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E' importante ricordare sempre che le nozioni apprese dall'esterno sono solo un input e che le risposte sono da sempre presenti in voi.

martedì 4 giugno 2013

I piani di esistenza

Estratto dal libro "Dai mondi invisibili"
Edizioni Mediterranee




Dalle notizie che ci sono pervenute fino dai tempi più  antichi, sappiamo che l'uomo definì il mondo in: visibile e non visibile.

Contemporanea di questa definizione è la presunta ubicazione dell'invisibile che ancora oggi molti ritengono esistere in qualche zona dell'universo fisico. Un poco più evoluta è la convinzione che l'invisibile non appartenga al mondo materiale; comunque, un interrogativo rimane sempre: che cosa esiste oltre quello che si percepisce e si controlla?

L'uomo percepisce limitatamente alla gamma di ricezione dei suoi sensi; con speciali apparecchiature, può indovinare l'esistenza di qualcos'altro, che però appartiene sempre alla ragione dell'universo definita fisica.

Ma oltre questo? Avete ridotto ai minimi termini la materia; farete altre scoperte proseguendo nelle ricerche, non troverete un ostacolo quale il "nulla". Avete scoperto che il grandissimo numero di sostanze è il risultato di un numero assai minore di elementi: avete osservato che gli elementi e le sostanze sono: solidi, liquidi o gassosi; avete scoperto che gli elementi sono il prodotto di un certo numero di cariche o particelle; scoprirete anche che queste cariche o particelle stanno all'elemento ultimo del piano fisico, come una sostanza sta a un atomo; in altre parole, scoprirete una unità base dalla quale procedono: cariche, elementi, sostanze.

                   

Quando farete questa scoperta dell'elemento ultimo o primo piano fisico, comprenderete che, oltre a quello, esiste ancora qualcosa; ma le vostre scoperte si fermeranno, se voi userete apparecchi come mezzi di indagine. Infatti quel «qualcosa» non appartiene più al mondo fisico.

Facciamo alcune considerazioni: in natura esistono moltissime sostanze, prendiamone una comune: il sale. Domandiamo alla chimica che cosa è il sale: cloro e sodio combinati danno il sale. La sostanza detta comunemente sale è la combinazione degli elementi cloro e sodio. In teoria, prendendo un cristallo di sale lo possiamo frantumare fino ad arrivare ad una infinitesima parte, oltre la quale lo scinderemmo nei suoi elementi costituenti, cioè non avremmo più sale, ma avremmo cloro e sodio separati. I chimici chiamano questi ultimi "elementi" mentre noi li consideriamo come "sostanze" perché anch'esse sono il risultato di altri elementi. 

Infatti, recentemente la vostra scienza ha stabilito che   gli elementi sono il prodotto dl un certo numero di particelle, che varia da elemento, da voi chiamate: elettroni, protoni, neutroni e via dicendo.     

A sua volta, un elettrone differisce da un protone per un numero diverso di altre particelle, e così via, fino ad arrivare complessivamente a sette suddivisioni.      La settima è definita da noi: unità elementare del piano fisico, ed è la stessa per tutti gli elementi.

Così come nel Cosmo il piano spirituale è lo stesso per tutti gli Universi manifestati, nel piano fisico vi è una unità base (legge di analogia) ma questa     unità base è anch'essa suscettibile di disintegrazione, dalla quale  risulterebbero sostanze di un mondo che non è più il fisico e che è definito da noi "astrale" il quale ha  anch'esso i suoi solidi, i suoi liquidi, i suoi gas, eccetera.

 

Però, vista la differenza che esiste fra le prime tre classi di densità materiale del piano fisico e le rimanenti quattro, noi possiamo definire o considerare il piano fisico in: eterico e denso. Ma non possiamo dilungarci in queste considerazioni o in altri particolari, e pensate che noi guardiamo esclusivamente la materia del piano fisico: immaginate poi se noi prendessimo in esame i veicoli (i corpi fisici) mentre vogliamo accennarvi, sia pure brevemente, anche agli altri piani di esistenza, nei quali voi un giorno vivrete coscientemente.

