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E' importante ricordare sempre che le nozioni apprese dall'esterno sono solo un input e che le risposte sono da sempre presenti in voi.

giovedì 28 marzo 2013

L'Enigma del "sosia"


L'enigma del "Sosia" - Riflessioni pedagogiche
di Claudio Gregorat

L'argomento che ora tratteremo potrà sembrare strano, inconsueto e forse anche superfluo: e per l'occhio banale dell'ovvietà a tutti i costi certamente lo è. Ma i tempi premono sulla trasformazione necessaria dell'uomo, ed ogni nuova generazione porta con sé, sulla scena della vita, nuove forze, nuove aperture e nuove facoltà. Così un discorso come questo ancora cinquant'anni fa sarebbe stato prematuro: ma oggi non più. La pedagogia si deve aprire verso il futuro dell'umanità, per non trovarsi inadeguata e farsi sorpassare dagli eventi senza accorgersene. Oppure lasciare il caso alla sola psicologia, patologia e stati anormali in genere.
Il fenomeno di cui intendiamo parlare ora, è qualcosa di singolare, di misterioso: ma anche di inquietante. Sconosciuto e finora scarsamente presente in opere letterarie famose e presso autori singolari: Dostojewskij, Maupassant, De Musset, Strindberg, Hofmann, Stevenson, per citarne alcuni (1), non ha destato l'interesse dovuto e non è stato preso sul serio dall'educatore professionista, ma solo dallo psicanalista. Forse perché ritenuto fenomeno patologico appunto, come in effetti lo è stato presso quei personaggi, Ma la psicanalisi lo ha confinato nel regno delle ombre, delle allucinazioni, delle fantasie inconsistenti e non della realtà. Mentre invece si tratta di una cruda ed inquietante realtà , per quanto invisibile: come lo sono l'elettricità, la gravità, le onde radio, le particelle nucleari, ecc. Forse non ce ne siamo accorti entro la nostra coscienza ordinaria, ma già da tanto tempo, dall'inizio del secolo almeno, noi viviamo immersi entro un ambito di presenze, di forze, di eventi che affondano le loro radici nell'invisibile. Ma intanto è trascorso un secolo e queste presenze invisibili inquietanti sono cresciute: è ora necessario tenere gli occhi aperti e l'orecchio teso.
Il bambino piccolo si può venire a trovare in una particolare situazione che Rudolf Steiner descrive con queste parole:
"L'esperienza mostra come un animo infantile possa spesso arrivare a crearsi una specie di compagno che esiste solo per lui, ma che pure lo accompagna e ne condivide il destino nei più svariati eventi della vita. Chi non conosce bambini che si portano attorno certi amici invisibili dei quali devono immaginarsi la presenza ogni qual volta avviene qualche fatto che li rallegra: che devono partecipare - come invisibili compagni spirituali ed animici - a questo o quell'avvenimento? Fà parte della normale esperienza dell'uomo constatare, anche troppo spesso, l'effetto deleterio sull'animo infantile dell'azione dell'adulto giudizioso, il quale viene a sapere che un bambino ha un simile compagno dell'anima e si mette a dissuaderlo dal sentire tale presenza, ritenendo di agire in modo salutare per lui. Il bambino si affligge a causa del suo compagno animico e, se egli è sensibile alle situazioni animico-spirituali, tale afflizione è tanto più importante e può portare il bambino ad ammalarsi. Sono fatti assolutamente reali, connessi con interiori e profondi avvenimenti dell'anima umana"(2)
Questa è così una condizione possibile, alla quale bisogna che l'educatore porga moltissima attenzione e che, come prima cosa, si documenti su questa nuova fenomenologia, del tutto positiva del resto.
Ma non è tutto qui: il rapporto con questo essere invisibile, potrebbe anche essere negativo. Ed allora tale essere invisibile sarà un altro. E questo lo si vedrà dal comportamento del bambino; dalle parole che dice come risposta al suo invisibile interlocutore. I casi estremi sono queli di presenze negative che tormentano l'animo infantile - rarissime per fortuna - ma possibili. Un grave esempio lo si ha nel romanzo "L'esorcista" di W.Peter Blatty. Leggiamo nell'edizione italiana a pag.112 dove Cris, la madre, racconta:
"Ieri mattina l'ho sentita (la figlia Regan) parlare con Howdy (il compagno segreto di cui sopra) in camera sua. Cioé Regan diceva qualcosa, poi seguiva un silenzio come se le aspettasse il movimento della tavoletta sulla tabella"
(questa è composta da una serie di lettere alfabetiche con un indicatore - qui tavoletta - che viene spostato dallo spirito fantomatico presente e comunica indicando una successione di lettere: cosa che già prova le facoltà medianiche di Regan).
"Quando sbirciai dentro però, vidi che Regan non giocava con la tavoletta. Regan era sola, ma intanto annuiva con la testa, come se approvasse ciò che qualcuno le stava dicendo."
Più avanti nel romanzo lo psichiatra chiede: "Chi è?"
