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martedì 12 novembre 2013

Il Cromatismo : Il colore come creatore dello spazio e della prospettiva cromatica





Le stanze di una casa possono essere colorate con specifici colori per la funzione alle quali sono state progettate. Si possono utilizzare colori caldi o freddi. I colori caldi vengono usati per stimolare le attività che si svolgono in una specifica stanza, mentre quelli freddi hanno un effetto calmante e rilassante. In cucina ad esempio sarebbe consigliato il colore TURCHESE, perchè permette di lavorare con tranquillità. In cucina inoltre si possono usare colori vivaci, per mettere in evidenza delle parti ritenute più pericolose e quindi come segnale di attenzione. I BLU sono indicati nelle camere da letto come i VERDI, per il loro potere rilassante. In uno studio creativo, sarebbero consigliati colori più stimolanti come i ROSSI e i MARRONI a secondo dell'uso specifico dello studio, se lo studio è dedicato a ricerche scientifiche o studi legali, questi colori sono da evitare. Per creare un ambiente adatto al pranzo e alla compagnia tra amici è consigliato l'uso di varie sfumaturedi color PESCA e di MAGENTA.




Rudolf Steiner (1861–1925) aprì la sua prima scuola a Stoccarda nel 1919, dove applicò i suoi studi degli effetti dei colori sulle persone. sviluppando delle tavole cromatiche per le aule. Le tavole cromatiche che Steiner consigliava, prevedono cromie diversificate per fasce d'età, rispecchiando lo stadio di sviluppo degli scolari.

Per bambini in prima fascia scolastica, il colore ROSA favorisce un coinvolgimento emotivo e fisico per le attività in classe. Per le aule di ragazzi preadolescenti 11 - 12 anni le aule dovrebbero avere tonalità verso il GIALLO, per i seguenti anni scolastici sulle tonalità delicate del VERDE, per consentire ai discenti più equilibrio dei loro pensieri e formulazioni di giudizi ponderati.

Negli ospedali vengono utilizzati parametri cromatici che possono favorire il processo di guarigione. Per gli ospedali psichiatrici, alcuni colori mirati, come le tonalità del blu, hanno dato dei risultati molto lusinghieri nel miglioramento della terapia applicata. Sempre a livello ospedaliero si potrebbe prospettare l'utilizzo di specifici colori per pazienti con patologie diverse, ad esempio un paziente apatico, potrebbe avere un beneficio dalla permanenza in una stanza color rosa pallido, mentre uno nervoso potrebbe trarre giovamento dal turchese e uno irrequieto dal blu. Nelle fabbriche e negli uffici, vengono progettati spazi e cromie specifici per le varie attività lavorative. Il colore verde aiuta il personale ad essere più tollerante al rumore, mentre il blu è efficace per rendere più fresco un ambiente di lavoro troppo caldo. Dipingere di rosso dei particolari dell'architettura di un locale, aiuta a mantenere attive e vigili le persone che vi lavorano. Notevole interesse per il colore è dato dalle aziende per il confezionamento delle merci. Il consumatore è inconsapevolmente coinvolto a livello emotivo dal colore, ne attribuisce valori diversi in rapporto al concetto d'uso del prodotto stesso, un esempio è quello del caffè, confezionato in una lattina di colore marrone è ritenuto troppo forte, mentre quello in una lattina rossa troppo intenso, con lattine di colore blu, troppo leggero e con il giallo, il caffè è ritenuto acquoso, nonostante che in tutti i casi il prodotto fosse sempre lo stesso.

I colori chiari, usati di solito nelle abitazioni, hanno effetti analoghi alle tonalità decisamente vivaci, ma l’aggiunta del bianco ne attenua l’effetto. Ad esempio, un blu intenso fa rilassare quasi al punto da conciliare il sonno, mentre un celeste ha un effetto rilassante più blando. Un rosso intenso è troppo eccitante e quindi tende a stancare, mentre un rosa ha un effetto solo leggermente stimolante e aumenta la vigilanza. Molta attenzione va riservata all'illuminazione, che può alterare gli effetti dei colori, le lampade ad incandescenza rendono una luce giallastra, mentre quelle a fluorescenza tendono al blu.



RIEPILOGO SULL'USO E GLI EFFETTI DEI COLORIIn questa tabella sono riportati in linea di massima gli effetti dei colori sull'uomo, ma come colori puri, qualsiasi aggiunta di bianco o nero, fa diminuire l'impatto, ma non lo annulla completamente, "rende più blando l'effetto".