«Piano di esistenza» è da noi definita una regione dell'universo, i cui materiali e le cui materie sono derivate da una classe particolare di unità elementari; quindi «piano « è una divisione di natura e non di spazio.

Tutti i piani di esistenza sono attorno a voi. Entro la materia stessa è il mondo degli spiriti. Immense meraviglie vi circondano, ma di tutto questo non siete consci. Per ogni piano di esistenza l'individuo ha dei veicoli e, per ogni veicolo o corpo, dei sensi; ma dove i sensi sono sopiti, la coscienza non lavora. Ecco perché voi non percepite molto di più, di quanto non rientri nel ristretto campo percettivo dei vostri sensi fisici.

 

La più grossolana materia che non appartenga al piano fisico, è su un mondo da noi definito «astrale» il quale ha anch'esso i suoi solidi, i suoi liquidi, i suoi

gas, i suoi eteri, anche se questi sono immensamente più sottili di quelli del piano fisico. Se vasto e vario è il piano fisico, così e più ancora sono gli altri; sette sono quindi le densità materiali del piano astrale. La natura ripete di piano in piano, nei suoi ritmi, gli stessi metodi. Il mondo astrale è molto simile a quello fisico, anche perché moltissimi veicoli astrali ricalcano esattamente quelli fisici. Qui non esiste materia opaca, ma ogni oggetto ha una lucentezza ed un colore particolare.

Se alcuno, nel piano fisico, di dati somatici, è capace di comprendere l'anima di una creatura, con molta più facilità questo avviene nel piano astrale dove, non solo si capisce l'elevatura di una creatura, ma si può anche  comprendere il sentimento del momento. Naturalmente, questo non riesce subito facile a tutti, anche perché quanto si osserva cambia repentinamente nel colore e nei contorni. Come nel mondo fisico v'è un'atmosfera, nel mondo astrale v'è qualcosa di simile che è da noi chiamata «essenza». Questa essenza ha la particolarità di prendere forma e colore sotto l'impulso dei vostri  pensieri. Queste forme sussistono e sono così dette «forme pensiero» le quali hanno più o meno lunga vita secondo che il pensiero sia più o meno intenso, poi lentamente si dissolvono.

 

Che dire degli abitatori del piano astrale? Ve ne sono moltissimi. Dagli spiriti elementari e costruttori della natura, dai veicoli di individui incarnati o disincarnati, ve ne sono di tutte le specie: socievoli e scontrosi, timidi e feroci, gentili e scortesi, moltissimi.

Un individuo che viva coscientemente nel piano astrale, vede tutto questo e ha davanti a sé  un mondo vastissimo e meraviglioso. Ora, come il vostro corpo fisico ha dei sensi, similmente l'astrale ha i suoi. Questi sensi sono detti anche "centri" i quali, sviluppati, danno non solamente la visione di quanto circonda il veicolo astrale di una creatura, ma danno anche la consapevolezza.      

Naturalmente, però, colui che ha i sensi del corpo astrale sviluppati, generalmente è un individuo evoluto, un individuo che può agire indipendentemente dal corpo fisico.    

E' comune convinzione che l'uomo dopo aver lasciato il suo corpo fisico, la sua veste, veda tutto con chiarezza; non è giusto e non è esatto per tutti. Solo coloro che vivono coscientemente possono avere un'ampia visione; per gli altri si ha una maggiore consapevolezza, raggiunta piuttosto da un esame di coscienza e da una purificazione che da altro.

 

Il veicolo astrale di un individuo è quel corpo che trasforma quanto proviene dal mondo fisico, o dall'astrale stesso, in sensazioni trasmesse alla     mente che le raccoglie e le cataloga. Ciascuno, secondo la natura dei propri pensieri, costruisce il proprio corpo astrale, così come certi esercizi fisici sviluppano alcuni muscoli piuttosto che altri. La particolare natura del corpo astrale derivante da questo, fa sì che l'individuo abbia più intense e più gradite certe sensazioni piuttosto che altre e, naturalmente, desideri quelle; in altre parole  l'anima umana – secondo l'evoluzione dell'individuo -  dirige l'attività dei suoi veicoli inferiori verso  determinati campi che le procurino esperienze necessarie al fine di evolvere.