Regan:"Capitan Howdy e poi è come se ci fosse qualcun altro dentro di me! Mi fa fare delle cose.....!"
Quello che non si deve fare è il ritenersi dispensati dall'occuparsene, sicuri che a noi medesimi - genitori ed insegnanti - non capiterà mai un caso del genere. Sarebbe un grave errore, poiché lo straordinario e veramente preoccupante fenomeno di nascite sulla terra di uomini la cui organizzazione complessiva consente la presenza del Doppio, è oggi già qualcosa di concreto. E di personaggi storici in vista, preda di forze estranee all'uomo, ne abbiamo pur visti in questi ultimi decenni! Sinistri ma potenti fantocci manovrati da potenze diaboliche: non è quindi un fenomeno da sottovalutare.
Nella conferenza del 2O/11/1914, dal titolo "Il mondo come risultato di processi di equilibrio" (3), Rudolf Steiner dice:
"...............Che cos'è questa cosa che mi fà sentire come se fossi spaccato in due, come se ci fosse un altro accanto a me? E questo sentimento, questa sensazione - che apparirà naturale come la fame e la sete - non possono restare incompresi per gli uomini del presente e del futuro. Quando si saranno abituati, diverrà loro comprensibile, con la Scienza dello Spirito, il vero significato dell'essere divisi. In particolare la pedagogia e l'educazione dei bambini dovranno tenerne conto, man mano che ci si troverà di fronte a questo genere di fenomeni. Bisognerà imparare a considerare certe esperienze infantili con molta più attenzione di quanto non lo sia stato in passato, quando esse erano meno diffuse. Certo, più avanti nella vita, in condizioni di maggiore solidità, questi sentimenti e sensazioni non saranno molto marcati, in un primo futuro, ma più in là diventeranno progressivamente sempre più forti. In un primo tempo compariranno nell'adolescente, e gli adulti sentiranno dai bambini diverse cose che dovranno capire: cose che non potranno essere trascurate come bazzecole, poiché essa hanno a che fare con i più profondi segreti dell'evoluzione. I bambini potranno esprimersi con con affermazioni come "qui o là ho visto un essere che mi ha detto questa o quella cosa che dovrei fare". Chi rifletta in senso materialistico, risponderà: "Sei uno sciocco: qui non c'è proprio nessuno!" Ma chi voglia comprendere secondo la Scienza dello Spirito, dovrà imparare che si tratta di una manifestazione piena di significato. Quando un bambino afferma d aver visto qualcuno, che è subito scomparso, ma ritorna sempre di nuovo dicendogli delle cose e spiega di non potergli tener testa, chi comprende la Scienza dello Spirito, riconoscerà che nel bambino si è manifestato qualcosa che si evidenzierà sempre più chiaramente nell'evoluzione umana".
E più avanti continua: "............L'uomo del quinto periodo di cultura post-atlantico, deve sconfiggere Mefistofele. Si trova davanti a Mefistofele come ad una seconda entità. Il greco si confrontava con la Sfinge per mezzo del processo del sangue e del respiro divenuto più energico. Gli stava di fronte quando penetrava nella sua natura con una respirazione pù energica. L'uomo contemporaneo si trova di fronte tutto ciò che sollecita il suo intelletto, la sua fredda oggettività e che è limitato al processo dei nervi. La poesia ha potuto presagire, quasi profeticamente, questo confronto fra l'uomo e l'elemento mefistofelico. Ma esso emergerà sempre più come esperienza profonda, quanto più procederemo nell'evoluzione del quinto periodo post-atlantico. Ed i fenomeni infantili che ho citato, appartengono proprio a questa esperienza
mefistofelica".
"Mentre l'uomo greco era tormentato da una sovrabbondanza di domande, l'uomo contemporaneo non andrà incontro tanto al tormento del dubbio, quanto al tormento di essere imprigionato, come per incanto, nei propri pregiudizi: di avere, accanto a sé, un secondo corpo che contiene i suoi pregiudizi."..............."non sente intimamente il problema della Sfinge. Ma l'uomo contemporaneo, che pensa materialisticamente, dovrà sentire qualcos'altro. Difatti egli sa già tutto così bene, secondo la propria opinione; osserva il mondo sensibile e lo combina con il proprio intelletto e così risolve tutti i suoi dubbi. Ma non di accorge di come vada in giro a tentoni nella fantasmagoria del mondo esterno. Ma questo atteggiamento, rende sempre più denso il suo corpo eterico, sempre più secco, e fà sì che l'elemento mefistofelico si attacchi all'entità umana presente e futura come una seconda natura."
