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giovedì 26 settembre 2013

L’attività formatrice del corpo astrale durante il sonno

L’attività formatrice del corpo astrale durante il sonno




E’ la scienza occulta, che si occupa di investigare la vita che il corpo astrale conduce fino al risveglio, quando cioè riprende possesso del corpo fisico e del corpo eterico. Ciò che si può scoprire per tale via, una volta che sia reso noto, può riuscire senz’altro comprensibile a qualsiasi mente scevra di preconcetti, in quanto i processi del mondo occulto, si rivelano sempre con i loro effetti in quello manifesto. I risultati dell’indagine soprasensibile, rendono cioè comprensibili e chiari, i processi visibili e la vita stessa.

Abbiamo compreso, che il corpo astrale non rimane inattivo durante il sonno dell’uomo e anzi proprio in questa fase, esplica un’intensa attività. E’ un’attività, nella quale esso deve entrare sempre ad intervalli ritmici, perciò dopo avere svolto per un certo tempo il proprio lavoro nel corpo fisico e nel corpo eterico, in connessione con l’Io che racchiude, deve esplicare per un certo periodo la propria azione in un ambiente di tipo animico-spirituale, al di fuori cioè di quei corpi.

In questo stato extra-corporeo del corpo astrale e dell’Io, per l’uomo ordinario si ha uno stato di incoscienza. La necessità di cadere in questa incoscienza, viene sentita dalla parte animico-spirituale dell’uomo, come stanchezza. Quando l’uomo cade nel sonno, il corpo astrale e l’Io possono così svolgere la loro attività formatrice. Questa attività formatrice, è in contrasto con quanto si svolge nell’essere umano durante e per effetto della coscienza di veglia, che è un processo opposto e disgregante.

Il corpo fisico dell’uomo, può mantenere la propria forma e struttura, solo per mezzo del corpo eterico. Il corpo eterico è infatti il costruttore, l’architetto del corpo fisico; ma può costruire convenientemente solo se riceve il giusto impulso dal corpo astrale, il quale racchiude in sé quei modelli, secondo cui il corpo eterico dà forma al corpo fisico.

Tuttavia, durante la veglia, il corpo astrale contiene solo molto parzialmente questi modelli, poichè l’anima pone, al loro posto le proprie immagini, che sono le immagini del mondo esterno, percepite dall’uomo attraverso i propri sensi. E questa percezione sensoriale continua di immagini e sollecitazioni, riesce di disturbo proprio per quei modelli, sebbene nello stato di veglia, tale disturbo abbia una certa importanza, facendo si, che essi non agiscano con tutta la loro forza.

Si può quindi dire, che durante la veglia, il corpo astrale lavora all’interno del corpo fisico, durante il sonno lavora su di esso, ma dal di fuori. Come il corpo fisico ha bisogno del mondo fisico esterno, che è della sua stessa natura, così qualche cosa di simile avviene anche per il corpo astrale. Durante il sonno, esso si colloca infatti in un mondo della sua stessa natura e di cui fa parte, percependo le immagini di quel mondo che lo circonda. Al risveglio poi, la veglia lo strappa via da quel mondo, così che il corpo fisico e il corpo eterico, possano di nuovo impregnarsi di esso.

Durante la fase di sonno, il corpo astrale vive nell’universo, al di fuori del corpo fisico e del corpo eterico; nello stesso universo dal quale trae origine l’uomo stesso e nel quale l’uomo è armonicamente incorporato. Durante la veglia, egli si allontana da quest’ampia armonia per tornare alla percezione fisica, poi durante il sonno, nuovamente il corpo astrale ritorna nella sua patria, portando con sé al risveglio, forze rinnovate per l’uomo. Ciò si palesa esteriormente, con il ristoro che un sonno sano produce nel corpo fisico dell’uomo.





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Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT 
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(Fonte:fisicaquantistica.it)