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lunedì 14 ottobre 2013

La funzione creativa dell’Uomo entro il Tutto

LA VITA PLANETARIA È UN CENTRO NEL SISTEMA SOLARE
Il Triangolo centrale delle Energie-Sequenza di Triangoli collegati-Il rapporto integrale e la funzione creativa dell’Uomo entro il Tutto


LA NATURA DELLO SPAZIO
La migliore definizione dello spazio è quella che lo descrive come il campo della vivente
attività divina, popolato di forme intelligenti, attive, tutte in rapporto tra loro e ciascuna dotata di una sua peculiare forma di coscienza.
Una forma, quindi, non è altro che un centro di vita esistente entro uno degli aspetti del
corpo eterico dell’Entità Spazio.Questo centro contiene al suo interno un germe di vita ed è in costante rapporto con tutte le energie circostanti; la sua sfera d’influenza è variabile e dipende dalla natura e dalla forza della sua coscienza, nonché dal pensiero dell’entità che la vitalizza.
Approfondire la conoscenza di questi rapporti sarebbe molto utile all’astrologia; essa,
infatti, potrebbe superare gli aspetti più superficiali che la caratterizzano attualmente,
soprattutto nel mondo occidentale, e tornare ad essere una scienza esoterica di tutto rispetto.
L’insegnamento esoterico si basa su una visione ilozoistica delle cose; nell’antica lingua
greca, il termine hyle indica la materia, mentre zòe vuol dire vita.
Dunque, ogni “forma” esistente consta dell’aggregazione di molte altre “forme”, cioè non
è un organismo semplice, ma complesso che possiede al suo interno una “vita” capace di
animarlo.

Dalla fusione della materia con la vita ha origine la “coscienza”, la cui ampiezza varia a
seconda della ricettività della forma e del suo grado evolutivo.
La miriade delle vite che animano le infinite forme esistenti non sono altro che scintille
emanate da un’unica grande Fiamma, da una Vita Una che si esprime come un Essere dotato di una propria coscienza e capace di un’estrinsecazione materiale.

Questa Vita Una ha coscienza di sé come Volontà di essere, di bene e di conoscere. Essa è
anche detta Logos planetario, la Vita che anima il nostro pianeta per mezzo di molteplice
energie.

Nel cuore di quest’infinità di energie risiede la Coscienza cosmica, cui si danno vari nomi:

Sanat Kumara, il Signore del Mondo, l’Antico dei Giorni.

La Sua Volontà di Bene dà origine alla Legge di Evoluzione e dispone la Sua forma e la
miriade di forme collegate a conseguire la gloria finale di cui Egli solo ha coscienza e visione.Questo grande Essere opera per mezzo di un triangolo di energie emananti dai tre Raggi maggiori ed attraverso tre Centri collegati.

Così, il primo Centro creato dal Raggio della Volontà e del Potere è Shamballa, il cui
compito è di far circolare il principio vitale in ogni forma planetaria.
Il secondo Centro formato dal Raggio dell’Amore-Saggezza ha manifestato l’intero
universo; in rapporto all’umanità, i Maestri lo definiscono col termine di Gerarchia. Il suo
compito consiste nel risvegliare la coscienza nelle varie forme esistenti, cioè inizialmente il senso dell’identità, ma poi anche quello del proprio ruolo in rapporto col tutto.

Il terzo Centro, formatosi per l’azione del Raggio dell’Intelligenza Attiva, è quello
dell’Umanità, la cui funzione è quella di stabilire un nesso con la Gerarchia e con i regni
subumani.

Ciascuno di questi tre Centri è a sua volta governato da un triangolo di energie; a
Shamballa, esso è composto dai Tre Buddha dell’Attività, rappresentanti la vita, la saggezza e la creazione intelligenti, coscienti ed attive; nella Gerarchia, il Triangolo è formato dal Manu

(vita amorevole ed intelligente), dal Cristo (la coscienza amorevole ed intelligente) e dal
Mahachohan (l’attività amorevole ed intelligente, detto anche Signore della Civiltà); all’interno dell’Umanità il Triangolo si deve ancora formare, per via dell’attuale inadeguatezza degli individui ad un compito così eccelso.