"Tutto quanto si sviluppa su pregiudizi materialistici, su di una materialistica strettezza di vedute, rafforzerà la natura mefistofelica e potremmo fin d'ora dire: guardiamo verso il futuro in cui ognuno nascerà con un secondo uomo che chiamerà pazzi tutti coloro che parleranno di un mondo spirituale: "so tutto e mi fido dei miei sensi". Certo l'uomo respingerà l'enigma di Mefistofele così come ha respinto l'enigma della Sfinge: ma avrà alla sue calcagna una seconda entità. Essa lo accompagnerà sempre, così che sentirà un'interiore urgenza a pensare in modo materialistico, a pensare non con il proprio essere, ma con quello dell'entità che lo accompagna......."
"Il modo di pensare materialistico prosciugherà il corpo eterico e nel corpo eterico disseccato vivrà Mefistofele. Dovremmo ben capirlo, e negli anni futuri l'umanità dovrà dare così tanto in dote ai bambini per la loro formazione - sia euritmia, sia stile di pensiero scientifico-spirituale - per dare vita al corpo eterico, affinché l'essere umano possa occupare il suo giusto posto nel mondo; affinché sappia riconoscere quanto il suo accompagnatore gli suggerisce. Altrimenti non comprenderà il suo oscuro accompagnatore, ma si sentirà, nei suoi confronti, come posseduto o stregato. Come l'uomo greco ha dovuto avere il sopravvento sulla Sfinge, così l'uomo moderno dovrà avere il sopravvento su Mefistofele. con la forma di satiro o di fauno e gli zoccoli di capro o di cavallo......Vedete, quanto appare solo nella poesia (letteratura) - la contrapposizione tra Faust e Mefistofele - sarà il fondamento della pedagogia del futuro. Che il popolo ed il poeta abbiano presentito la presenza di questo essere accompagnatore, è solo un preludio. Ma a questo, seguirà il fatto che qualunque uomo avrà con sé questo compagno che non deve restargli incomprensibile; e che esso si manifesterà nel modo più vivo e potente nell'infanzia umana. E se l'educatore adulto non prenderà una giusta posizione, rispetto a quanto il bambino esprime, la natura umana verrà corrotta dall'inconscia presenza dell'incantesimo di Mefistofele......."
Dopo queste parole, anche se siamo scettici o filistei, non possiamo non tendere l'orecchio ed aguzzare l'occhio dinanzi alle varie manifestazioni di un qualunque bambino, ragazzo ed anche adulto. L'essere sprovveduti, disinformati, ingenui per ignoranza, non è più consentito, sopratutto per un genitore ed un educatore.
Il punto problematico è il giusto comportamento dell'educatore in questi casi: cosa fare? Un dato fondamentale è questo: si tratta di forze naturali che operano nell'inconscio e perciò ineliminabili. Si può solo tentare di mitigarne l'azione e non combatterle con lo loro stesse armi, come sembra fare la psicanalisi, ma con quelle cristiane della bontà, della comprensione, della tolleranza, della compassione, dell'amore, della mitezza d'animo.
Si tratta di ammansirle per poterle guidare, cercando in tutti i modi, sopratutto artistici, di rinforzare il corpo eterico. La lotta però, esiste ed anche dura, sopratutto per l'adulto che può vincere solo con una adeguata autoeducazione. Lotta contro uno spinto egoismo, contro il senso esaltato dell'Ego, contro la vanità, vanagloria ed ambizione; contro l'esagerato senso della propria personalità.
Nutrire pensieri ideali, dominando l'impulso al traffico, all'intrigo, al guadagno, ecc, che sono invece il terreno su cui opera il Doppio.
Sincerità e veridicità e combattere in tutti i modi la menzogna, principale arma di intrigo, come la vita politica dimostra fin troppo chiaramente.
Per il fanciullo, si può operare indirettamente, cioé attraverso l'educatore che si sostituisce alla coscienza dell'Io non ancora matura del fanciullo.
Essere d'esempio è importante in tutti i casi. Il corso e la natura dei pensieri, dei sentimenti e delle parole che vengono proferite, devono essere regolati in modo che il bambino li possa imitare, seguire e farne propria la struttura attraverso il contatto educativo giornaliero. Il bambino deve poter nutrire fiducia e devozione per l'adulto e così seguirlo nell'esempio.

Un grossissimo ostacolo sono gli apparecchi elettrici, elettronici di comunicazione, come ad esempio, l'apprendimento delle lingue, o altra materia, tramite il computer invece che dalla viva voce di una persona umana. Al posto di questa vi è un buco, un nulla, poiché lo schermo televisivo è veramente un nulla: ma un nulla negativo che risucchia le forze eteriche di chiunque, specialmente del bambino. Così anche la TV. (e lo si constata dallo sguardo sbarrato, come quello di una foca, di tanti bambini), videogiochi, registratori, cassette, ecc. sono senz'altro deleteri per l'armonia e l'equilibrio interiore ed anche fisico del fanciullo. Seri studi sull'argomento condotti negli U.S.A. ne danno testimonianza. Sono comunque e chiaramente mezzi subdoli che il Doppio mefistofelico mette in opera per corrompere la coscienza dell'Io in formazione e possibilmente fare in modo che tale coscienza non si formi. Se osserviamo spassionatamente ed oggettivamente certi filmati come Matzinga, Goldrake, le Tartarughe Ninja, Power Rangers ad esempio, non possiamo non percepire l'elemento distruttivo per l'anima del bambino. Il fenomeno droga portato incontro a ragazzi sempre più giovani è un'altra testimonianza. In realtà, il Doppio ha soltanto bisogno di corpi senza Io, senza spirito, senza volontà, per poter raggiungere i suoi scopi sulla terra, che coincidono con la eliminazione-distruzione dello spirito nell'uomo. Di conseguenza vengono adoperati tutti i mezzi possibili per raggiungerli.
