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martedì 28 maggio 2013

La Ghiandola Pineale , che cos'è? - PRIMA PARTE



La ghiandola pineale o epifisi è una ghiandola endocrina delle dimensioni di una nocciola, sporge all'estremità posteriore del terzo ventricolo

Appartiene all'epitalamo ed è collegata mediante alcuni fasci nervosi pari e simmetrici (peduncoli epifisari), alle circostanti parti nervose. Le sue cellule, i "pinealociti" producono l'ormone melatonina che regola il ritmo circadiano sonno-veglia, reagendo al buio o alla poca luce.

 





Conosciuta fin dall'era antica, anche per la sua frequentissima calcificazione in età matura, questa ghiandola di circa 150 mg, grossomodo al centro del cervello, è uno dei centri dell'organizzazione circadiana dell'organismo.

Per Cartesio la ghiandola pineale è il punto privilegiato dove mente (res cogitans) e corpo (res extensa) interagiscono, in quanto unica parte del cervello a non essere doppia.


La melatonina è un ormone prodotto a partire dal neurotrasmettitore serotonina (5-idrossi-triptamina) per N-acetilazione e ossi-metilazione, in virtù del fatto che i pinealociti contengono l'enzima idrossi-indolo-ossi metil transferasi (HIOMT), enzima marker dell'epifisi.
La melatonina è inoltre l'ormone antagonista degli ormoni gonadotropi ipofisari: infatti gli elevati quantitativi di melatonina nell'individuo in età prepuberale ne impediscono la maturazione sessuale. All'inizio della pubertà i livelli di melatonina decrescono notevolmente e nell'epifisi si accumula la sabbia pineale (anche se studi recenti hanno dimostrato che l'attività di deposizione della sabbia è legata ad una crescente attività secretiva).

La ghiandola pineale secerne melatonina solo di notte, secondo un ritmo circadiano: poco dopo la comparsa dell'oscurità le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all’approssimarsi del mattino. L'esposizione alla luce inibisce la produzione della melatonina in misura dose-dipendente. In questo senso l'epifisi sembra rappresentare uno dei principali responsabili delle variazioni ritmiche dell'attività sessuale, sia giornaliere che stagionali (soprattutto negli animali).



Per la medicina orientale, le informazioni ricevute dai campi di energia sottile attraverso la ghiandola pineale sono decodificate e trasmesse lungo la colonna vertebrale come vibrazione risonante. L'informazione viaggia ad altre parti del corpo attraverso canali di energia, campi bioelettrici, fibre nervose e sistemi di circolazione.

Per la medicina occidentale, poichè la ghiandola pineale è la prima dell'organismo a svilupparsi essa necessariamente monitora e regola molti altri sistemi del corpo. C'è una relazione di reciprocità tra il funzionamento della ghiandola pineale, la tiroide e le ghiandole adrenali (Singh 1969; De Fronzo & Roth 1972; Dickson 1972; Relkin 1972; Nir 1978). Un forte legame esiste tra la ghiandola pineale e il sistema immunitario, con un flusso bidirezionale di informazione tra di essi. L'inibizione di secrezioni di melatonina induce uno stato di immunodeficienza (Csaba 1970 e 1975; Nir 1978; Warren 1986 e 1987; Becker 1988; Yonk 1990; Maestroni 1993), determina l'insorgenza di allergie alimentari ed una peggiore digestione.

Questa minuscola ghiandola (di circa 150 mg.), al centro esatto del cervello, va dal diencefalon al terzo ventricolo. Per la medicina ufficiale essa converte le informazioni esterne in messaggi endocrini, ha un profondo effetto su molti aspetti del funzionamento umano per mezzo dei suoi messaggeri neuro-ormonali e gioca un ruolo nel far vivere in armonia con i ritmi ambientali (Brainard 1978; Vollrath 1984; Zawilska 1992, 1996; Nowak & Zawilska 1996 e 1997).