Tuttavia, anche nel regno umano si manifesteranno tre Esseri molto evoluti che opereranno nel campo della politica, della religione e dell’economia, provocando grandi e salutari cambiamenti in questi settori chiave della società.

Solo alla fine del ciclo evolutivo i tre Centri maggiori funzioneranno in piena sintonia,
applicando le loro energie a tutti gli aspetti dell’esistente.


Si ricordi che tutta la suddetta attività si svolge nel corpo eterico del pianeta; infatti, i primi due Centri consistono di sostanza eterica e controllano le energie, mentre quello umano opera ancora soprattutto a livello fisico.

Ciò non vuol dire, però, che non vi sia corrispondenza fra i Centri principali ed il corpo
eterico umano.Infatti, in precedenza, si è detto che l’energia emanata da Shamballa utilizza il centro della testa, quando il “ponte” tra anima e monade si va costruendo; quella della Gerarchia si serve del centro del cuore, quando la personalità si collega all’anima; quella dell’Umanità usa il centro della gola, quando la natura inferiore inizia a lasciare il posto ad aspirazioni idealistiche.

Nell’essere umano, due centri risultano particolarmente in grado di ricevere e distribuire le energie: quello ajna tra le sopracciglia e quello del plesso solare.

L’eterico umano, dunque, è parte integrante di quello planetario; del resto, la Monade,
l’Anima e la Personalità sono in rapporto con i tre Centri maggiori (Shamballa, Gerarchia ed Umanità) per mezzo dei tre chakras posti sopra il diaframma (testa, cuore, gola); il centro ajna distribuisce le energie che fluiscono dall’alto, mentre il plesso solare sintetizza e trasmuta le energie dei centri collocati sotto il diaframma.

Il complesso delle energie circolanti nel corpo eterico planetario ed umano si muove
secondo il proposito di Shamballa e viene diretto dalla Gerarchia.
L’attuale sistema solare, il secondo, è detto del Figlio, perché in esso deve giungere a
perfezione la qualità del secondo aspetto divino: l’Amore. L’Umanità è chiamata a partecipare attivamente a questo processo di perfezionamento; all’inizio, ciò avviene inconsciamente,seguendo la Legge di Necessità; tuttavia, quando inizia a manifestarsi un barlume di maturità spirituale, si decide di collaborare con la Gerarchia all’attuazione del Piano.

È allora che l’individuo ed i gruppi disposti a collaborare vengono dotati di nuovi poteri,
per far fronte alle responsabilità ed ai compiti che sono assegnati a ciascuno.

La Gerarchia è anche conosciuta come l’Ashram del Signore di Amore, il Cristo; esso è formato dall’Ashram dei sette Raggi, ciascuno dei quali è governato da un Chohan o da un
Maestro di Saggezza; ognuno di questi, poi, è connesso ad Ashram ausiliari.
Un Ashram è una sorgente da cui emanano “impressioni” sul mondo, per favorire
l’espansione della coscienza umana; in questo grandioso lavoro nessuno è lasciato solo, perché esiste questa meravigliosa catena di solidarietà e fratellanza che non può fallire negli scopi che si è prefissa.

Dunque, chi decide di servire l’umanità diviene a sua volta un “canale di trasmissione”,
dismettendo l’abito dell’egoismo che ostacola ma non può alla lunga impedire l’attuazione del Piano divino.

Il proposito che la Fratellanza Bianca ha deciso di portare a compimento è quello
d’instaurare la fratellanza, la solidarietà e la pace tra i popoli; ognuno è chiamato a sostenere questi ideali per cui vale la pena di lottare, per il bene di tutti.

Siamo, dunque, coscienti del compito che ci attende; ciascuno faccia la sua parte, a
seconda delle sue capacità, divenendo un elemento essenziale di un più vasto ingranaggio che,una volta messo in movimento, finirà per trasformare davvero il mondo.

È così che il Regno dei cieli si rifletterà sulla Terra e l’invocazione del Cristo
"Venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua volontà come in cielo così in terra"troverà finalmente una pratica attuazione.

Cerchiamo di essere degni del destino che ci attende, impegnandoci nella scelta di un servizio attivo e consapevole.






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Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT 
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