Potremmo chiamare il Doppio, "l'uomo elettrico in noi" in quanto è strettamente collegato con gli influssi tellurici-elettrici-magnetici della Terra (4). Le influenze telluriche - diverse da luogo a luogo geografico - sono spesso determinanti. Difatti sono più potenti lungo la dorsale del meridiano collegato col polo magnetico della terra (situato poco più a nord del 75° parallelo, nell'isola di Balthurst, nel gruppo delle isole Parry, a circa 2O° sud del Polo geografico), che scende lungo le Montagne Rocciose e continua attraverso la dorsale dell'America centrale lungo la catena delle Ande. Da questa dorsale principale, emanano forze poderose che hanno generato la cultura del Doppio americana, che si è imposta largamente- ed inspiegabilmente - su tutto il pianeta dopo la seconda guerra mondiale, sulle vie della potenza economica-militare: rafforzata dall'ambiente materialistico, ateo, cinico e dissacratore. In tutte le catene montane a direzione Nord-Sud, come ad esempio, la catena degli Appennini in Italia, vi è tale forza favorevole alle varie manifestazioni del Doppio mefistofelico
Tutto questo influisce negativamente sul corpo eterico del fanciullo inaridendolo, disseccandolo, impoverendolo di forze sane, alle quali si dovrà provvedere come si dirà più avanti. Non solo, ma da questa apparecchiature, vengono generati in continuazione ed in numero sempre crescente, esseri elementari di natura arimanica-mefistofelica, che si diffondono nell'aria, nell'atmosfera della terra (vedi esperienza in una discoteca) e vengono, di conseguenza, assorbiti, inspirati dall'uomo. Ora l'adulto, se conosce il fenomeno, se ne può difendere, ma non il bambino. Così si rende necessario - per l'adulto che conosce questa fenomenologia - intervenire con la chiarezza e forza della sua coscienza, per attenuare gli effetti di simili processi (vedi bibliografia in nota 5).
La fenomenologia del Doppio è in sé molto complessa, per cui si rimanda agli studi già compiuti. Qui si intende parlare di quella forma particolare di Doppio presente in moltissime tradizioni popolari ed in opere letterarie, sopratutto romantiche, chiamato anche Doppio geografico per la sua particolare connessione e provenienza dal suolo terrestre. Esso è il più inquietante e malefico inquilino del nostro complesso umano. Le altre forme, per quanto problematiche, non sono così pericolose per il fanciullo quanto questo Doppio mefistofelico - più sopra descritto molto chiaramente da Rudolf Steiner - che si introduce nel corpo un momento prima della nascita; e lo abbandona un istante prima della morte. Essere sinistro che vuole solo la distruzione morale dell'uomo. Finalmente anche la chiesa di Roma si è decisa a parlare francamente della presenta dell' elemento satanico nella nostra vita di tutti i giorni. Secondo la concezione ateo-materialistica corrente, anche la Chiesa aveva taciuto tale presenza per molti secoli. Papa Montini ritenne finalmente opportuno richiamare l'attenzione su di essa: il Diavolo c'è, è una figura concreta. Vigiliamo!
Un sintomo preoccupante - come esempio della insulsa posizione dell'adulto, ignorante di questi problemi dell'anima - sta in un recente fatto di vista scolastica: anche a causa dell'abissale incompetenza ed ignoranza degli "insegnanti", su ciò che è musica e su ciò che non è, Alla recita natalizia nella scuola di XXX, dopo la rappresentazione di alcuni brani natalizi adeguati - che ancora resistono alla dissacrazione - per rallegrare l'assembla, le insegnanti della classi elementari decisero di far cantare ai bambini dal 7 ai 13 anni, delle canzoni su base ritmica preincisa e con caratteristico ritmo inflessibile, che oramai è dominante in tutte le manifestazioni - diciamo "musicali" - la cui ispirazione è il rock: una sorta di karaoke per bambini. E questo con la coscienza di aver fatto qualcosa di divertente, "adeguata ai bambini e sopratutto pedagogica". Ma il karaoke a "beneficio" dei più piccoli è poi diventato qualcosa che assume una connotazione di costume. Difatti, nei giorni scorsi vi è stata una trasmissione della quale parleremo più avanti. Così alla fine, la contaminazione deleteria del rock, è giunta fino al bambino piccolo ed in sede scolastica.
