificare radicalmente questa situazione, allora sarà accreditato sul vostro conto come peccato, che sottintende il rifiuto di realizzare lo scopo principale per qualsiasi persona: la responsabilità dello sviluppo spirituale al meglio di tutte le sue forze. Gesù Cristo ha parlato di una situazione del genere: coloro che per l'esecuzione dei Suoi Insegnamenti rinunciano agli attaccamenti terreni, ai propri coniugi indegni e continueranno il percorso verso la Meta principale della loro vita, verso Dio, guadagneranno tutto un centinaio di volte, compresi i vantaggi della vita futura (Matteo 19:29, Marco 10:29-30).



Le emozioni sessuali, come tutte le altre, sono quelle manifestazioni energetiche che non esistono solo all'interno del corpo fisico, ma che si irradiano anche verso l'esterno, causando la risonanza di alcune altre creature, compresi gli esseri umani. E gli ultimi, essendo consapevoli o meno, possono sintonizzarsi con tali campi energetici.

Alcune caratteristiche delle emozioni sessuali, come il desiderio primitivo o il tenero dono, si trasmettono agli altri, come la grossolanità o la raffinatezza, come il disprezzo altezzoso o la gratitudine.

Ma gli effetti più sorprendenti nella sfera sessuale appartengono naturalmente al diretto contatto fisico.

In particolare, proprio in questa prospettiva, dovrebbe essere affrontato il problema della compatibilità o incompatibilità bioenergetica del partner.

Il risultato della compatibilità può essere l’armonia superiore nel rapporto.

L'incompatibilità può portare in alcuni casi a gravi stati di malattia, alla nascita del disgusto per il partner, allo stato di terrore per la prospettiva di nuovi contatti sessuali con lui.

Un'altra causa della breve durata del rapporto sessuale da parte di una persona, può dipendere non da lui, ma dalla grossolanità dell’energia dello svadhisthana del suo partner. Cioè, se l’energia udana della donna è più grossolana dell’energia dello svadhisthana dell’uomo, allora gli atti sessuali con lei saranno molto brevi. Mentre con le altre donne lo stesso uomo avrà rapporti sessuali di lunga durata.



Nella prospettiva bioenergetica, per il funzionamento completo del sistema riproduttivo, bisogna avere la purezza e la raffinatezza bioenergetiche e anche sviluppate bene e in buono stato di funzionamento le strutture dell'organismo descritte sopra. Fra loro vi sono le seguenti:

Ajna: la concentrazione in ajna, durate il rapporto sessuale, agisce sulla sfera sessuale analogamente all’attivazione del sistema nervoso simpatico. Questo riduce la capacità sessuale degli uomini (indebolimento delle erezioni, riduzione della durata del rapporto sessuale) e anche delle donne (l’incapacità di rilassarsi mentalmente, la prevalenza di pensieri estranei, ecc.) Se solo uno dei partner si concentra in ajna, questo non permetterà a nessuno dei due di entrare negli stati emozionali sottili. L’armonia in tali casi è irraggiungibile.

Padroneggiare la capacità di trasferire la concentrazione della coscienza da ajna all’altro chakra, anahata, consente di liberarsi costantemente dalla schiavitù delle emozioni negative. Questo ferma anche il «dialogo interno» che «ha schiavizzato» moltissime persone.

Se l’ajna ha contaminazioni bioenergetiche visibili con la chiaroveggenza come le macchie scure, allora trasferire la concentrazione da esso in un altro chakra sarà molto difficile, e tenerlo per lungo tempo al di fuori dell’ajna è impossibile. Quindi è molto importante mantenere sempre questo chakra nello stato puro.

Anahata: trattenere la concentrazione nell'anahata, come costante stato di sfondo, è una conquista spirituale molto importante. Durante il rapporto sessuale, questo è una necessità. La fusione delle energie di due anahata dà un effetto emotivo superiore.

Manipura: il dominio degli stati emotivi negativi, sostenuto dallo stato energetico del manipura, coincide con l'eccitazione del sistema nervoso simpatico e questo esclude una armoniosa relazione sessuale. Gli esercizi appropriati per la gestione del proprio sistema bioenergetico possono radicalmente aiutare a sbarazzarsi da questi stati, così come dai molti altri stati analoghi ad essi.

Svadhisthana: è il chakra principale del sistema genitale. La presenza di sufficiente potenziale bioenergetico nel chakra è condizione obbligatoria per la manifestazione delle emozioni sessuali e per il raggiungimento dell'orgasmo di entrambi i partner e anche per la manifestazione della capacità di erezione negli uomini.

La presenza dello svadhisthana infantile spiega la mancanza di orgasmi nonostante tutte le altre condizioni favorevoli, in alcune donne, durante la precoce attività sessuale; favorevoli esperienze sessuale in seguito portano ad una «maturazione» del chakra.

La divisione della concentrazione di coscienza tra l’anahata e lo svadhisthana conduce alla piena espressione della sessualità attraverso il rapporto sessuale.

Muladhara: la presenza del bioenergetico potenziale di riserva in muladhara prevede sicura e stabile l'attuazione della funzione sessuale, dal momento che l'energia di muladhara riempie lo svadhisthana in caso di sua malnutrizione.

Vadzhrini: è il meridiano che fa trasmettere l’udana dallo svadhisthana. La purificazione e lo sviluppo del vadzhrini permettono alle donne che hanno anorgasmia accompagnata da sensazioni dolorose, di sbarazzarsi di questi sintomi, «sbloccando» i fenomeni bioenergetici vello svadhisthana. Il vadzhrini di solito si pulisce tramite metodi speciali insieme con il sushumna.

Chitrini: è il meridiano che permette, se si è concentrati in esso, di raggiungere i più sottili stati emozionali, che sono preziosi nel rapporto sessuale.

Canale anteriore: la concentrazione in esso crea in entrambi i partner un livello elevato di tenerezza.


Nella letteratura medica antica è talvolta sostenuto che l'orgasmo maschile è il risultato dello spostamento del liquido seminale sul funicolo spermatico. Questo non è corretto e può essere provato nel caso in cui l’orgasmo, ripetuto a breve intervallo, può verificarsi anche senza l’eiaculazione: lo sperma non ha avuto il tempo di svilupparsi e di accumularsi.

In realtà, l'orgasmo ha natura bioenergetica: esso accompagna l'uscita dell’udana dal chakra svadhisthana. Ciò si dimostra anche se si osserva direttamente il movimento dell’udana con l’aiuto della chiaroveggenza. Tale natura dell’orgasmo appartiene agli uomini e alle donne.

Possiamo anche notare che quasi tutti gli uomini hanno gli orgasmi più o meno dello stesso tipo. Ma per le donne c'è una varietà di questo fenomeno.

In primo luogo, l'orgasmo nelle donne può essere causato da esposizione a differenti zone erogene, che porta alle diversità qualitative del sentimento.

In secondo luogo, ci sono donne che avvertono tipi di orgasmo maschile: un episodio di beatitudine, dopo di che la prosecuzione del loro atto sessuale diventa indifferente o addirittura sgradevole. Ma altre, se il rapporto sessuale continua, possono godere molte volte l’arrivo delle onde del piacere.

Si può anche notare che le donne sono molto più interessate degli uomini al rilassamento dopo un rapporto, ma il rilassamento dovrebbe essere accompagnato da una graduale dissolvenza (le carezze che calmano). Gli uomini questo devono conoscerlo e considerarlo.




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Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT 
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(Fonte: http://sessuologia.swami-center.org/orgasmo.shtml
Rivisto da: ragazzaindaco.blogspot.it)