Dopo un periodo di tempo di circa 36 ore da che il veicolo fisico ha cessato di vivere, l'individuo  l'abbandona definitivamente e sosta nel piano astrale più o meno lungamente, in attesa che il suo corpo astrale si disintegri. Che cos'è che determina questa attesa?

Essa corrisponde alla purificazione dell'anima dopo la morte, descritta in vario modo da ogni religione.

L'attesa è determinata da una particolare natura del corpo astrale: se l'uomo in vita ha avuto dei desideri che lo facevano rassomigliare piuttosto ad un animale che ad un uomo, avrà il suo corpo astrale formato dalla materia più densa, la quale è lenta nel decomporsi.

Ogni corpo astrale è formato con la materia dell'omonimo piano nelle sue sette densità. Ora, dopo il trapasso, il corpo astrale diviene un insieme di sette gusci concentrici i quali, iniziando da quelli di materia più densa e successivamente in ordine gli altri, si decompongono.



Ogni decomposizione è accompagnata da un particolare stato di coscienza, derivante dall'esame dei desideri avuti, propri di quella materia della quale è composto il guscio che si sta scomponendo. Come il vostro corpo fisico nella putrefazione è aiutato da certi agenti esterni, così l'astrale in questo disfacimento può essere aiutato, producendo così una sollecitazione nella disintegrazione.

Ogni anima evoluta si trattiene brevemente nel piano astrale e queste purificazioni non sono seguite dall'anima, ma essa cade in un lieve torpore.

Le altre anime, invece, o rivivono colpe commesse, oppure con la materia di questo piano si creano un mondo fittizio per cullare desideri insoddisfatti, finché , stanche e saziate dai loro sogni e disintegrato completamente il corpo astrale, l'anima si trova sulle soglie del piano successivo a questo: "il mentale" che, prima di allora, essa non aveva mai immaginato che  esistesse.

 

Quanto è stato detto a proposito della materia astrale, può essere ripetuto per la materia del piano mentale. La legge di analogia, aiuta l'uomo a comprendere l'architettura di quelle regioni nelle quali non vive coscientemente. Così il piano mentale, nella sua immensa sottigliezza di materia, ha sette suddivisioni stabilite rispetto alla diversa sua densità.

Una particolarità che si nota i questo piano è la grande elasticità delle forme che sono immensamente più malleabili di quelle del piano astrale. Il quadro che si presenta a colui che acquista visione cosciente  di questo piano è meraviglioso, sublime! Forme e colori straordinari, dalle più tenui sfumature e contrasti più accesi.



In questo piano, attendono di manifestarsi due classi di "Spiriti Elementari", i quali cominceranno la loro opera quando l'umanità avrà fatto un grande passo nell'evoluzione.

In questo piano soggiornano   a volte anche dei Maestri i quali prendono un corpo mentale per eseguire una missione particolare. Avere il proprio corpo mentale organizzato e bene sviluppato equivale ad avere - come voi dite - un forte raziocinio. Ora, colui che si trova dinanzi al quadro meraviglioso, che non può esser descritto con parole, nota subito una particolarità ed è questa: come la materia del piano fisico può essere considerata in densa ed eterica, vista la differenza che esiste fra le tre suddivisioni inferiori e le quattro superiori, così la materia del piano mentale ha uno stesso stacco, diciamo, ed è da noi chiamata: "regione della forma" e "regione della non forma". 

 

Mi spiego: se la materia mentale esistesse solo nelle quattro suddivisioni superiori, diciamo meno dense, gli impulsi della coscienza individuale, o pensieri, non creerebbero delle figure ma unicamente dei bagliori, per cui la comunicazione fra incarnati sarebbe possibile solo per colore che possono comprendere la ragione pura, mentre la materia più densa del piano mentale, sotto gli impulsi della coscienza individuale, prende delle forme le quali  sono ricevute dal cervello (organo del corpo fisico) e tradotte in parole, rendendo possibile la comunicazione sia fra gli incarnati sia fra i disincarnati.