Ora questa forma di musica da intrattenimento, è il sintomo manifesto di una totale decadenza del gusto sonoro-musicale, fino al grado primitivo e selvaggio, considerata la provenienza di una tale forma musicale. Con queste forme - che non si dirigono certo alla vita dell'anima pù nobile ed elevata - come si converrebbe nell'educazione - ma alla vita più istintiva ed elementare tendente a far scatenare gli istinti più riposti del subconscio, si manifesta un cedimento verso il basso, verso la parte animale dell'uomo: giusto secondo l'azione, descritta fin qui, del Doppio mefistofelico.
Un altro sintomo di questa corsa verso il basso e verso l'animale, la vediamo nell'indirizzare i piccoli, nei loro giochi, a quelle forme di vita animale rappresentata da mostriciattoli di varia foggia, di vari vampiri o animali preistorici, come le varie specie di sauri: orride figure di materiale plastico, che già da parecchi anni hanno invaso le case e le anime dei più piccoli. Tendenza di cui troviamo una sorta di culmine nel film Jurassic Park , erroneamente - o invece segnatamente - indirizzato ai bambini, i quali, invece, ne traggono grande spavento. Perché, chiediamoci, si propongono ai bambini simili orride figure e mai, proprio mai, esseri superiori - superuomini in senso morale, spirituale -esseri angelici, esempi di bontà, di altruismo, di rispetto, di dedizione? Le figure più "belle" - detto eufemisticamente - sono le superdotate stereotipe Barbie in plastica; oppure Superman, eroe forzuto e volante, il superbuono unilaterale ed automatico, senza alcun senso estetico e senza alcuna interiorità. Dove anzi, sia l'interiorità che il senso estetico sono volutamente mortificati? Che significato occulto può avere - chiediamoci - la raffigurazione di grandi dinosauri sulle pareti della camera di un bambino? Quale senso ha tale raffigurazione per l'anima infantile ed il suo trapasso nel sonno notturno, dopo aver guardato ancora una volta tale mostro? Quale impatto avrà tale immagine portata con sé nel trapasso, con le figure spirituali superiori, col proprio Angelo, col Guardiano, ecc; e quale riflesso di inquietudine e forse di paura? quelle immagini non potranno impedire il regolare viaggio notturno in mezzo ai cori gerarchici - come sicuramente avviene per l'anima infantile - e trattenerla invece entro il mondo astrale inferiore? Si sente benissimo la minaccia che incombe sull'animo infantile, dato il carattere primordiale-primitivo di tali forme animali-astrali.
Qui il bambino è una vera e propria vittima della stoltezza ed irreponsabilità dell'adulto, oramai divenuto materialista e banale filisteo senza ritorno. Nella pagina culturale del Corriere della Sera del 1O agosto 1994, leggiamo un articolo a cura di Isabella Bossi Fedrigotti, dal quale enucleiamo alcuni brani molto indicativi:
"Per un identikit del nuovo bambino, bambino anni '9O, bambino della seconda Repubblica, basta guardarsi in giro: non ha quasi più malattie fisiche,mentre spesso soffre di qualche disturbo psicosomatico. E' mentalmente svilupatissimo, nel senso che i suoi 7-8 anni, sono come i 12-13 di quaranta-cinquanta anni fa. Se è una bambina ha le sue prime mestruazioni tra i 9 e i 1O. Rispetto ai suoi fratelli grandi è meno turbolento, meno vivace; raramente si prende a botte coi compagni, raramente ha hobby e passioni; difficile agli entusiasmi, è spesso abulico, non interessato. Ha la sua vita: Lui e la TV. E ogni tanto capita anche che sia depresso. Un bambino insomma che - a parte la statura e le fattezze -non sembra più un bambino. Un essere che mette in ansia adulti e genitori, che hanno in testa i fanciulli d'altri tempi, forse un poco da fiaba, ridenti, scorazzanti, spensierati.
Marcello Bernardi, decano dei pediatri italiani.......conferma sopratutto lo sviluppo precoce cominciato una cinquantina d' anni fa e via via andato accelerando in salita rapida per poi bloccarsi, improvvisamente, tre-quattro anni fa.
"Non sappiamo perché" dice ",......sappiamo solo che un bambino così, a nostra conoscenza, non c'è mai stato nella storia dell'uomo. Personalmente, aggiunge, ho il sospetto che i fattori culturali abbiano favorito l'evoluzione più di quelli biologici. Nel senso che il mondo degli adulti, ha influenzato, negli ultimi decenni, quello infantile, in modo massiccio, probabilmente deleterio. Ugualmente misteriose sono le nuove malattie psichiche, psicosomatiche e comportamentali che colpiscono i bambini.............Sono i disagi del linguaggio, del sonno, dell'apprendimento, indotti da disturbati rapporti interpersonali e con l'ambiente. Non si sa se prima non c'erano..............Intendiamoci non si tratta di mali con cui si nasce: fino ai due-tre anni gli esseri umani sono perfetti, scintillanti di luce: è poi che si rovinano o che li roviniamo.
