Questo blog rappresenta un diario di viaggio. Tenta di donare spunti per entrare in contatto con voi stessi.
E' importante ricordare sempre che le nozioni apprese dall'esterno sono solo un input e che le risposte sono da sempre presenti in voi.

mercoledì 31 luglio 2013

Vivere nella materialità con attenzione spirituale




L’importanza di vivere la Materialità con attenzione Spirituale



  
Il principio di materialità è uno dei concetti più importanti in quanto costituisce il fondamentale motivo dell’incarnazione, poiché è l’unica possibilità, per lo spirito, di conoscere il fuori da sé, cioè l’universo materiale in cui sono compresi i corpi. 

Pertanto vivere la materialità è di fondamentale importanza per la conoscenza e quindi per l’evoluzione dello spirito.

Da molto tempo ci spingiamo all’esperienza,a muoverci nella realtà con consapevolezza, a promuovere le esperienze invece di subirle,ma noi viviamo un grande tormento perché spesso non sappiamo come muoverci, in quale direzione andare.Siamo consapevoli di essere ingabbiati in una visione organizzata e precisa della vita che ci blocca,per cui non riusciamo a fare le cose solo per il gusto di farle.E’ come se ci trovassimo su una strada dove i cartelli o non li capiamo o sono con nessuna scritta.


Ma in verità,i cartelli li avete entrambi.Il più visibile è quello che proviene dal vostro stato di insoddisfazione: se siete insoddisfatti,se non siete realizzati,se avete delle pulsioni che non riuscite a manifestare, desideri che non riuscite e realizzare,vuol dire che siete su una strada sbagliata perché altrimenti stareste bene. Il punto è che voi non li volete capire.


Poi ci sono i cartelli più nascosti,quelli che dovete cercare perché fanno parte della vostra natura spirituale cioè "il vostro progetto nel mondo".Questo è difficile da decifrare perché si riesce a capirlo solo operando,moltiplicando le iniziative,con l’essere partecipi della vita pubblica, alle lotte, alla passione per modificare il mondo. Muovendovi in tal modo si dischiude la vostra natura interiore, perché se sentite di aderirvi, stimolate anche gli altri, diventate un esempio, mostrate il vostro carattere, la vostra struttura di anima. 


Per riuscirci bisogna persuadervi che dovete fare alcune cose importanti e cioé combattere la noia, la pigrizia, le abitudini inscritte nei vostri comportamenti umani personali, familiari e pubblici, e analizzare i vostri bisogni, riconoscere i vostri tabù, le paure, le insolvenze e obbedienze a riti, prescrizioni, divieti, analizzare il vostro rapporto con l’autorità e il potere.

Bisogna risvegliare la curiosità di cercatori della vita, abbandonare quindi la passività sociale e psicologica, esistenziale e morale diventando protagonisti della vostra vita; riconoscere che si è guidati da norme morali interne, regole che non avete scritto voi, che non vi appartengono, che potrebbero anche essere condivise, ma prima vanno analizzate, studiate, verificate, vanno fatte coincidere o non coincidere con la propria struttura interiore. 

Il progetto dello Spirito si può manifestare solo se voi lo aiutate. Come lo potete aiutare? Prima di tutto stando centrati nel cuore,poi facendo voi, come mente, come corpo il percorso informativo,perlustrativo,uscendo insomma dallo schema corporeo col quale non fate che ripetere il mondo che la società vi impone.


Tutto questo potrebbe anche,star a significare una sorta di anarchia verso una società organizzata in un certo modo..sì,perché a mio parere la disobbedienza è una virtù, sempre se praticata nel rispetto e nell'Amore,perché colui che disobbedisce è un virtuoso: riflettendoci é la disobbedienza che ha costruito la civiltà e perché la disobbedienza è sempre stata una rivoluzione contro l’appiattimento delle tradizioni.


Purtroppo però, una volta raggiunta una trasformazione, gli uomini vengono di nuovo riassorbiti dai vecchi comportamenti, dalla pigrizia, dalle regole, perché l’adesione alle regole fa comodo, dà soddisfazione, piacere psicologico, conforto, non obbliga a pensare, non obbliga a lottare..