ROSSO: Da usare nelle zone di attività e nei corridoi. Da evitare nelle camere da letto, negli uffici, nelle fabbriche e nelle zone di forte stress.
Effetto: Fa sembrare più piccolo il locale. Aumenta la frequenza cardiaca e stimola il respiro. Mantiene svegli e facilita il giudizio. Favorisce l’attività. E’ opprimente e stancante se denso e forte.
ARANCIONE: Adatto alle sale da pranzo, alle zone di ricevimento, alle sale da ballo e ai corridoi. Da evitare nelle camere da letto, negli studi o nelle zone di forte stress.
Effetto: Stimola e favorisce la danza e i movimenti. Favorisce l’allegria, la leggerezza, l’informalità, il piacere.
GIALLO: Il giallo puro è difficile da usare. E’ indicato soprattutto per le stanze utilizzate da una sola persona. Da evitare negli uffici, nelle camere da letto, negli studi e nelle zone di lavoro. 
Effetto:Favorisce il distacco, ma rende nervosi e accelera il respiro. E’ adatto alle persone mature.
VERDE: Adatto a locali in cui occorre un giudizio equilibrato, ad esempio le sale operatorie. Non adatto alla maggior parte delle zone di abitazione o di attività. 
Effetto: Favorisce equilibrio e giudizio. Conferisce al locale un aspetto piatto, privo di vita e vuoto. Incoraggia l’indecisione, arresta il movimento e favorisce l’inerzia.
TURCHESE: Da usare in cucina, nella stanza da bagno, nelle camere da letto, negli uffici, nelle sale di medicazione, ma non nelle zone di attività e di svago.
Effetto: Fresco, rinfrescante, tranquillizzante e calmante; adatto alle persone troppo nervose.
BLU: Camere da letto, uffici, sale di medicazione, zone di forte stress. Da evitare nelle sale da pranzo o nelle zone di ricevimento. 
Effetto: Calma, rilassa, distende e concilia il sonno. Aiuta a combattere la tensione, le condizioni asmatiche, il nervosismo e l’insonnia.
VIOLA: Da usare per creare un ambiente dignitoso: ingressi di ospedali, luoghi di culto e meditazione, ma anche locali per celebrazioni e sale per conferenze. Da evitare nelle corsie o nelle sale di medicazione. 
Effetto: Favorisce la determinazione, la preghiera e la meditazione. Crea dignità e riverenza. Calma il corpo ed equilibra la mente.
MAGENTA: Cappelle, ingressi, sale per conferenze. Da evitare nei locali usati per intrattenimento. 
Effetto: Il colore dell’appagamento spirituale. Genera letizia e un senso di completezza e amor proprio.
BIANCO: Una tonalità troppo dura che richiede una compensazione con arredi, quadri, piante. 
Effetto: Esagera la purezza. Evoca una non esperienza. Crea un effetto troppo duro.
NERO: Non adatto come colore generale. 
Effetto: Accentua le reazioni emotive.










Il colore ci dà la sensazione di avanzare o di allontanarsi. Se ci poniamo davanti al rosso, questo ci verrà incontro quasi ad assalirci, mentre se ci poniamo dinnanzi all'azzurro questo sembrerà allontanarsi da noi creando con il rosso la prospettiva cromatica.

Nella prospettiva spaziale se vogliamo disegnare qualcosa vicino a noi, lo disegneremo grande, se volessimo disegnarlo lontano, lo disegneremo piccolo.

Nella prospettiva cromatica le grandezze non hanno più un senso, se vogliamo disegnare un oggetto vicino lo disegneremo rosso, se vogliamo dipingere un oggetto lontano allora lo dipingeremo azzurro. Steiner affermava che se dipingiamo delle forme colorate queste non potrebbero rappresentarsi in quiete, ma le vedremmo volteggiare. “Attraverso il movimento interiore del colore, la forma si eleva al di sopra della quiete e il vortice del mondo, il vortice della spiritualità la pervade. Se voi date un colore ad una forma la vivificate con l'anima, date un'anima ad una figura morta”.

Non dobbiamo vivere il colore come un elemento legato alla gravità terrestre, ma lo dobbiamo pensare come ad un elemento libero di fluttuare nel mondo. In questo stato di coscienza, per avere la certezza che qualcosa sia reale gli diamo un peso, una misura ed una forma. Se qualcosa non ha un peso e una misura allora diventa un'illusione ottica.

Nel mondo del sogno, invece le cose non stanno esattamente così. Quando noi sogniamo gli oggetti non sono legati alla legge di gravità, non hanno né peso né misura. Così il colore può agire liberamente.

“Abbiamo una piccola nuvola rossa, circondata da un intenso alone giallo: allora non con il metro, ma in modo qualitativo, con il rosso che splende più intensamente, si misura il giallo più debole. In questo modo, non tenendo conto delle misure, il rosso dirà: mi devo allargare, devo diventare più ampio, allora anch'io diventerò giallo”.

Questo modo di osservare il mondo, nella nostra epoca ha cessato di esistere. Non abbiamo più la capacità di osservare il colore nel suo fluttuare. L'uomo antico dotato ancora di chiaroveggenza aveva ancora una visione del mondo legata allo spirituale. Egli osservava l'uomo non come corpo fisico ma come fulcro dell'universo dove tutti i colori convergevano. Questo tipo di visione era ancora percepibile nella pittura del '200 fino a Cimabue. Cimabue intesseva le figure umane all'interno di un fondo dorato. L'oro è il giallo splendore reso materico per potersi manifestare in terra. Cimabue con l'oro dipingeva il Cielo sceso in terra. Le figure che si trovano all'interno dell'oro divenivano loro stesse Spirituali. Le Icone russe sono l'esempio migliore per comprendere questo concetto di pittura. L'uomo, attraverso la pittura, dipingeva ciò che era rimasto in lui dell'antica chiaroveggenza. L'uomo ancora cercava di dipingere i mondi spirituali. Questa pittura era destinata a finire in quanto nell'uomo non esisteva più quella visione. Dopo Cimabue la visione fu proiettata all'esterno alla natura e con Giotto l'arte cominciò il suo percorso verso la scoperta dell'uomo del mondo esteriore. Questo tipo di pittura arrivò al suo massimo splendore con Raffaello. Raffaello è stato l'esponente di maggior spicco della pittura delle Madonne. La Madonna, in contrapposizione con l'icona che rappresenta la visione spirituale, era la visione della divinità all'interno della natura, l'uomo divenuto egoico, ricercatore del suo stesso essere.


Testo tratto da un opera di Rudolf Steiner




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Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT 
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