Su questo fatto, che sono gli adulti, non esclusi i genitori, a "rovinare"i figli, il pediatra non ha dubbi.
"Paradossalmente, perché hanno messo il bambino sull'altare: anche se lo vorremmo credere con tutte le nostre forze, non i tratta infatti di un altare d'amore; la nuova religione dell'infanzia presuppone - un poco velato e non immediatamente visibile, come si confà ad una vera divinità - il Dio Consumo, ovvero, il denaro, solito, vecchio e volgare signore del mondo.
"I bambini sono oggetti di moda - spiega il pediatra -nella società dei consumi, formidabili "vettori" pubblicitari, che perciò vengono portati in trionfo, coccolati, vezzeggiati, tenuti in estremo conto. Chi parla di loro ha automaticamente successo. Così però, mescolati ai soldi, al detersivo, alle merendine, hanno perso valore. Da quando sono cambiati i bambini? "Da quando sono cambiati gli adulti: dalla fine della seconda guerra mondiale, quando è iniziata la caccia al benessere, frenetica e forsennata". Ma non è sempre stato così il mondo? "NO! i tempi eroici sono esistiti....Oggi cosa abbiamo di eroico? Più che "Canale 5" non vedo. E non vedo più nemmeno l'ironia, il gusto dello scherzo, che ai miei tempi erano cosa nostra, prerogativa di noi bambini liberi. Oggi invece recepiscono il paradosso, la burla solo fino a due-tre anni: a tanto è scesa l'età dell'innocenza. Poco dopo, il loro senso dell'umorismo è già seppellito sotto un generale ottundimento. Da chi, del resto, dovrebbero imparare ad essere spiritosi? da Baudo? da Castagna?
C'è salvezza per questa generazione appiattita, iperprotetta, priva di stimoli e di interessi; non più veri bambini, ma piuttosto piccoli adulti già segnati, già annoiati solo poche ore dopo averlo avuto, del nuovo gioco, del nuovo passatempo? "Ci sarebbe: ma sebbene urgente e pare assai difficile da realizzare.
Le famiglie, i genitori, cioé, si dovrebbero convertire!"
Dice proprio convertire, il professore.....
.."Dovrebbero tentare con tutte le energie di essere se stessi, di collocarsi al servizio altrui, di scegliere l'essere invece che l'avere...........l'unica educazione possibile è quella dell'esempio: il resto passa, non attecchisce"
"Difficile -è la conclusione - fare il bambino ai tempi della seconda repubblica. Per due-tre anni, al massimo, può cavarsela. Poi si trasforma in un cretino, per solerte opera dei genitori, dei professori, pei preti, degli adulti in generale, nemici invincibili, subdoli oltretutto, perché pronti , in ogni momento, con regali, balocchi, premure ed attenzioni, incapaci di sopportare la tristezza dei figli............E invece vorrebbero, per stare in pace, per stare sicuri e tranquilli, che ridessero continuamente, sul modello degli spensierati pupi televisivi, attori, presentatori, animatori e conduttori, che ridono a comando, per ogni cosa, in ogni momento"
Questa immagine è pura e cruda realtà. Sono proprio di questi giorni - seconda settimana di novembre 1955 - due trasmissioni per i piccoli, nelle quali appaiono quali protagonisti: bambini di 8/9 anni cantano le canzoni del momento, scimiottando uno dei tanti cantanti di moda, mentre altri, ancora più piccoli - 4/5 anni - mimano, lì a fianco muovendosi al ritmo inflessibile che oramai accompagna ogni manifestazione del genere: beati/spaventati, presenti come i "pupi televisivi" di cui sopra, con grande soddisfazione dei genitori , sopratutto madri, incredule nel vedere i propri figli, così piccoli, ma già così "divi della TV".
Giovedi 16 novembre su Italia 1 - canale 6° - è andato in onda il programma "Re per una notte - Bambini". Al normale senso umano, una tale pagliacciata a carico di bambini innocenti ed ignari, suona semplicemente scandalosa e deprimente. Sopratutto il vedere i più piccoli, su di una pedana, mimare ritmando le canzoni, e giù, poco più lontano sul palcoscenico, altri bambini muoversi sul ritmo, mimando con le braccia con totale fiducia negli adulti che li inducono a tanto e credendo - se così si può dire - di fare una cosa bella e giusta. Ma se questo fa parte dell'educazione che l'adulto conferisce al bambino, cosa ci si può aspettare? da una simile partenza cosa ci si può attendere da questi bambini, già segnati dalla stupidità e vacuità dei "grandi"?
Qui valgono, in senso più assoluto, le parole del Prof. Bernardi di cui sopra. Tutto avviene per la pura e semplice soddisfazione del genitori e non certo dei bambini i quali, nulla sanno del mercato che vi sta dietro. "il vecchio volgare dio danaro", e le proprie personali , illusorie soddisfazioni a carico dei figli.