Ma non poteva esistere solo materia mentale delle quattro suddivisioni superiori? Quella detta appartenente alla  "regione della non forma?". Evidentemente no, se pochi sono i cervelli che possono ricevere tale genere di pensieri e solo quelli che abbiano avuto un particolare allenamento. E perché è necessario un tale lavoro? La più grande barriera che esiste fra gli uomini è la diversità di evoluzione, ma questa barriera - in effetti - esiste solo per l'inevoluto, perché l'evoluto sente e percepisce maggiormente dell'altro; solo che per farsi comprendere deve usare un linguaggio che l'altro capisca.

Cristo, per insegnare agli uomini, prese forma umana.



Quando l'uomo sarà evoluto, non vi sarà più bisogno di incarnarsi. Colui che vivesse coscientemente, nel vero senso della parola, sul piano mentale, ed avesse i sensi  del suo corpo fisico sopiti, cioè mettiamo, fosse cieco e sordo, vedrebbe ed udrebbe meglio di colui che avesse vista ed udito.

Allora possiamo dire che il corpo mentale di un individuo, è quel corpo che traduce gli impulsi della  coscienza individuale in immagini o bagliori, secondo la    natura di questi impulsi e, queste immagini o bagliori, sono definiti da voi pensieri i quali, ricevuti dal cervello fisico, sono tradotti in parole. Così come possiamo dire che il corpo fisico è quel veicolo capace di comunicare con i simili a mezzo di atti o di parole.  Ma come il corpo fisico non è l'individuo stesso, altrettanto non lo è il mentale. L'individuo è il pensatore, colui che pensa, e che non va confuso con il veicolo mentale.



Non si può tralasciare di dire, sia pure accennando come è stato fatto per le altre cose, di quella regione del piano mentale corrispondente ai cieli descritti dalle religioni. Occorre però ricordare che una creatura, la quale fosse in questi cieli, non sarebbe divisa da altre se non da un particolare stato di coscienza. Tutto è attorno a voi. Un uomo che avesse vissuto per meritarsi un premio eterno od avesse dedicato la sua vita ad un ideale, dopo il trapasso, nel piano della mente, per karma, vede ed esperimenta l'ideale sognato. 

Questo stato corrisponde quindi ad un senso di appagamento, di beatitudine. Molte Entità che si presentano in certi incontri, provengono appunto da questa regione del mondo mentale. Ecco perché esse descrivono un «aldilà» simile a quello che credevano esistesse durante la vita, perché lo stanno sperimentando e per esse è una cosa reale, non un sogno.

 

Una volta che l'individuo, non abbastanza evoluto, abbia cessato questo suo sogno, si riposa; rivede con chiarezza e con tranquillità tutte le passate esistenze, ma non è conscio di quanto avviene attorno a lui, perché egli è entrato nel piano successivo a quello mentale, ha abbandonato il suo corpo mentale e si trova sulle soglie di un piano, nel quale un giorno vivrà un'immensa indescrivibile beatitudine.

 

Il piano akasico è quel piano immediatamente successivo a quello mentale ed immediatamente precedente a quello spirituale. Fu emanato dal primo alito di Dio.

E' cosa ardua parlare di questo piano dove l'individuo che vive coscientemente è Iniziato o già Maestro. Qui vi è dualità, ma non separazione; ogni essere qui sente di appartenere al Tutto, e di essere un'unica cosa con tutto il resto dell'Emanazione e, nello stesso tempo, di essere se stesso come mai lo ha provato prima. Da questo piano si riversano sugli altri piani di esistenza, un amore sconfinato ed una comprensione senza limiti.

Questo, quindi è il piano della "Fratellanza universale", "Dell'Amore", il piano dove un giorno tutti vivranno coscientemente, ricordando le amarezze di oggi come piccole cose, piccole in sé , ma grandi per quello che hanno prodotto sull'essere umano.

 

Il corpo akasico dell'individuo è il corpo formato appunto dalla materia di questo piano, quel corpo che serba in sé  tutte le esperienze avute nelle varie incarnazioni; quel corpo che si costituisce man mano che l'individuo evolve.