E' stata inoltre dimostrata dalla scienza la estrema sensibilità della ghiandola pineale a varie forme di energia, dai campi elettromagnetici dai quali viene disturbata, alle energie sottili, dalle quali è stimolata positivamente. La ghiandola pineale e le sue secrezioni di melatonina sono sensibili alle energie coinvolte nelle tecniche energetiche manuali (Foa 1935). Tali stimoli energetici regolano i neurotrasmettitori e influenzano positivamente la sua funzionalità (St. John 1980; Stone 1983; Davidson 1987 e 1988; Siegel 1987; Gerber 1988; Axt 1989, 1996 e 1997; Sills 1989; Upledger 1995; Kiewe 1997; Korn 1997). I campi magnetici influenzano la fisiologia pineale secondo gli studi effettuati da Brainard (1984), Cremer-Bartles (1984), Davidson (1988), Spottiswoode (1990), Mishlove (1993), Reiter (1994 e 1995), Pawlicki (1996), Nowak & Zawilska (1997).
Essendo i diretto contatto con il fluido cerebrospinale (Welsh 1989; Stills 1902; Stone 1987; Sutherland 1990), la ghiandola pineale fa sapere al corpo come mantenersi in maniera eretta. In una ghiandola pineale malfunzionante è parzialmente impedita la capacità di convogliare dati di posizionamento corporeo (Upledger 1996). Ryerson (Davidson 1988) descrive la ghiandola pineale come "una struttura cristallina che è la parte integrale di controllo per la comunicazione tra corpo ed energie sottili superiori.


Se l’uomo possiede una mente chiusa, ottusa, allora attirerà solamente pensieri bassi (a bassa frequenza), quelli che costituiscono la cosiddetta “consapevolezza sociale”, i pensieri limitanti.
Se invece l’uomo possiede una mente aperta, se desidera fermamente ricevere pensieri illimitati, i suoi processi mentali ed il suo stato emozionale attirano pensieri elevati (ad alta frequenza). I pensieri della superconsapevolezza vibrano ad una frequenza più alta e sono i pensieri dell’Essere, della vita, dell’armonia, dell’unità, dell’eternità. Sono i pensieri dell’Amore, della gioia, della genialità.


Tutto ciò a cui permettiamo di essere pensato è. Qualunque cosa ci permettiamo di pensare, diventerà nostra esperienza, perché il nostro campo elettromagnetico l’attirerà a noi.
Essere mentalmente chiusi è atroce perché ciò ci impedisce di conoscere la gioia. Ci mantiene schiavi delle illusioni e ci impedisce di conoscere il vero splendore del Dio che siamo.


Ogni volta che accettiamo un pensiero più grande del solito, esso attiva, per utilizzarla consapevolmente, un’altra parte del cervello. Ogni volta che lo facciamo, questo pensiero più grande diventa lo strumento attraverso cui espandiamo ulteriormente la nostra capacità di pensare. E ciò attiverà altre parti del nostro cervello capaci di accogliere più pensiero e più conoscenza.


Se desideriamo fare esperienza della superconsapevolezza e del pensiero illimitato, la nostra ipofisi comincia ad aprirsi e a sbocciare come un fiore. Quanto più essa si apre, tanto più grande diventa il flusso ormonale e tanto più vengono attivate le parti “dormienti” del nostro cervello perché possano ricevere le frequenze più alte del pensiero.


Il cervello è sempre stato un grande mistero che ha disorientato molti. Nonostante la scienza abbia dedicato molte delle sue energie allo studio del cervello, ben poco è riuscita a scoprire di esso. Sappiamo solo che la potenzialità del nostro cervello è immensa, ma non sappiamo come utilizzarla. Pensando in modo limitato, ne utilizziamo meno di un terzo. A che serve il resto? A riempire la testa?.


Cos’è che ci impedisce di sviluppare completamente la potenzialità del nostro cervello? L’ego limitato (o Personalità) che ha scelto di vivere all’ombra della consapevolezza sociale, di vestire, di agire e di pensare come un gregge.  


Abbiamo scelto di adeguarci, di essere accettati, sopravvivere. Non abbiamo voluto sapere, perché occuparci di pensieri che ci vogliono sovrani, divini, eterni, onnipotenti, onniscienti, avrebbe significato andare contro la nostra famiglia, i nostri amici, la nostra religione, il nostro paese, i nostri interessi. Così ci siamo privati del nostro potere, ci siamo privati della nostra sovranità, ci siamo dimenticati della nostra identità. Abbiamo chiuso il nostro cervello.


Seconda parte - Terza parte





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Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT 
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