Anche il Prof. Bernardi dunque rileva il carattere particolare dei primi tre anni. Rudolf Steiner ne "La direzione spirituale dell'uomo e dell'umanità" precisa questa osservazione dicendo:
"Nei primi anni di vita, l'uomo è congiunto - nella sua anima ed in tutto il suo essere - molto più strettamente con i mondi spirituali delle Gerarchie Superiori, di quanto non lo sarà negli anni successivi..........Durante i primi anni di vita, la cosidetta "aura infantile" avvolge i bambino come una mirabile potenza sovrumana..................Nei primi anni di infanzia, le forze luciferiche ed arimaniche, hanno scarsa influenza sulla natura umana.............Nell'attuale organizzazione terrestre media, l'uomo è organizzato in modo da poter accogliere le Forze Spirituali Superiori, solo per tre anni".
In un altro rotocalco a colori, probabilmente di moda, dal titolo "Dossier" (e del quale purtroppo non abbiamo gli estremi) possiamo leggere un articolo dal titolo:"E i piccoli ammalati sono sempre più"
.."Un bambino su quattro circa, soffre di forme più o meno gravi di malattia mentale. Questo dato impressionante è emerso da una recente ricerca condotta in Inghilterra dalla Mental Health Foundation su tre milioni di bambini ed adolescenti affetti da disturbi psichici.........I risultati di questa ricerca, riflettono una diffusa situazione di disagio già nell'infanzia e nell'adolescenza".
A questo proposito, il Prof. Mario Bartolini, direttore della II^ cattedra di neuropsichiatria infantile dell'università di Milano, dice
:"Il disagio psichico si manifesta in modo molto diverso secondo l'età del bambino e la fase del suo sviluppo. Nei bambini molto piccoli, i sintomi riguardano sopratutto la sfera corporea: tipica l'anoressia mentale. Più avanti invece sono le funzioni mentali a subire un arresto o una involuzione che rendono difficile il passaggio dal mondo delle percezioni corporee a quello del pensiero e del linguaggio. Ci sono bambini che smettono di parlare perché non si sentono ascoltati. Altri che percepiscono il linguaggio come un'arma, in climi familiari di alta tensione, in cui le parole vengono usate per ferire, recriminare.
Nei bambini più grandi invece i disturbi mentali provocano spesso stati di angoscia acutissima e di disperazione, che si esprimono con sintomi molto diversi: dai disturbi alimentari, del sonno, alla depressione, le nevrosi, i rituali ossessivi, la fobia della scuola, i disturbi dell'apprendimento, i comportamenti aggressivi".
Detto in termini reali, si tratta di manifestazioni che promanano dal Doppio Mefistofelico ed a lui ritornano e non mai all'anima umana.
Facciamo ora un altro esempio e leggiamo le parole che ancora il prof. Bernardi usa - nel suo libro "Gli imperfetti genitori" a proposito del linguaggio,strumento supremo di comunicazione:
"A furia di usare il linguaggio in maniera, per così dire, tecnica, si finisce per disimparare le altre maniere di usarlo. Si parla egualmente, ma a vuoto. Il linguaggio sta diventando per molti, un insieme di suoni con pochissimi significati: un sistema di parole che non trasmettono né idee, né concetti, né indicazioni, né affetto: NIENTE. Passi, se questo accade in sede di linguaggio politico - del cosidetto "politichese"- laddove pare che la norma sia quella di non dire, o di dire in modo da non essere intesi. Ma non quando accade coi bambini. Invece ho l'impressione che succeda proprio questo: al di fuori degli ordini, dei divieti e dei richiami, ai bambini non si dice nulla. Si parla a ruota libera, distrattamente, inutilmente, sciattamente. Il bambino è investito da fiumi di parole, che per lui sono tutti più o meno uguali e che gli risultano tutte più o meno insensate. Se non fosse per la voce che le pronuncia, e che per lui è pur sempre quella di una persona amata, non saprebbe che farsene.............Ritengo che i genitori debbano cercare di sottrarsi a questo imbarbarimento del linguaggio. Il dialogo, quello vero, ha bisogno di parole vere: poche magari, ma autentiche. Non da computer. I segnali puri e semplici non bastano: occorrono le emozioni, quindi i toni della voce, le sfumature, il paradosso, l'umorismo............"
Parole estremamente chiare, ci sembra, che valorizzano in pieno il ruolo della persona umana nell'educazione. Ma ecco invece, dal rotocalco "Vera" con un articolo di Luca Fioretti che annuncia in grassetto: "IL MIO MAESTRO E' UN COMPUTER: sembrano videogiochi, ma sono dei veri strumenti educativi e insegnano di tutto.- Quindi il bambino, ragazzo, invece di avere dinanzi a sé una PERSONA UMAMA che gli parla con i toni di voce sopra menzionati dal Bernardi, ha un NULLA, poiché dietro lo schermo televisivo c'è il nulla: semmai impulsi elettronici nocivi all'occhio senza alcun dubbio, come già accertato anche per l'adulto: in più gli esseri mefistofelici che da esso promanano ed investono la piccola anima.......la quale, tosto, soffrirà di disturbi psichici. Ci sono programmi per i piccoli di 3 anni, poi di 4, di 6 e di 7.. Il computer, secondo il relatore, permette un vero e proprio dialogo con l'elaboratore ed il bambino può disegnare da solo il fumetto del duemila inserendo suoni e voci....."