È la lotta la prima cosa da fare...e non mi riferisco ad un combattimento con violenza,rabbia o armi..I problemi per cui lottare sono tanti e non finiremmo più per elencarli tutti: da quelli della giustizia, della morale, dell’etica, per una nuova concezione dell’educazione, problemi inerenti la liberazione sessuale, comportamentale e familiare, le cui impostazioni sono tutte sbagliate o da perfezionare.In questo grande lavoro lo Spirito può riconoscere il proprio progetto spirituale, i motivi della vita e non adeguarsi alle circostanze.

So bene che,chi più chi meno,siamo ancora schiavi delle nostre abitudini, dei nostri affetti,dalla dipendenza di questi,ma la vita appartiene ad ognuno di voi e per quanto possa valere la relazione degli affetti, essi non vi restituiranno mai le esperienze mancate proprio in nome di essi, anche se gli affetti vi sono sembrate le cose fondamentali della vita perché vi davano la sicurezza. Invece ci adagiamo continuamente e le vite si svolgono senza più il piacere di vivere.Immersi nella materialità,senza saperne trovare il giusto equilibrio.


Viviamo di troppa materialità con il rischio di vivere una vita superficiale.E superficiali lo siamo soprattutto nei nostri affetti.Contiamo sulla pietà di chi ci sta intorno, sui sentimenti degli altri.Abbiamo pretese sul compagno o la compagna, sui figli e persino sugli amici.L’uomo “insicuro” è un facile gingillo per il potere, finirà per mettersi in fila, più o meno inconsciamente, all’andazzo generale cioè alle direzioni che il potere con i suoi strumenti fa intraprendere e nell’affettività sarà una facile preda delle mode,del sistema.E tutto ciò perchè non riesce a vivere nella materialità con Spiritualità.


E dopo un’intera vita passata così,diventa molto difficile ritrovare la serenità e bisogna lavorare di più per riafferrarla Ma quando si linizia a comprendere che sarebbe opportuno vivere nella gioia,nella serenità d'Animo,tutte queste virtù sono sempre pronte ad afferrarci perché la natura dell’essere non è fatta per il dolore, ma per la gioia la serenità. Dio non avrebbe mai creato un essere per farlo soffrire, dunque il dolore è soltanto ciò che voi stessi realizzate rifiutando, con le regole, la semplicità dell’essere che vi porterebbe alla felicità esistenziale.

Non è affatto vero che solo attraverso il dolore si raggiunge Dio. Il dolore è solo il percorrimento, una volta che c’è, (o che lo si è creato con le proprie mani) a condizione però che il soggetto lotti per eliminarlo, ma il principio divino è un principio di gioia, non di dolore.


E questa gioia è presente ovunque!Di interessi spirituali ne abbiamo tanti che basta solo puntare un dito alla cieca per prenderne qualcuno. Invece capita che ci aggrovigliamo sempre più nelle nostre vite, penando anche molto, caricandoci di obblighi sempre maggiori e se non ci sono ce li inventiamo,anche quando potremmo vivere diversamente l’esistenza.

Certo, ci sono comunque delle "regole" da seguire,poichè la materialità ne porta con se molte,ma non dovrebbero mai coinvolgere fino in fondo il nostro piano di esperienza esistenziale, ma viverle in maniera leggermente distaccata come se solo una parte di noi li eseguisse. Non si dovrebbe fare nulla che costasse l’abolizione della propria vita, non dovreste mai raggiungere quel punto entro il quale vi riconoscete talmente schiavi della situazione da non sapere più trarre piacere per voi. 


E’ questo il segreto: viversi tutta la materialità nella sua pienezza, ma pronti a distaccarsene, come se una parte di voi vi partecipasse ed un’altra stesse a guardare ciò che state facendo. 

Quella parte di voi che sta a guardare è la vostra anima che guarda la vostra mente o il vostro corpo nell'agire.

Ed allora quella vita che sta osservando quel gesto o quella cosa che si sta facendo può essere fatta al massimo dell’intensità, ma sempre con un occhio vigile,che trae beneficio, esperienza dall’osservare ciò che egli stesso sta facendo,come se l’azione appartenesse ad un altro.In quel momento realizzate la doppia visione: l’esperienza del fare e l’esperienza dello sguardo che vede ciò che sta accadendo.

Questo diventa allora il modo con cui l’anima analizza e perlustra il suo cammino nella materialità.

E’ questa la logica del meditare, del pensare, la logica dell’esistenza dell’anima tra la materialità e la spiritualità.





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Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT 
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