Il corpo mentale è quel corpo che produce l'illusione della separatività, perché è dell'intelletto la prerogativa di distinguere l'"io" dal non "io"; ma questa illusione è necessaria per costituire, formare l'autocoscienza, in altre parole, il corpo akasico.



Tre furono le manifestazioni, le emanazioni dell'Assoluto: la terza creò il mondo mentale, la seconda il mondo akasico, la prima il mondo spirituale e questi tre mondi trovano riferimento nell'individuo. La Trinità nell'uomo: il corpo mentale o dell'intelligenza, il corpo akasico o dell'amore, della fratellanza (perché colui che vive coscientemente nel piano akasico avverte per la prima volta di essere un tutto con il resto dell'emanato) e, infine, lo spirito dell'uomo.   



Ma poco possiamo sapere di questo mondo e del successivo, perché la nostra coscienza ancora si muove nella densità materiale dei piani sottostanti. Ci conforta il pensiero di sapere che i nostri Fratelli Maggiori ci attendono e ci aiutano in questo nostro sviluppo. Nessuno immagina che esista un mondo più elevato di quello che egli conosce, me il sapere che esistono mondi ancora più elevati, e il solo pensarlo, li avvicina e fa sì che quelle cose che una volta sembravano perseguibili solo ai Santi, diventano più facilmente raggiungibili.

La suddivisione da noi fatta è più convenzionale che reale. L'Universo è un tutto inscindibile; ogni piano di esistenza sta attorno a ognuno, dall'astrale al mentale, dall'akasico allo spirituale stesso.

 

E' utile ricordare che dicesi piano l'insieme di tutte le materie che hanno le stesse caratteristiche fondamentali. La distinzione è quindi condotta in funzione della diversità delle materie e non da una diversa ubicazione nello spazio in quanto, del resto, in ciascun punto del  Cosmo esistono tutti i piani.  

L'esistenza dell'individuo su questi piani non può essere quindi intesa come uno spostarsi dell'individuo da un piano all'altro; significa, invece, avere in ciascun piano un corpo in formazione o in attività.     

L'uomo di media evoluzione, oltre che esistere sul piano fisico, esiste astralmente, mentalmente ecc., perché ha u corpo astrale, mentale, ecc. Se mai, si deve distinguere fra esistenza inconsapevole ed esistenza consapevole. La prima è quella esistenza che per poca evoluzione, quindi scarsa capacità dei veicoli, non dà la visione di quanto circonda i vari corpi; la seconda, invece dà la visione e la percezione di quanto accade nei vari piani

in cui sono i veicoli. Per cui, ad esempio, l'uomo di media evoluzione esiste consapevolmente nel piano fisico, inconsapevolmente negli altri piani.

L'esistenza individuale si svolge in diversi livelli: in modo consapevole nel piano fisico e in modo inconsapevole nel piano astrale a livello di sensazione, emozione, desiderio; nel piano mentale a livello istintivo, intellettivo e supernormale, per raggiungere - infine -  il livello della piena coscienza individuale. 

Per ogni attività dei veicoli, un livello di esistenza raggiunto.

 

Sette sono i livelli principali di esistenza nell'uomo:

 


 

 



 

                       SCHEMA ILLUSTRATIVO

 

 

           

                                                  

 

In questo schema, occorre rilevare che per incarnazione intendiamo non solo la vita dell'individuo giunto allo stadio di evoluzione umana, tanto che abbiamo scritto, alla sommità di quel settore dello schema, "i livelli dell'esistenza nell'individuo". Con "incarnazione", infatti, intendiamo qualunque stadio dell'evoluzione individuale, giacché incarnazione, per noi, è quel processo che collega la vita dell'individuo con una qualunque forma di vita nel piano fisico. Quindi, per incarnazione intendiamo anche il collegamento fra la vita dell'individuo e il processo di cristallizzazione. (La materia che si cristallizza è, secondo i nostri interlocutori, la prima e più semplice manifestazione di una vita (N.d.R.).)

Individuo - pertanto - è anche colui che, per poco sviluppo o poca evoluzione, ancora non si incarna come uomo, ma è collegato alla manifestazione di una qualche forma dei tre regni naturali.





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Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT 
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