A chi è indirizzato tutto questo, chiediamoci: all'anima umana, la quale non ha certo bisogno di tutto questo sopratutto se infantile; oppure al suo Doppio? Qui il bambino è una vera e propria vittima della stoltezza ed irresponsabilità dell'adulto, oramai diventato materialista e banale filisteo senza ritorno.
Come già detto, il nostro corpo, fin dalla nascita, è abitato da due entità distinte e contrapposte: l'anima umana vera e propria ed il doppio mefistofelico. Ne fa fede l'esorcismo pronunciato dal sacerdote all'atto del battesimo - detto meglio: veniva pronunciato - in quanto esso non esiste più nella forma latina originale, ma in una "volgare" addolcita, dalla quale però non risulta più l'esorcismo nei confronti di Satana-Mefistofele.
Le espressioni di questi stati di fatto sono oramai tante. Facciamo un altro esempio: già da parecchi anni, alcuni scienziati - come L.Bolk di Amsterdam - intorno agli anni 2O; Erich Blechschmidt oppure anche i libro di Biorn Burtén :"Non dalle scimme" -hanno stabilito che l'uomo non deriva affatto dalla scimmia, come afferma la concezione darwinistica/haeckeliana, ma il contrario: l'animale è una degenerazione dell'uomo primordiale. Second Blechschmidt, l'aver derivato l'uomo dalla scimmia, sarebbe stato il più grossolano errore del secolo scorso! Ma nelle scuole di qualunque grado, si continua tranquillamente a parlar dell'uomo-animale, senza porgere orecchio - secondo noi volutamente per trattenere l'uomo nell'ambito dell'animalità - ad una verità scoperta recentemente!
Tutto questo è realtà concreta del giorno d'oggi: e la vita dei giovani lo dimostra. La causa principale sta ovviamente nel carattere problematico di quest'epoca storica, che vorrebbe raggiungere decisioni di destino non più prorogabili, ma che restano nell'inconscio: e su questo inconscio, dalla massiccia invasione dell'americanismo cultore del Doppio, sembra non vi sia, per ora, possibilità di difesa. Ma l'educatore si dovrà tenere informato con accuratezza ed essere attento e pronto in modo da sapere di cosa si tratta, in primo luogo, ed in grado di prendere le decisioni giuste, che potranno nascere solo dalla sua conoscenza e partecipazione. Con la saldezza del suo Io dedito allo spirito, potrà sostenere il faciullo e prodigarsi nel senso dei seguenti punti.
- ! - conoscenza e chiara coscienza del fenomeno, per poter proteggere il fanciullo
- 2 - agire sull'inconscio del bambino per mezzo delle immagini, adoperando delle fiabe come Tremotino dei Fratlli Grimm; Tribolo tribolante dalle fiabe russe e quant'altre possano agire nel senso indicato. vale a dire adoperare la fiaba come immagine di difesa.
- 3 - agire sul corpo eterico-vitale - dove si annida il Doppio -per mezzo di attività artistiche varie, come euritmia, plastica e musica
- 4 - adoperarsi nel senso delle seguenti parole di Rudolf Steiner:
"Ci si ponga davanti quella potenza nemica con ogni forza interiore, si impari a conoscerla. Allora sorgerà nella nostra coscienza un'immagine riflessa, e questa agirà come una luce davanti alla quale la potenza nemica fuggirà".
Questo suggerimento dovrebbe valere per ogni genitore e insegnante!
In questo caso, ovviamente, l'educatore si sostituisce al bambino, si affianca al suo Io in formazione, con la forza spirituale del suo proprio Io, cercando di educare - sopratutto per mezzo dell'arte - in primo luogo il sentire del fanciullo, in modo da creare un equilibrio fra il polo inconscio della volontà e quello sempre più cosciente dell'immaginare-pensare che si sta formando.
NOTE:
- 1 - Otto Rank - il Doppio - Sugarco edizioni 1987
- 2 - Rudolf Steiner : Poesia delle fiabe alla luce della ricerca spirituale - Berlino 6/2/1913
- 3 - vedi rivista Antroposofia, anno 1993 n.4
- 4 - Claudio Gregorat - L'enigma del Doppio - di prossima pubblicazione
- 5 - Otto Rank - il Doppio - edizioni Sugarco 1987
- Quaderni di Psiche: il Doppio - RED edizioni 199O
- 6 - B.Lievegoed: L'uomo alla soglia - cap.VIII° Natura e Cultura editrice 1992
- 7 - Rudolf Steiner: I misteri dell'oriente e del cristianesimo - pag.1O1 - editrice Antroposofica






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Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT 
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